fbpx
Formula 1Grandi eroi senza corona

Eddie Irvine: the irish job

Nel 1999, anno particolarmente critico per la Ferrari, Eddie Irvine, il pilota il cui arrivo a Maranello nel 1996 aveva generato più di un malumore, è stato a vicinissimo a vincere il titolo piloti.

Come arrivò l’irlandese in casa rossa?

Tutto ebbe inizio quando Berger rinunciò a fare da scudiero a Schumacher.

Fu allora che la Ferrari cominciò a cercare una seconda guida che potesse affiancare il campione del mondo senza creargli grossi grattacapi.

La scelta cadde su uno sconosciuto pilota irlandese che, nel suo palmares, poteva vantare una squalifica per incidente ed una lite con Senna al GP del Giappone del 1993!

In realtà, la scuderia di Maranello, dopo i primi test in pista, si accorse che Eddie non era solo un pilota di comodo, ma un ottimo collaudatore con la giusta sensibilità anche per indirizzare i tecnici nella gestione delle gomme…

Una vera e propria sorpresa!

gp monaco 1996 ferrari irvine
© Ferrari

Eddie Irvine, fino al 1999 ha accettato ed interpretato al meglio il ruolo di secondo.

A lungo andare, però, essere la spalla invisibile di Schumacher logora ed è stato così anche per il brillante irlandese.

Cosa si inventò Eddie per sopravvivere al tedesco?

Decise di rinverdire il clichè di pilota tombeur de femme e creò una sua isola personale…

La svolta nella carriera ci fu nel 1999.

eddie irvine gp germania 1999
© Motorsport Images

In apertura di stagione si aggiudicò il GP di Australia, balzando in testa al campionato e fino al GP d’Inghilterra rivestì più un ruolo da Primo pilota 2.0 che da scudiero.

Tutto procede come da copione quando in terra d’Albione, poco dopo la partenza, Irvine oppone resistenza al sorpasso del suo caposquadra che finisce dritto contro le barriere, con il risultato della frattura di una gamba…

La genesi dell’incidente va fatta risalire ad un problema ai freni della Rossa di Schumacher, ma anche alla mancata segnalazione da parte dei box che la corsa era stata interrotta.

Col capo squadra infortunato, la Ferrari, suo malgrado, deve puntare proprio su Irvine che, galvanizzato dal ruolo, prende coraggio ed infila una serie di risultati utili, tra i quali spiccano due vittorie in Austria ed in Germania.

La McLaren e Hakkinen accusano il colpo, ma non mollano.

La lunga lotta tra le due regine dell’automobilismo sta rendendo la stagione 1999 davvero avvincente.

I duellanti arrivano in Malesia dove l’irlandese può contare sull’aiuto di Schumacher, rientrato in gara nell’inedita versione di secondo pilota…

Il tedesco, anche da scudiero, mostra tutta la sua grandezza, riesce a bloccare Hakkinen e permette al compagno di vincere, nonché di candidarsi, seriamente, alla vittoria del titolo.

Nella finale di Suzuka, però, qualcosa va storto.

Le Ferrari perdono gran parte del loro potenziale.

Secondo alcuni a causa di uno Schumacher renitente ad aiutare davvero fino in fondo Irvine, per altri per un ritorno agli assetti del fondo della vettura pre-Malesia.

Con la vettura rivista, l’irlandese è risultato sensibilmente penalizzato, tanto da non riuscire a strappare più di un terzo posto in gara e di un secondo in campionato dietro a Hakkinen.

È così che Irvine, stanco di essere una seconda guida, accetta la corte della Jaguar dove, nonostante l’impegno profuso, in due anni riesce a conquistare solo due terzi posti. Deluso dai risultati, ma anche dall’ambiente decide di abbandonare le corse per dedicarsi in prima persone alle proprie attività imprenditoriali.

Ottiene importanti risultati e riconoscimenti sia alla guida di un’azienda che produce software sia di un’altra che crea attrezzature sportive. Quest’ultima gli consente di fondare piste da kart, palestre e campi da calcio.

Nonostante gli impegni, Eddie Irvine, non rinuncia alla bella vita!

Con i guadagni ottenuti si è potuto comprare un’isola alle Bahamas dove passa gran parte del tempo sempre ben accompagnato….

I ferraristi lo ricorderanno sempre sia per quel modo scanzonato che lo contraddistingueva sia per aver sfiorato il titolo…un risultato che probabilmente nemmeno lui avrebbe mai pensato di poter raggiungere.

Pubblicità

Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

Altri articoli interessanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio