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Didier Pironi: il campione che non è mai stato

Quando il 23 agosto 1987 la televisione annunciò la morte di Didier Pironi, i sentimenti furono controversi ma vinsero la freddezza e il rancore per quanto avvenne 5 anni prima a Imola.
Il tempo cura tutte le ferite e, dopo tanti anni, la figura di Pironi è stata sminuita da un sorpasso che ne ha messo in ombra le capacità.

Ho visto correre Pironi, era molto grintoso con una particolare capacità a percorrere le curve veloci in modo fantastico. Nonostante la pochezza delle macchine a disposizione, debuttò con una Tyrrel, lo portarono ad esagerare certi passaggi come a Monaco ’79 quando volò sul proprio avversario. Nonostante gl’incidenti il talento acerbo del parigino, attira l’attenzione del talent scout Guy Ligier che per la stagione ’80 lo affianca al maturo Laffitte.

La Ligier è macchina solida e asseconda al meglio il francesino che riesce a mettersi in mostra sia in prova sia in gara conquistando in Belgio la sua prima gara mondiale.

Lieger pironi
© Depositphotos

In Austria, in un intervista lo storico d.s. della Ferrari, Piccinini a una precisa domanda sul futuro pilota della Ferrari, rispose con un sibillino “Potete immaginare ragionevolmente ogni nome immaginabile“.
I giornalisti attoniti non capirono chi avrebbe guidato la Ferrari ma bastarono qualche mese ed ecco il francese di Parigi salire sulla rossa.

Il primo anno nel regno dei motori è denso di nubi, il pilota sembra un talentuoso giovane al rodeo, sbattuto ovunque dal suo cavallo ma pervicace nel rimanere in groppa, il paragone col compagno Villeneuve è disarmante, il canadese esalta e vince, il francese mastica amaro e macina chilometri a Fiorano, ha capito che la Ferrari ha bisogno della sua capacita’ di messa a punto per preparare l arma per la stagione 82.

Dopo un inizio di stagione difficile il circus sbarca a Imola

Nelle prove Villeneuve cerca l’ovazione del pubblico, Didier si coccola la sua rossa e la prepara per la gara. In gara Gilles attacca la Renault di Arnoux, lo costringe alla resa e si sente pronto per vincere.

Didier non ci sta la Ferrari lo vuole leader della squadra e lui si va a prendere i gradi con un sorpasso all ultimo giro su un ingenuo Villeneuve che non crede ai propri occhi e si sente pugnalato alla schiena.

gp monaco 1982 pironi e de cesaris
© Autosprint

Quindici giorni dopo Gilles vola via, Pironi non ride più, vuole vincere il titolo, sarebbe il primo francese sulla prima Ferrari turbo.

Arriva in Germania in testa alla classifica, venerdì conquista una pole eccezionale, il sabato arriva in ritardo in pista è stanco di fisico e di testa. Lo criticano per il suo modo di correre si butta nella pista bagnata aggredisce l’asfalto ma accecato dall’acqua e chissà forse dalla sua rabbia non vede la Renault di Prost e ci carambola contro distruggendo la macchina e la sua carriera.

Una lunga teoria d operazioni lo tengono lontano dalle corse per sempre, si appassiona alla motonautica, fa costruire uno scafo il Colibrì che sembra una monoposto velocissima. Il 23 agosto al largo dell’ isola di Wight un onda anomala lo rovescia provocandone la morte per annegamento. Insieme a lui perirono Bernard Giroux e Jean Guenard.

Qualche mese dopo la tragedia, la moglie di Pironi diede alla luce due gemelli che chiamò Gilles e Didier, per ricordare due grandi campioni che sarebbero tornati a essere amici.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

Un commento

  1. Essenziale! La voglia di vincere ed un carattere esuberante purtroppo l’hanno strappato alla vita troppo presto.

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