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Formula 1Grandi eroi senza corona

Al cuor non si comanda, gli anni ferraristi di Alesi

Il 1990 aveva visto la Ferrari battersi ad armi pari con la McLaren di Senna e tutto faceva pensare che la scuderia di Maranello avrebbe giocato un ruolo da protagonista nella stagione successiva.

In realtà i primi test del 1991 mostravano una monoposto priva dello smalto della stagione precedente.

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Tesi confermata anche dalle perplessità espresse dalla coppia di piloti che quell’anno avrebbero dovuto disputare il campionato: Prost ed Alesi, un giovane talentuoso francese destinato a legare il proprio nome alle sorti del cavallino.

Innamorato dei motori fin dalla più tenera età Alesi, il cui cognome tradisce origini italiane, si mette subito in luce nelle formule minori.

In breve tempo si ritrova nel team Jordan di F2, dove conquista il titolo di campione della categoria.

Il passo ad arrivare in F1 è breve.

Ken Tyrrel, convinto di aver trovato il nuovo Depailler lo fa debuttare al GP di Francia del 1989 ed il pilota riesce subito ad impressionare organizzatori e addetti ai lavori, arrivando quarto al traguardo.

Tutti vogliono Alesi, ma Tyrrel se lo tiene ben stretto e gli fa disputare la stagione 1990 a bordo dell’avveniristica Tyrrel ad ali di gabbiano.

Nel Gran Premio di apertura, il francese di Alcamo tiene testa addirittura a Senna conquistando un secondo posto! La F1 ha trovato l’erede dell’asso brasiliano?

I team più titolati fanno a gara per ingaggiarlo per la stagione 1991.

Alesi firma un precontratto con la Williams, che lo vede come il nuovo Mansell, ma a scompigliare le carte arriva la Ferrari che, dopo una corte serrata, gli sottopone un contratto che il francese firma senza pensarci due volte.

La doppia firma sui contratti mette Alesi ed i team in una situazione di totale disagio.

Ferrari lo vuole e pur di averlo è disposta a cedere a Williams una monoposto della stagione passata, così da consentire al il team inglese di studiare il funzionamento dell’innovativo cambio elettro attuato.

L’arrivo del promettente francese a Maranello coincide con uno dei periodi più bui per la scuderia italiana.

Nel 1991 le fronde interne non permettono di sviluppare la macchina in modo competitivo ed a farne le spese sono Prost, il direttore sportivo Fiorio ed il presidente Fusaro.

jean alesi alain prost 1991
© Ferrari

Alesi, nonostante non abbia brillato, riesce a salvarsi forte di una popolarità crescente tra i tifosi che lo vedono come il nuovo Villeneuve.

A Maranello soffia vento di rinnovamento.

La Fiat manda Montezemolo come presidente con la speranza che sappia diventare grande, facendo grande anche la Ferrari.

La macchina, la F92A, non si rivela all’altezza: problemi di motore e di telaio relegano questa bellissima monoposto a comprimaria in griglia.

Alesi, galvanizzato dall’aver ereditato il 27, il numero di Villeneuve, non parte mai sfiduciato e riesce comunque a conquistare due terzi posti, ma poco più.

Va peggio al suo compagno Capelli che, totalmente sfiduciato dalla macchina, comincia una parabola discendente che lo porterà ad essere appiedato dopo il GP del Portogallo.

A Maranello sono stanchi di perdere: Montezemolo deve portare risultati ed invertire la curva.

È così che il presidente della Ferrari decide di affidarsi a Jean Todt.

Sotto la guida del manager francese la rossa comincia un lento ritorno ai vertici della classifica.

La F93A dotata di sospensioni attive è una macchina acerba, Alesi deve usare le sue capacità di improvvisatore per tenerla in strada ed interpretare le reazioni anomale delle sospensioni attive Ferrari.

Verso fine stagione il transalpino regala alla squadra un insperato secondo posto a Monza e 19 giri al comando in Portogallo.

La Ferrari non è ancora, ma sta arrivando ed Alesi si sente il condottiero del cavallino.

Nella pausa invernale la Ferrari sottopone i piloti titolari, Alesi e Berger, ad estenuanti collaudi sui circuiti di proprietà del cavallino.

Ed ecco che per la stagione 1994 prende vita la 412T1!

La macchina è bellissima, ma paga un problema di raffreddamento al propulsore che obbliga la squadra corse a mettere mano al progetto per modificarlo.

Il ritiro di Jean Alesi nel GP del Belgio 1994
© Wikipedia – Il ritiro di Jean Alesi nel GP del Belgio 1994

Nel mentre, la macchina in pista si dimostra comunque valida, chiudendo terza nel GP di apertura in Brasile.

In Italia, durante i test di preparazione per il ritorno della F1 in Europa, Alesi è vittima di un incidente che gli procura una lesione alle vertebre cervicali.

Torna a Monaco e subito si rende conto che la macchina sta migliorando; infatti, nel corso della stagione riesce a brillare diverse volte, purtroppo però senza riuscire a guadagnare il gradino più alto del podio.

La vittoria è nell’ aria ed Alesi spera di essere l’artefice del ritorno al successo della Ferrari.

In Germania divide la prima fila col compagno Berger, ma subito dopo il via si deve ritirare lasciando alla monoposto del compagno l’onore di interrompere il digiuno.

A Monza conquista la sua prima pole in carriera e comanda con autorità fino alla prima sosta, quando un errore in partenza dai box gli fa rompere un semiasse obbligandolo al ritiro.

La reazione smodata del francese provoca la replica piccata della Ferrari che lo ammonisce e lo multa per le esternazioni rilasciate in diretta.

Per la stagione 1995 la Ferrari prepara la 412T2, l’ultima a 12 cilindri.

Dopo i primi test, la macchina sembra adattarsi allo stile del francese.

Alesi è autore di buone gare e nella corsa canadese approfitta dei problemi al cambio di Schumacher andando a conquistare la sua prima vittoria.

Nonostante quello sia il suo migliore anno da quando è a Maranello, nel paddock cominciano a girare voci insistenti sul suo licenziamento.

Nonostante le smentite ad agosto lo scoop arriva alla stampa.

La Ferrari per la stagione 1996 ha ingaggiato Schumacher al posto di Alesi. Il francese è deluso dal comportamento della scuderia di Maranello. In fondo, dal suo punto di vista, aveva dedicato alla squadra i suoi anni migliori, pur senza raccogliere nulla.

A Monza, per l ‘ultimo GP in Ferrari, potrebbe vincere.

Fino a pochi giri dalla fine è saldamente in testa…quando, improvvisamente, si rompe un giunto ed ancora una volta è obbligato al ritiro. Le lacrime rigano il volto di Alesi, il sogno di vincere a Monza con la Ferrari è per sempre sfumato…

Il pilota si è ritirato nel 2001 dopo diverse esperienze alla Benetton, alla Sauber e alla Prost.

Jean Alesi gp Usa 2001
© F1.com

Alesi ha spesso dichiarato di non essersi mai pentito di aver corso per la Ferrari negli anni più bui, perché è riuscito a conquistare l’affetto ed il rispetto dei tifosi che ancora oggi lo ricordano come una bandiera del cavallino.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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