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Formula 1Il Cavallino nella storia

2019: la Ferrari bara?

Dopo la prematura scomparsa di Marchionne, avvenuta nell’estate del 2018, la Ferrari non ha ancora raggiunto quella stabilità interna fondamentale per ottenere dei risultati di rilievo. Il 7 gennaio 2019, le tante voci di corridoio che annunciavano l’ennesima rivoluzione, il team principal Maurizio Arrivabene viene sostituito con Mattia Binotto.
Il presidente Elkan, con questa scelta, pare aver dato continuità al progetto di Marchionne che vedeva nell’ingegnere italo-svizzero il pilastro su cui ricostruire la Ges.
Il gruppo di lavoro capitanato da Binotto ha come mandato di creare una monoposto strettamente imparentata con la vettura dell’anno precedente ma con i concetti di base estremizzati.

presentazione SF90
© Ferrari Press Area

La monoposto viene svelata il 15 febbraio, la macchina presenta delle fiancate molto strette e delle soluzioni volte a migliorare l’efficienza aerodinamiche. Un elemento che salta all’occhio è il colore rosso più tenue, escamotage trovato dai tecnici di Maranello per risparmiare sul peso.
Sul fronte dei piloti, ad affiancare Vettel, ormai sopportato all’interno della squadra, a Maranello decidono di puntare su un giovane molto promettente di nome Leclerc.
Nei test Barcellona la macchina sembra dare buone sensazioni tanto che Vettel, euforico, arriva a definirla “praticamente perfetta”.

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sf90 ferrari test
© Ferrari Press Area

Le aspettative per la squadra italiana sono enormi e conta di ben figurare già dalla prima gara in Australia dove la macchina, inaspettatamente, si comporta in modo imprevedibile relegando i due piloti a posizioni lontano dal podio. A Maranello ci s interroga e dopo una serie di riunioni fiume, la squadra si convince che in Australia qualcosa non ha funzionato ma in Bahrain la Ferrari si presenterà con le carte in regola per vincere.
In qualifica Leclerc ottiene la prima pole, diventando il poleman più giovane della storia, davanti a Vettel. Il giorno dopo, il monegasco, dopo aver comandato la gara sul finire, a causa di un problema tecnico, deve cedere alle Mercedes e accontentarsi del terzo posto mentre Vettel si perde in uno dei suoi soliti errori e finisce fuori dalla corsa per la vittoria.
In Cina le rosse tornano a essere delle comparse con Vettel che conquista un anonimo podio.
Talento e velocità si sommano in terra azera, dove Leclerc commette un grave errore in qualifica, perdendo una pole sicura e dopo una gara tutta grinta conclude al quinto posto.

gp spagna 2019 sebastian vettel
© Ferrari Press Area

Sovrastato dalle critiche, Binotto decide di varare per il GP di Spagna un’importante aggiornamento aerodinamico. In Catalogna le SF90 arrancano facendo nascere il sospetto che le modifiche varate sembrano non essere sufficienti per tornare protagonisti.
A Monaco, nonostante un errore strategico nelle qualifiche che fa eliminare Leclerc in Q1, Vettel ottiene un insperato secondo posto mentre in Canada, le modifiche sembrano funzionare e Vettel conquista la pole position.
In gara vincono Hamilton e i commissari che relegano Vettel al secondo posto punendolo per una manovra discutibile ma non sanzionabile. Mentre il tedesco lotta contro i propri fantasmi, pian piano Leclerc è sempre più leader e, dopo due podi consecutivi in Canada e in Francia, torna a far segnare la pole position in Austria dove, dopo un duello avvincente con Verstappen, deve accontentarsi del secondo posto.

gp germania 2019 sebastian vettel
© Ferrari Press Area

In Germania il successo sfuma per un doppio problema in qualifica che relegano Vettel al ventesimo posto e Leclerc al decimo. In gara la pioggia rimescola le carte permettendo alla “5” di risalire fino al secondo posto.
In Ungheria i problemi visti in Spagna si riacutizzano e le Rosse si classificano a oltre un minuto dal vincitore.
Ormai è evidente che la SF90 ha un problema di low-drag, ovvero è capace di prestazioni velocistiche elevate sacrificando però il downforce che manda in crisi la monoposto nei circuiti dove serve molto carico.
Prima della pausa, a Maranello vengono decisi degli sviluppi volti a limitare gli effetti del low-drag e in Belgio, la prima gara dopo la sosta, la macchina risulta essere competitiva e molto veloce. Leclerc ottiene la pole position e in gara, nonostante gli assalti di Hamilton nel finale, riesce a tenere testa all’ alfiere della Mercedes e vince la sua prima gara.

gp italia 2019 leclerc
© Ferrari Press Area

A Monza, nove anni dopo Alonso, il Cavallino torna alla vittoria con Leclerc. La macchina italiana è velocissima e le Mercedes non riescono a minacciare il primo posto del monegasco che vince conquistando il cuore dei tifosi estasiati del cavallino. Mentre il monegasco entra nel cuore dei tifosi Vettel, con l’ennesimo errore esce definitivamente.

A Singapore, con un nuova ala e un nuovo fondo la rossa torna alla vittoria con Vettel, che conquista la sua ultima vittoria in carriera.
In Russia la macchina è nuovamente competitiva e la vittoria sfuma per una safety car dovuta al ritiro di Vettel, ma nei box cominciano a girare voci sulla power unit che sembra non essere regolamentare.
Dopo le gare in Giappone e in Messico dove la rossa riesce a ben figurare negli USA la macchina sembra essere quella dell’Ungheria, gli avversari puntano il dito sulla power unit prodotta a Maranello, che dopo illazioni fastidiose, improvvisamente sembra essere tornata quella di qualche mese prima.

gp singapore 2019 vettel
© Ferrari Press Area

Ad Abu Dhabi, Vettel e Leclerc disputano una gara totalmente anonima dando sempre più adito a sospetti sulla power unit che la federazione, seppur non avendola mai trovata irregolare, decide di sottoporre a profonda revisione.

La stagione si conclude con una macchina che, nonostante le tre vittorie, non ha del tutto convinto soprattutto per i sospetti di irregolarità che hanno minato la credibilità e il nome Ferrari nel circus.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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