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Formula 1Grandi eroi senza corona

De Cesaris: ha fatto meno danni di Villeneuve…

La scuola italiana si è, spesso, messa in luce grazie a talenti che sono riusciti a portarla al massimo sui circuiti del mondiale di F1.
Tra questi annoveriamo Andrea De Cesaris.
Nato nel 1959, ha iniziato a correre nel 1972 con i Kart, dove si laurea sia come campione italiano che europeo.
Nel 1977 passa alle ruote scoperte e nel 1979, in lizza per vincere il titolo di Formula Tre, sarà battuto sul filo di lana da Chico Serra.

De Cesaris, nonostante la sconfitta in campionato, riesce a fare il salto in Formula Due dove vince a Misano.
Ammirato per il suo stile grintoso e mai domo, quasi un Villeneuve italiano, nel 1980 viene chiamato dall’Alfa romeo che lo fa debuttare in Canada e negli Usa.
Il romano, nonostante due ritiri, impressiona tutto l’ambiente tanto da ricevere un’offerta dalla McLaren!

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La scuderia inglese viene da un periodo nero: è dai tempi di Hunt che non riesce a tornare protagonista nella massima formula e la Marlboro, da sempre main sponsor della squadra, esige un cambio di passo.
Ron Dennis, proprietario della Project Four, si fonde con la McLaren diventandone il proprietario.
Il cambio di passo tanto invocato finalmente arriva ed è evidente.
Per la stagione 1981 Dennis convince Barnard, un geniale progettista, e gli dà mandato di sostituire il solito alluminio per creare la prima macchina caratterizzata da un telaio in fibra di carbonio!

Andrea De Cesaris Stati Uniti 1982
Stati Uniti 1982 by F1-history

Quell’anno il pilota titolare della scuderia è l’Irlandese Watson.
Dennis vorrebbe affiancargli un giovane di grandi speranze ed è così che decide di ingaggiare De Cesaris.
La stagione dell’italiano è stata funestata da diversi incidenti, un po’ per eccesso di grinta, un po’ per sfortuna, ma di fatto l’unico risultato positivo è stato un sesto posto al GP di San Marino…
Dennis, deluso dai risultati della stagione del pilota italiano, decide di non confermarlo per la stagione 1982.
De Cesaris, sconfortato, si prepara ad anno sabbatico, quando gli arriva la chiamata dell’Alfa che lo vuole al posto di Andretti.

Nella scuderia italiana De Cesaris rinasce, ritrova sé stesso: a Long Beach conquista la pole e a Monaco riesce a portare il Biscione sul terzo gradino del podio!
De Cesaris ha imparato a contenere la sua grinta e l’Alfa lo vuole assolutamente anche per la stagione 1983.
La squadra italiana conta molto sulle doti di De Cesaris per sviluppare la nuova monoposto dotata di motore Turbo che, al banco risulta potentissimo, ma in pista si dimostra troppo fragile.
A Spa De Cesaris, segna il giro più veloce ed è brillantemente in testa, ma la rottura del motore lo obbliga al ritiro…
La rivincita arriva in Germania ed in Sud Africa dove si aggiudica il secondo posto!
L’anno migliore della carriera del pilota sarà proprio il 1983.

De Cesaris è ambizioso, vuole raggiungere le posizioni più alte in classifica e non ricambia la fiducia del Biscione…
Si rende conto che, nonostante i buoni risultati, l’Alfa ha raggiunto il massimo sviluppo e…lui non può accontentarsi…, così decide di trasferirsi alla Ligier per la stagione 1984/85.
Nel team francese, riacquistata l’esuberanza e l’entusiasmo di un tempo, prova a compensare le mancanze della vettura con la grinta, ma inutilmente….
Conquista solo sei punti ed una rovinosa uscita di pista in Austria!
Guy Ligier, non poco irritato, decide di licenziarlo.

Andrea De Cesaris Gran Bretagna 1987
Gran Bretagna 1987 by F1-history

Nel 1986 il nostro pilota trovandosi senza squadra si accasa alla Minardi, ma la pochezza della monoposto non gli permette di conquistare neppure un punto…
Dopo una stagione anonima, l’italiano approda alla Brabham e, grazie alla potenza del motore BMW, ottiene un ottimo terzo posto a Spa.

I punti del circuito belga resteranno gli unici della stagione: purtroppo la scuderia inglese ha intrapreso una inarrestabile parabola discendente…
De Cesaris, sconcertato, si accasa per la stagione 1988 alla Rial.
La piccola scuderia tedesca, nonostante non sia posizionata tra le migliori, consente al nostro pilota di conquistare un ottimo quarto posto a Detroit.
Nel biennio successivo si trasferisce alla BMS Dallara con la quale ottiene un bel terzo posto a Montreal nel 1989: l’ultimo della carriera di De Cesaris in F1!

Il 1991 è l’anno che segna una nuova sfida: la Jordan, neonata scuderia irlandese che fa capo a Eddy Jordan, mette in pista una macchina bellissima ed efficiente con la quale il nostro Andrea ottiene diversi piazzamenti a punti.

de cesaris gp messico 1991
f1-history.deviantart.com

De Cesaris sembra non avere pace.
Nel 1992, cambia ancora e si cala nell’abitacolo della Tyrrel, dove ottiene, come miglior risultato, un quarto posto.

Dopo due anni alla Tyrrel è titubante: forse è giunto il momento di salutare il circus?
Ad aiutarlo a decidere arriva la proposta della Jordan che lo vuole per sostituire lo squalificato Irvine, si trova poi a terminare la stagione in Sauber Mercedes per sostituire Wendlinger, infortunatosi a Monaco.
A fine 1994 esausto da tanti anni di corse, De Cesaris appende il casco al chiodo.

Il suo talento è stato, spesso, portato in secondo piano dai troppi incidenti anche, se a ben vedere ne ha commessi molto meno di Villeneuve, pilota a lui accomunabile per l’irruenza.
A differenza del canadese, De Cesaris non ha capito l’importanza di avere una squadra alle spalle che crede in te e che ti supporta anche nei momenti di difficoltà.

Villeneuve sta alla Ferrari come De Cesaris avrebbe dovuto stare alla Alfa!
Nel 2014 un incidente sul GRA ce lo porta via, lasciando un gran vuoto in tutti noi.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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