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GP Canada 1982: la F1 piange Paletti e incorona Piquet

13 giugno 1982: sul circuito dell’Isle Notre Dame si tiene il quinto GP del Canada. Ma manca l’eroe locale. Dopo la morte di Gilles Villeneuve a Zolder, avvenuta poche settimane prima, il circuito viene ribattezzato con il suo nome.

L’organizzatore della gara, Normand Legault, non cerca di nascondere la sua commozione: “Non prendiamoci in giro: questa gara non sarà la stessa senza Gilles”, dichiara alla Montreal Gazette. “Qui ha sempre dato vita a battaglie superbe. Sicuramente non sarà la stessa cosa per la sua guida spettacolare“.

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L’assenza di Villeneuve si fa sentire anche nel box Ferrari, dove la squadra inizia la sua terza gara con un solo iscritto, quello di Didier Pironi. La squadra aveva già confermato Patrick Tambay, che prenderà il posto vacante di Gilles dopo la gara canadese.

Il Gran Premio viene spostato dalla consueta data di settembre a giugno. Si spera che la gara si svolgerà in condizioni migliori rispetto alla pioggia battente dell’anno precedente o al freddo intenso che aveva accolto le squadre per il primo Gran Premio del 1978.

Poche le novità: la Brabham schiera di nuovo vetture in due diverse configurazioni: Piquet ha la più recente BT50 con turbo BMW, mentre Riccardo Patrese continua a utilizzare la BT49D con motore Cosworth.

Le Qualifiche

La pole position viene contesa esclusivamente dalle squadre con motore turbo e viene conquistata facilmente da Didier Pironi. Utilizzando una 126C2 aggiornata, ottiene il tempo di 1’27″509 senza dover utilizzare i più veloci pneumatici da qualifica.

È la mia prima pole position per la Ferrari“, esordisce Didier, “e mi fa molto piacere conquistarla sul circuito che porta il nome di colui che non è stato solo il mio compagno di squadra ma anche un mio amico”.

Le quattro vetture turbo occupano quindi le prime due file della griglia di partenza. Dietro a Pironi ci sono le due Renault, con Rene Arnoux davanti a Prost.

L’Alfa Romeo di Bruno Giacomelli si piazza con un bel quinto posto, mentre Watson guida i corridori Cosworth.

Tra coloro che hanno raggiunto i 26 posti utili per qualificarsi c’è Riccardo Paletti. Il pilota dell’Osella si qualifica per la terza volta e questa sarebbe stata la sua prima partenza assoluta.

Il ventitreenne aveva iniziato a correre solo quattro anni prima. Nel 1981 partecipa, grazie al suo sponsor, a una March di Formula 2. Si piazzò al secondo posto in due delle prime tre gare dell’anno, ma la sua stagione si affievolì e non ottenne più punti.

A fine stagione la Pioneer lo convinse ad accettare di debuttare in Formula 1, sebbene il pilota preferisse rimanere ancora un anno nella categoria per poter maturare ulteriormente. Nelle prime sei gare si qualifica solo a Imola. Si qualifica a Detroit, ma non parte dopo aver danneggiato il telaio in un incidente in prova. Il Canada sarebbe stata la sua prima partenza in F1 su una griglia completa.

La partenza

partenza-canada-1982
© Pinterest

In quell’anno la griglia e la linea di partenza/arrivo si trovano all’uscita dell’ultimo tornante, seguito da una serie di curve veloci. Pironi parte sul lato destro della pista.

Due anni prima, sullo stesso circuito, Didier aveva ricevuto una penalità di un minuto per falsa partenza. Ben sapendo che una penalità così severa sarebbe stata comminata se avesse ripetuto l’infrazione, Pironi è attento a non partire troppo velocemente mentre le auto si allineano per prendere il via.

Ma ancora una volta la sua frizione inizia a perdere colpi. Questa volta i giri scendono troppo e il motore si spegne, proprio mentre il semaforo diventa verde. Arnoux scatta in testa, mentre Prost schiva la Ferrari. Watson fa lo stesso, mentre Mansell si accorge in tempo dell’ostacolo, rischiando lo scontro.

Paletti parte dalla stessa parte della griglia di Pironi, in 12a fila. Una macchina dopo l’altra davanti a lui schivano a sinistra per evitare la Ferrari ferma. L’ultimo di loro è Boesel, che viaggia così velocemente da urtare la ruota posteriore sinistra di Pironi, rompendo la sospensione della sua March. “Quando ho visto Pironi davanti a me non ho avuto il tempo di cambiare direzione” ammetterà poi.

Quando Paletti si trova davanti la Ferrari ha già raggiunto i 10.500 giri al minuto in terza marcia con una velocità di 160 km/h. L’Osella colpisce l’auto con una forza tale da lanciare la Ferrari in avanti, colpendo la Theodore di Lees.

Pironi, illeso, è il primo ad arrivare sulla scena, seguito rapidamente dal professor Sid Watkins e dalla sua équipe medica. Watkins arriva appena il tempo per ispezionare gli occhi di Paletti e di inserirgli il respiratore in bocca che l’Osella esplode in fiamme.

L’impatto aveva danneggiato il serbatoio del carburante e la benzina era fuoriuscita e si era incendiata. I commissari intervengono rapidamente ma caoticamente sul posto con gli estintori. Quando le fiamme vengono spente, la squadra di soccorso può constatare l’entità del danno.

La parte anteriore dell’auto era schiacciata, le gambe di Paletti sono seriamente offese così come la gabbia toracica. Ci vuole quasi mezz’ora per estrarlo dall’auto e, sebbene viene stato trasportato d’urgenza in ospedale, muore più tardi.

La ripartenza e la gara

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© LAT Images

Le auto si schierano sulla griglia per la seconda volta due ore dopo. La ripartenza avviene dopo le 18:00 e, con la metropolitana in sciopero, molti spettatori non hanno altra scelta che andarsene prima per poter tornare a casa.

Fortunatamente non ci sono incidenti e Pironi prende il comando. Ma la gioia sarebbe stata di breve durata: la vettura muletto era l’unico esemplare con la nuova sospensione pull-rod. Essendo tornato alla versione a bilanciere più pesante, Pironi fatica molto in gara, e perde la testa della corsa a favore di Arnoux all’inizio del secondo giro.

Piquet intanto sta guadagnando rapidamente sullo stesso Arnoux. Passa Prost al secondo giro e all’ottavo giro è in coda all’altra Renault. Si affiancano mentre si dirigono verso la veloce curva a destra-sinistra dopo i box ed passa in testa.

Pironi perde sempre più posizioni, tanto che decide di rientrare ai box per la sostituzione delle gomme. Ora quarto scala Eddie Cheever, seguito da Andrea De Cesaris e Riccardo Patrese. Il padovano passa il romano al giro 14, e anche l’italoamericano al giro 17.

A metà gara, la Renault precipita nello sconforto per il ritiro di entrambe le vetture. Arnoux, ancora secondo, si è ferma in testacoda e non è riesce a ripartire. Due giri dopo, Prost è fuori per l’ennesimo problema al motore turbo, dopo aver subito il sorpasso da parte di Patrese.

A quattro giri dal termine Cheever rimane senza benzina e si ferma sul rettilineo d’arrivo, due giri dopo anche De Cesaris (terzo) e Derek Daly (quinto) subiscono lo stesso inconveniente, ne approfittano i Cosworth, con John Watson che scala al terzo posto ed Elio De Angelis al quarto.

La gara viene vinta da Nelson Piquet che, a solo sette giorni dalla non qualificazione di Detroit, ottiene la prima vittoria per un motore BMW. La casa tedesca è la sedicesima ad imporsi, come motorista, in una gara valida per il mondiale di F1.

È anche la prima dopo l’iride del 1981, ed il sesto vincitore diverso nelle prime otto gare dell’anno. Watson mantiene la leadership del campionato davanti a Pironi, mentre Patrese passa al terzo posto.

Sul podio, Piquet ricevette il trofeo di vincitore della gara. Come il circuito, anche il trofeo è intitolato a Gilles Villeneuve. Dall’inizio della gara fino alla sua conclusione, la morte getta un’ombra su questo Gran Premio.

podio-canada-1982
© LAT Images

L’ordine d’arrivo del GP del Canada 1982

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 1 Brazil Nelson Piquet
United Kingdom Brabham 01:46:39.577 70
4
9
2 2 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Brabham 01:46:53.376 70
8
6
3 7 United Kingdom John Watson
United Kingdom McLaren 01:47:41.413 70
6
4
4 11 Italy Elio de Angelis
United Kingdom Lotus +1 lap 69
10
3
5 29 Switzerland Marc Surer
United Kingdom Arrows +1 lap 69
16
2
6 22 Italy Andrea de Cesaris
Italy Alfa Romeo Out of Fuel 68
9
1
7 5 Ireland Derek Daly
United Kingdom Williams Out of Fuel 68
13
0
8 30 Italy Mauro Baldi
United Kingdom Arrows +2 laps 68
17
0
9 28 France Didier Pironi
Italy Ferrari +3 laps 67
1
0
10 25 United States Eddie Cheever
France Ligier Out of Fuel 66
12
0
11 17 Germany Jochen Mass
United Kingdom March +4 laps 66
22
0
NC 4 United Kingdom Brian Henton
United Kingdom Tyrrell Not Classifled 59
26
0
RIT 6 Finland Keke Rosberg
United Kingdom Williams Gearbox 52
7
0
RIT 18 Brazil Raul Boesel
United Kingdom March Engine 47
21
0
RIT 3 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Tyrrell Engine 41
15
0
RIT 15 France Alain Prost
France Renault Engine 30
3
0
RIT 16 France René Arnoux
France Renault Spun Off 28
2
0
RIT 10 Chile Eliseo Salazar
Germany ATS Engine 20
24
0
RIT 8 Austria Niki Lauda
United Kingdom McLaren Clutch 17
11
0
RIT 26 France Jacques Laffite
France Ligier Fuel System 8
19
0
RIT 14 Colombia Roberto Guerrero
United Kingdom Ensign Clutch 7
20
0
RIT 23 Italy Bruno Giacomelli
Italy Alfa Romeo Collision 2
5
0
RIT 12 United Kingdom Nigel Mansell
United Kingdom Lotus Collision 2
14
0
RIT 31 France Jean-Pierre Jarier
Italy Osella Withdrew 0
18
0
RIT 32 Italy Riccardo Paletti
Italy Osella Fatal Accident on first start 0
23
0
RIT 33 United Kingdom Geoff Lees
Hong Kong Theodore Collision on first start 0
25
0
DNQ 9 Germany Manfred Winkelhock
Germany ATS No Time 0

0
DNQ 19 Spain Emilio de Villota
United Kingdom March No Time 0

0
DNQ 20 Brazil Chico Serra
Brazil Fittipaldi No Time 0

0

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Giuseppe Lapietra

Classe '90, tante esperienze lavorative alle spalle, ma una sola passione, quella dei motori. Arriva tardivamente a conoscere la Formula 1, chiedendosi poi perché non l'abbia conosciuta prima. Il lato amarcord lo scopre quasi per scherzo grazie a una pagina FB che fonda assieme ad un amico, restandole ammaliato. Guarda comunque al futuro! Si diletta nella fotografia, e strizza un occhio anche alla tecnologia.

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