Alan Jones: il determinato australiano campione del Mondo

Un pilota determinato e veloce che non ha mai mollato, arrivando a vincere un titolo mondiale


Alan Jones Stati Uniti 1981
Alan Jones Stati Uniti 1981

Il 2 novembre 1946, nasce a Melbourne, Alan Jones, campione del mondo di Formula 1 nel 1980 con la Williams. Il pilota australiano era un personaggio duro e senza compromessi e nessuno avrebbe mai immaginato che prima o poi avrebbe vinto, addirittura un campionato del mondo di F1.

Lottando per sbarcare in Europa

Stan Jones, padre di Alan gestiva una concessionaria a Melbourne, ciò ha dato la possibilità al figlio di iniziare a guidare con un certo anticipo e vincere nel 1963, il campionato kart. Nel 1967, il giovane australiano decise di trasferirsi in Europa, per iniziare a correre in Formula Ford, ma non aveva abbastanza soldi. Così,  insieme al connazionale Brian McGuire iniziarono a commerciare auto, finché non trovarono il budget necessario per acquistare una Lotus 41. Purtroppo un incidente a Brands Hatch, mentre testava l’auto,  ritardò l’inizio della carriera di Jones.
Nel 1970 sotto la bandiera dell’Australian International Racing Organization (AIRO), riuscì a conquistare in Formula 3, la sua prima vittoria a Bank Holiday alla guida di una Brabham BT28, acquistata vendendo camper.

Nel 1972, rifiutò un’offerta dal team di F3, March Engineering, pensando che la collaborazione con l’AIRO avrebbe portato delle nuove vetture; ma l’accordo non portò i benefici che Jones si aspettava;  decise  così di acquistare una GRD 372, ma i vari problemi al motore rovinarono la stagione.

Considerate una curva da 280 all’ora. Un pilota lento la fa a 270, un pilota malato la fa a 290. Solo uno bravo la fa a 280” – Alan Jones

Nel 1973 a bordo di una GRD 373 arrivò secondo nel Campionato John Player, consegnando a Tony Brise il titolo sul tracciato di Brands Hatch.

All’inizio del 1974 non riuscì a trovare un sedile, fino a quando,  la British Formula Atlantic, decise di dare una possibilità all’australiano concedendogli una 74B gestita dall’ex campione britannico Harry Stiller  con la quale vinse 4 gare nel campionato di F3.Sempre quell’anno arrivò secondo nel Southern Organs Championship e quarto nel Campionato John Player.

Nel 1975, pensò di passare alla Formula 5000, ma Stiller riuscì ad acquistare una Hesketh 308-Ford, così Jones fece il suo debutto in F1. Dopo 4 gare Stiller abbandonò l’impresa e si trasferì all’estero,  il pilota di Melbourne passò immediatamente alla Graham Hill Racing in sostituzione dell’infortunato Rolf Stommelen. Sul circuito del Nürburgring, in Germania arrivò un bel quinto posto e i primi punti iridati.

All’estremità sbagliata della griglia

L’anno successivo non riuscì a trovare una scuderia fino al passaggio al Team Surtees. Il debutto con la TS19-Ford sponsorizzata da Durex, non fu dei migliori, con la BBC che si rifiutò di trasmettere la gara di Brands Hatch,  ufficialmente a causa di “inaccettabile quantità di sponsor presenti sulle auto da corsa”.
Surtees, però,  vide qualcosa in Jones e così decise di dare un contratto all’australiano per il resto della stagione. Il miglior risultato arrivò in Giappone, quando conquistò il quarto posto.

La tragedia, la svolta e il passaggio alla Williams

L’anno successivo decise di concentrarsi sulla Formula 5000, nel Nord America,  quando arrivò la chiamata della Shadow, dopo la scomparsa di Tom Pryce nel GP del Sud Africa.
Alla guida della DN8A-Ford, Jones arrivò sesto a Monaco, quinto a Zolder, mentre in Austria conquistò la sua prima gara in carriera nella massima serie. A Monza arrivò terzo e poi due piazzamenti al quarto. Il settimo posto nel campionato del mondo aprì le porte della Williams.

Nel 1978 il passaggio ufficiale alla Williams Grand Prix Engineering, come unico pilota alla guida della nuova FW06-Ford sponsorizzata da alcuni facoltosi sponsor dell’Arabia Saudita.Il progetto fu affidato a Patrick Head che costruì una vettura dal telaio pulito ed efficace. I risultati arrivarono con un quarto posto in Sudafrica e quinto al Paul Ricard, per poi conquistare il secondo posto nel GP degli Stati Uniti al al culmine di una stagione promettente per il team e per il  pilota.

Intanto,  nel campionato Can-Am Challenge, vinse il titolo a bordo di una Lola T333-Chevrolet del team Haas-Hall Racing.

Rafforzato da una bella stagione passata, Frank Williams decise di affiancare all’australiano l’esperto Clay Regazzoni per la stagione 1979.

Per le prime gare fu usata la vettura dell’anno precedente ; a Long Beach nell’ultima apparizione della FW06 arrivò un bel terzo posto. L’introduzione dell’effetto suolo sulla nuova FW07 diede la possibilità a Jones di diventare il pilota più veloce, sebbene la scarsa affidabilità  gli impedì di lottare per il titolo.
Dopo tre ritiri consecutivi, arrivò un quarto posto in Olanda, per poi consegnare la prima vittoria in Willians  a Regazzoni quando era al comando del GP d’Inghilterra. Nella gare successive vinse 4 volte arrivando terzo nel campionato del mondo.

Campione del mondo con la Williams

Jones iniziò la stagione 1980 come il favorito per vincere il campionato del mondo. Vinse la gara d’apertura in Argentina e arrivò terzo in Brasile. Poi,  dopo due ritiri consecutivi, arrivarono 4 podi e altrettante vittorie, dandosi battaglia con Nelson Piquet. Alla fine Jones riuscì a conquistare il titolo iridato con una gara d’anticipo e diventò il secondo australiano a vincere un campionato del mondo di F1.

Alan Jones Canada 1980
Alan Jones Canada 1980

Nel 1981, Jones tentò di difendere il titolo iniziando con una vittoria nel GP di Long Beach e arrivando secondo nella successiva gara in Brasile. Il rapporto con il gelido e lunatico compagno di squadra Carlos Reutemann fece incrinare i rapporti interni al team: così , dopo aver vinto l’ultima gara dell’anno a Las Vegas decise si ritirarsi.

Torna in Formula 1 con la Haas

Nel 1983 il ritorno nel team Arrows Racing Team gestito da Jackie Oliver, artefice della vittoria di Jones nel GP d’Austria del 1977. Purtroppo,  la frattura alla gamba mentre guidava nella sua fattoria ,  non ancora completamente guarita lo costrinse al ritiro a Long Beach . Tuttavia, l’Arrows non riuscì a trovare la sponsorizzazione necessaria per prolungare l’accordo.

Alan Jones, Frank Williams e Patrick Head 1980
Alan Jones, Frank Williams e Patrick Head 1980 – By: F1-history

Nel 1984 , partecipò al World Endurance Championship arrivando sesto nella 24 Ore di Le Mans nel team Kremer Brothers alla guida di una Porsche 956B.

Nel 1985, Carl Haas decise di mettere in piedi un nuovo ambizioso team di F1, affidandosi al talento ingegneristico di Adrian Newey e Ross Brawn  firmando un accordo con la Ford.
Jones ormai vicino al ritiro, corse tutta la stagione la Lola T900-Cosworth del Team Haas, in attesa del
ritorno dell’infortunato Mario Andretti. La stagione portò risultati poco soddisfacenti,  con soli 4 punti conquistati,  arrivò il ritiro definitivo.

La vita dopo la Formula 1

Oltre a lavorare come commentatore televisivo per Channel Nine in Australia, nel 1990, Jones corse con vetture da turismo V8 Supercars. Nel 93 terminò secondo in campionato, dopo aver vinto tre volte con una Ford Falcon EB di Glenn Seton Racing, battuta solo in classifica dallo stesso Seton. Il pilota australiano continuò a correre come pilota occasionale fino al 2005.

I numeri di Alan Jones

1

Mondiali

12

Vittorie

24

Podi

6

Pole position

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1 Commento

  1. Avatar
    Mario Morelli
    Novembre 3, 2019

    Un episodio epico nella sua carriera da campione, fu una… sconfitta! Un arrembante e irriducibile Villeneuve, lo infilò in uno spazio impossibile in quel di Montecarlo, raggiungendo il primo successo di un motore turbo sul circuito monegasco. Era il 1981, altri tempi…

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