fbpx
Formula 1Il Cavallino nella storia

1996: è iniziata la risalita

Per accogliere nel migliore dei modi il campione del mondo Michael Schumacher, Barnard crea una monoposto fuori dagli schemi dove spiccano le fiancate che riprendono l’infelice soluzione vista nella F92A.

A non convincere gli addetti ai lavori, è l’andamento ellittico delle prese d’aria che sulla monoposto del 1992 aveva creato non pochi problemi aereodinamici e aveva impedito un corretto raffreddamento .
Nella zona dell’abitacolo, Barnard applica alla lettera la costruzione di strutture laterali di protezione creando dei “muri” ai lati dell’abitacolo con le conseguenza di creare un freno aereodinamico e compromettere la funzionalità della presa d’aria del motore.

La monoposto Ferrari del 1996, battezzata F310, è dotata, per la prima volta nella storia della Ferrari, di un motore 10 cilindri le cui caratteristiche, come da tradizione rossa, non vengono comunicate a nessuno.
Nei primi test i tecnici Ferrari notano che la macchina è ancora molto acerba, si rompe spesso e per far respirare meglio il propulsore, i piloti sono costretti a inclinare la testa.

presentazione Ferrari 1996
© Getty Images

La prima gara in Australia, dopo un inizio scoppiettante di Schumacher, terzo a ruota delle Williams fino al ritiro per un problema ai freni, vede, seppur staccatissimo, il solo Irvine conquistare il gradino più basso del podio.
Impossibilitati a testare la macchina, la gara in Brasile è troppo vicina nel calendario, la Ferrari decide di montare la trasmissione della monoposto dell’anno precedente e Schumacher riesce a conquistare un insperato terzo posto.
Al ritorno in Europa la Ferrari organizza un serie di test volti a trovare l’affidabilità permettendo a Schumacher di lottare per la vittoria al Gran Premio d’Europa 1996 battuto nel finale dalla Williams di Villeneuve.
Il tedesco a Imola ripete una grande prestazione e a monaco conquista la pole candidandosi alla vittoria.
Alla domenica, il campione del mondo sbaglia la partenza e, sempre nel primo giro, commette un errore andando a sbattere contro le barriere.

Ferrari F310 Michael Schumacher 1996 GP Germania
© Wikimedia / Matthias v.d. Elbe

L’ appuntamento con la vittoria è solo rimandato infatti in Spagna, su una pista allagata per la pioggia, Schumacher batte tutti e conquista la prima vittoria per la Ferrari.
Nonostante il successo, i tecnici Ferrari sono consapevoli dei limiti della monoposto e per il GP del Canada, allestiscono un muso nuovo alto che dai test, sembra risolvere parte dei problemi della monoposto.
Mentre la GES si concentra nel risolvere i problemi aerodinamici, ecco apparire una serie di rotture insuali per la Ferrari.

Danzando sotto la pioggia michael schumacher ferrari gp spagna 1996
© Ferrari

In Canada cede un semiasse, in Francia il motore durante il giro di ricognizione e in Inghilterra la trasmissione.
In Ungheria, Schumacher torna in pole e, nonostante un ritiro nelle battute finali, nel volto del tedesco riappare un sorriso.
In Belgio il tedesco torna prepotentemente alla vittoria e in Italia, dopo un duello con Alesi, prende il comando dopo il rifornimento e va a vincere.

Gp Belgio 1996 Podio
© Motorsport Images

A dispetto dei tre successi ottenuti dal tedesco, la F310 è una macchina anonima di centro classifica, come dimostrano i risultati scarsi di Irvine, decisamente brutta ma abbinata a un motore a 10 cilindri che in poche gare è già al livello dei motori Renault alimentando per la stagione ’97 un certo ottimismo nel fuoriclasse tedesco che per vincere chiede soprattutto di finire le corse.

Pubblicità

Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio