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2000-2009Formula 1Monoposto

BMW Sauber: la breve storia dell’outsider perfetta

Nella metà dei primi anni 2000, un outsider si preparò a scrivere il loro nome nella storia del Circus: questa è la storia della BMW Sauber

Alla metà del nuovo millennio si stava vivendo, in Formula 1, un dominio dopo l’altro: prima Ferrari, poi Renault, il binomio della Rossa con la McLaren e alla fine la “cenerentola” Brawn. Ma nella metà dei primi anni 2000, un outsider si preparò a scrivere il suo nome nella storia del Circus. La BMW Sauber divenne, quasi, un’errore di sistema in anni dove, tranne alcuni casi isolati come la vittoria della BAR in Ungheria nel 2006, gli altri team vivevano all’ombra dei ben più grandi team storici, entrando di prepotenza nella storia della Formula 1. La scuderia Bavarese divenne una presenza continua nel podio e riuscì a lanciare nel mondo delle corse piloti come Robert Kubica e Sebastian Vettel.

I fatti antecedenti

Nel 1998, dopo dieci anni di assenza, BMW tornò come motorista e title sponsor, per la stagione 2000, al fianco di Williams. La scuderia di Grove venne rinominata in BMW Williams F1 Team, cambiando i colori della livrea in bianco e blu, storici colori della scuderia di Monaco. La prima monoposto, creata da questa collaborazione, fu la FW22, guidata da Ralf Schumacher e Jenson Button, rookie di quella stagione. Il ritorno nel Circus fu ottimo, riuscendo a far conquistare al fratello del Kaiser tre podi e in generale un’ottima competitività. La Williams chiude il 2000 in terza posizione nel mondiale costruttori.

BMW-Storia-Williams
© Williams Twitter

Per il 2001, la scuderia di Grove, sostituisce Button, partente verso la Benetton, con la scheggia impazzita Juan Pablo Montoya. Fu una stagione dove i due piloti riuscirono a conquistare tre vittorie, due di Schumacher e una del colombiano. Questi successi si andarono a bilanciare ai problemi di affidabilità che affliggevano la FW23, addirittura diciotto i ritiri . La stagione successiva fu di assestamento, conquistando il secondo posto nel mondiale costruttori e migliorando i problemi di affidabilità.

Il periodo da contendente al titolo

Il 2003, per la coppia Williams-BMW, fu l’anno di maggiore successo della collaborazione. Durante quella stagione, Montoya arrivo sino alle ultime gare in lizza per la vittoria del campionato del mondo, dovendosi arrendere a Michael Schumacher. Il 2004 fu un passo indietro a causa di tre grandi motivi: lo strapotere della F2004, i problemi di affidabilità e il muso a “tricheco” ideato dalla italiana Antonia Terzi. Il team inglese subì anche una doppia squalifica a causa di alcune irregolarità ai freni.

Il Gran Premio del Brasile, vinto dal colombiano, fu l’unico successo stagionale. A fine stagione, la scuderia di Grove, decide di cambiare la coppia di piloti con Montoya partente in direzione McLaren e Schumacher diretto alla Toyota. La stagione successiva i piloti scelti furono Webber e Heidfield. I deludenti risultati della FW27 portarono ad una spaccatura tra BMW e Williams, con il colosso tedesco che sosteneva di disporre di un motore capace di vincere il mondiale, ma causa del telaio veniva limitato.

Inizia la storia della BMW Sauber

A fine 2005, BMW tenta l’acquisto della Williams, ricevendo il no secco di Sir Frank Williams. Questa situazione portò a due eventi: la rescissione della partnership tra i tedeschi e gli inglese e l’acquisizione del team Sauber, colpito da una forte crisi economica e di risultati. Il 25 luglio 2005 viene ufficializzata la nascita della BMW Sauber F1 Team, il nome della scuderia elvetica rimase per riconoscere il lavoro dei vecchi lavoratori. La sede del team rimase in Svizzera, a Hinwil, con Monaco di Baviera come base di progettazione dei motori.

Il 17 gennaio 2006, nella Città delle Arti e delle Scienze di Valencia, viene presentata la F1.06. La prima stagione nel mondiale vedrà alla guida, della neonata BMW Sauber, Jacques Villenueve e Nick Heidfield con Robert Kubica nel ruolo di terzo pilota. Per la scuderia bavarese, il primo mondiale da costruttore, fu una stagione di rodaggio e di ambientazione al mondo della Formula 1. Non mancarono i colpi di scena, come la sostituzione di Jacques Villenueve con Robert Kubica: il pilota campione del mondo 1997 venne licenziato a causa di un pessimo rapporto tra il pilota e la squadra, usando come pretesto l’infortunio del canadese durante il GP di Germania. La prima stagione si concluse con due podi conquistati e il quinto posto in classifica costruttori.

L’outsider perfetta

Il 2007 della BMW si apri con un’ottima monoposto, che grazie ad un’ottimo lavoro dei tecnici bavaresi riuscì a imporsi come terza scuderia dietro le due potenze Ferrari e McLaren. Heidfield conquisto due podi, un terzo e un secondo posto, con Kubica presenza continua in top 8. Il polacco, a causa del terrificante incidente subito durante il Gran Premio di Canada, viene sostituito dal debuttante Sebastian Vettel per il GP degli Stati Uniti. Il  giovane tedesco conquisterà, nella sua gara di debutto, i suoi primi punti iridati. A fine stagione, a causa della spy-story che ha visto protagonista la McLaren, la BMW-Sauber chiuderà il mondiale in seconda posizione nella classifica costruttori.

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© PHOTO4

La stagione 2008 si apre nel migliore dei modi: nel Gran Premio d’Australia Heidfield conquisto la seconda posizione, mentre il compagno si dovette ritirare a causa di problemi tecnici. Nelle successive gare, BMW, si mostrò competitiva tanto poter pensare di conquistare i titoli iridati. Le buone prestazioni della monoposto bavarese portarono alla conquista della prima pole position con Kubica in Bahrein, con i due piloti che riuscirono a conquistare tre podi, e altrettanti piazzamenti a punti, nelle prime sei gare stagionali. Il culmine della favola BMW Sauber si raggiunse durante il GP del Canada con la vittoria di Robert Kubica. La stagione si concluse al terzo posto in classifica costruttori, con il polacco in lotta per il campionato sino alla penultima gara.

La fine della storia della BMW Sauber

Il 2009 si rivelo un vero flop per la scuderia tedesca, con continui problemi in qualifica. Nel corso della stagione ottenne solo due podi, contro gli undici del mondiale precedente, e in generale si aveva difficoltà nel piazzarsi a punti. Concluse la stagione in sesta posizione nel mondiale costruttori una vera delusione se messa a confronto con i risultati degli anni precedenti. Il team quest’anno poté attingere a meno fondi a causa della rottura tra i bavaresi e Credit Suisse, principale creditore della squadra. BMW, a fine stagione annuncia, con un comunicato, che non avrebbe partecipato alla stagione 2010 del mondiale di Formula 1, con il team che sarebbe tornato nelle mani di Peter Sauber. Si conclude cosi la storia della BMW Sauber.

Ascesa e declino di un colosso

L’eredita lasciata dalla BMW Sauber in Formula 1 fu grande e alcuni eventi negli anni successivi si può dire che siano frutto della scuderia bavarese. I tedeschi hanno avuto il merito di credere in talenti come Kubica, che se non fosse stato per lo sfortunato incidente al Rally di Andorra si starebbe parlando di un talento generazionale, e Sebastian Vettel, un quattro volte campione del mondo. Nei quattro anni di permanenza nel Circus dimostro di come potesse far paura ai colossi della Formula 1. Negli anni si scoprirà che il mondiale 2008 si sarebbe potuto vincere ma, come rivelato da Kubica, si preferì puntare al 2009, errore fatale dei bavaresi. Nella storia del pinnacolo del Motorsport rimarrà una grande domanda: se BMW fosse rimasta cosa sarebbe successo?

 

 

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Mattia Peddis

Sono Mattia uno studente di scienze politiche con la passione per la Formula 1e per la politica. Il mio obbiettivo è quello di trasmettere la mia passione per il Motorsport attraverso la scrittura

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