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1990-1999Formula 1On this day

Dea bendata cercasi

Dopo la prima fila dell’anno precedente, il pubblico monzese si aspetta una grande prestazione della Ferrari.
Il venerdì, la rossa era apparsa veloce e affidabile con Berger che per poco è secondo alle spalle di Coulthard in pole con la Williams.

La Ferrari 412T2 stupiscono per le velocità massime toccate in rettilineo e il giorno della gara, durante il Warm up, Alesi riesce ad ottenere il miglior tempo alimentando le speranze di vittoria nella squadra e nei tifosi.
I primi colpi di scena avvengono già nel giro di ricognizione, alla variante Ascari il poleman Coulthard arriva lungo e finisce nella sabbia rimanendo bloccato. La dea bendata pare ricordarsi dello scozzese e la corsa viene interrotta e Coulthard, sempre più vicino alla Ferrari al fianco di Schumacher, può ripartire.
Per lo scozzese sembra non essere giornata. Dopo appena tredici giri esce di pista alla Roggia ritirandosi definitivamente.

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Alle spalle dello scozzese, Berger sta regalando al pubblico italiano una corsa tutta grinta che culmina nel sorpasso nei confronti di Schumacher che gli consente di conquistare il primo posto.
La gara è divertente e i primi quattro sono staccati di cinque secondi, si capisce subito che le soste per i rifornimenti diventeranno cardinali per l’esito della corsa.
Mentre i meccanici si stanno preparando ai pit stop, Hill sbaglia la frenata alla Roggia e arriva a tamponare un incolpevole Schumacher. Per entrambi il gran premio d’Italia finisce nella sabbia con Schumacher che aggredisce il pilota inglese stanco, a suo dire, del maldestro modo di correre del pilota della Williams.
In testa alla corsa il tandem rosso pare non avere avversari e problemi e il pubblico saluta ogni passaggio delle Ferrari con applausi e grida fragorose.
Improvvisamente dalla “27” si stacca la telecamerina dall’alettone posteriore e va a impattare all’altezza della sospensione della monoposto di Berger, stabilmente in seconda posizione e molto vicino a quella in testa.
Berger si spaventa, la telecamera lo sfiora pericolosamente e impattando contro la sospensione gli fa perdere il controllo della sua Ferrari lanciata ad elevatissima velocità.

Per fortuna l’austriaco riesce a uscire illeso dallo sfortunato incidente e raggiunte i box con le proprie gambe.
Alesi non si accorge di nulla, viene avvertito dai box che in testa alla gara c’è solo lui e, vista la scarsa competitività della Benetton di Herber, non è il caso di forzare l’andatura.
La Ferrari in prima posizione rallenta il ritmo rassicurando il muretto che tutto sembra essere sotto controllo.
Improvvisamente la dea bendata sembra andare via tranquilla e la rossa a otto giri dalla fine deve rientrare ai box con la ruota posteriore in fiamme.
I meccanici capiscono subito che si tratta di un cuscinetto grippato e che per la “27” non c’è più niente da fare.
Il pubblico ammutolisce e comincia ad uscire anzi tempo, Alesi in lacrime si offre all’applauso dei propri tifosi ma poi si rifugia nel box dove Todt cerca di rincuorarlo.
Vince Herbert, ma nessuno se ne accorge, la Ferrari esce a testa alta d’altronde è stata battuta dalla dea bendata.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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