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Formula 1Monoposto

Cavallini che tirano buoi che spingono

In Formula Uno la supremazia messa in mostra dalla Cooper Climax di Brabham è ormai fuori discussione. Grazie al motore posteriore Black Jack riesce a confermarsi iridato nel 59 e nel 60 obbligando Ferrari a ripensare al proprio concetto di macchina da corsa.

L’ing Chiti, vulcanico direttore tecnico toscano, convince il Drake che le macchine tirate dai buoi sono sorpassate ed è ora di pensare ai buoi che le spingono.
Due sono i modelli con i quali Ferrari decide di studiare l’applicazione della nuova tecnica ovvero la 246 P F1 e la 156F2.
Nel 1961, in Formula 1 cambiano i regolamenti, la cilindrata cala a 155 cc ed è bandito il compressore. Varati i nuovi regolamenti, il Drake capisce subito di aver agito in anticipo grazie alle sperimentazioni fatte sulle monoposto laboratorio e per aver sviluppato il motore della Dino del 57.
In nuovo prototipo, denominato 155, si distingue dalle altre monoposto per due prese ogivali sul musetto che la fanno sembrare una bocca di squalo.

La monoposto debutta a Montecarlo dove Phil Hill, lentigginoso pilota a stelle e strisce del cavallino, ottiene un incoraggiante secondo posto.
Appena il mondiale si sposta sui circuiti tradizionali, le Ferrari diventano invincibili.
In Olanda, a vincere è il pupillo del Drake Von Trips che domina davanti al compagno Hill mentre in Belgio sono addirittura quattro le Ferrari che si classificano ai primi 4 posti con Hill che si aggiudica la gara.
Il momento d’oro della Ferrari continua in Inghilterra dove la scuderia italiana conquista una tripletta con von Trips primo davanti al compagno americano.

Dopo la battuta d’arresto al Nurburgring, dove un’infelice scelta delle gomme relega i ferraristi al secondo e al terzo posto, la Scuderia Ferrari si gioca il titolo a Monza dove entrambi i ferraristi possono conquistare il titolo
Sul circuito brianzolo si ripete il solito canovaccio con le Ferrari che scattano in testa staccando tutti tranne Clark che sfruttando l’effetto scia riesce a restare attaccato alle rosse.

Sul rettilineo opposto ai box, Clark e Von Trips si agganciano con la monoposto del tedesco che esce rovinosamente di pista morendo sul colpo insieme a 14 spettatori. Clark, pur distruggendo la propria monoposto, riesce a salvarsi.
La gara termina con la vittoria di Phil Hill che comprende quanto è accaduto solo dopo aver tagliato il traguardo realizzando di essere diventato il primo campione americano della categoria.
La tragedia di Monza scatena le immancabili polemiche sulla pericolosità delle corse facendo precipitare il Drake nell’incubo vissuto solo pochi anni prima con l’incidente di De Portago alla mille miglia.
Con la certezza del risultato sportivo ottenuto, la Ferrari decide di disertare il GP fino al 1962 quando dovrà decidere se continuare con la 156 o rimpiazzarla con una macchina di concezione più moderna.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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