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Formula 1I cavalieri che fecero l'impresa

Compleanni d’autore

Il 24 e il 28 festeggeremo i compleanni di due grandi campioni legati da un sottile filo rosso che li fa entrare di diritto nell’olimpo della F1.
Chi sono? Mario Andretti e Alain Prost.
Precisiamo che questi due grandi campioni hanno ottenuto i loro migliori risultati lontano da Maranello ma essere stati in sella al cavallino li porta ad avere una particolare considerazione.
Nel 1982, quando la carriera di Piedone Andretti – questo era il sopra nome – è ormai era giunta al termine, venne chiamato da Ferrari. Il Drake lo vuole a Monza, conscio che contro il nuovo fuoriclasse Prost e i vari assi del volante capitanati da Lauda, il solo Tambay non è sufficiente.

mario andretti gp olanda 1978
© ANEFO

Ci vuole un uomo d’esperienza, e legato ai colori della squadra, che possa aiutare a consolidare la posizione in testa alla classifica costruttori.
Andretti, risponde alla chiamata. Innamorato da sempre del cavallino , che in passato ha portato in trionfo sia in F1 che nei campionati per le vetture sport-prototipi, i in un batter ciglio si presenta a Linate accolto come il salvatore della stagione.
A Monza Andretti non delude. In prova riusce a strappare un pole storica che esalta il pubblico. Purtroppo in gara, un problema all’acceleratore e, forse, la mancanza di esperienza nel guidare una vettura turbo, lo relegano al terzo posto.
Sul terzo gradino del podio il pilota americano saluta il pubblico e la carriera in F1, consegnando il titolo costruttori alla Ferrari.
Il Grande Vecchio l’avrebbe voluto anche per il 1983 ma Andretti vacilla. avrebbe voluto accettare ma l’idea d doversi sobbarcare una moltitudine di test per il cambio dei regolamenti lo porta a rifiutare. Finita l’esperienza in F1, Andretti continua a correre in America fino a ritirarsi definitivamente consegnandosi alla leggenda.
Un altro pilota che si trova a intrecciare il pilota americano è Alain Prost. Punta di diamante della Renault, e’stato candidato dalla squadra transalpina alla conquista del titolo. Nel 1981 riusce a vincere la prima corsa, mentre nell’82, a Monza durante l’Andretti-day il francese deve abbandonare la sua RE30 a bordo pista col motore rotto.

mario andretti sudafrica 1971
© Ferrari

Otto anni dopo ecco il francese alla guida della Ferrari. La F1-90 è la macchina giusta per portare a Maranello il titolo che manca ormai dal 79 e a Monza sarebbe dovuto essere il teatro della definitiva consacrazione.
Qualcosa però va storto. Prost non riesce a trovare una giusta quadra con l’assetto e a Senna, , il suo acerrimo nemico, a bordo di una McLaren fortissima, riesce a surclassarlo segnando pole e vittoria. Il secondo posto del francese serve a tenere in vita la speranza almeno fino al via del GP del Giappone. Ma tutti sappiamo come andrà alla fine…

gp francia 1990 Alain Prost
© Ferrari

Finito l’idillio con Ferrari, il cavallino non ci pensò due volte a metterlo alla porta. Il transalpino, dopo un anno sabbatico, tornò vincitore sulla Williams chiudendo la sua carriera da pilota con ben quattro titoli mondiali ma anche col rammarico di non essere riuscito a portare a Maranello un titolo che, di fatto, era a portata di mano.
Chi scrive ha vissuto da spettatore le loro carriere. Ho amato Andretti anche quando guidava la Lotus. Forse un po’ meno Prost perché al suo essere grande pilota ha spesso unito una capacità politica che in certi casi ne ha offuscato i meriti.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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