Elio De Angelis: classe e raffinatezza made in Italy


Elio de Angelis

Elio De Angelis, romano, classe 1958, viene spesso ricordato per essere stato l’ultimo pilota italiano vittima della Formula 1. Il suo ricordo ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo delle corse in quel tragico maggio del 1986 durante una sessione di test privati sul circuito Paul Ricard a Le Castellet a bordo della sua Brabham BT55 con la quale non era riuscito mai a trovare il feeling.

De Angelis era pilota un pò anomalo, con la sua eleganza, era sempre corretto e disponibile con tutti, sia in pista come nella vita di tutti i giorni. Sinceramente non ho molti ricordi del pilota romano, nato 26 marzo 1958. Però avevo il modellino della Lotus nera con il casco bianco insieme alla pista elettrica della Polistil.

Di famiglia ricca inizia la sua carriera proprio come i suoi colleghi, in kart, dove si fa subito notare.

Dai kart alla Lotus

A seguito dei buoni risultati ottenuti in F3 e dopo aver conquista il titolo di campione nazionale nel 1977, De Angelis riesce a debuttare in Formula 1 con la scuderia britannica Shadow come pilota pagante.

Per due volte riuscì ad arrivare settimo, poi il quarto posto nel gran premio degli Stati Uniti d’America-Est, rilanciò De Angelis alla corte di Colin Chapman in Lotus, con un contratto da secondo pilota.
Non fu semplice all’inizio per il pilota italiano, anche se Colin Chapman, stravedeva per lui. Dopo due anni di purgatorio arrivò la prima vittoria della carriera in Austria, che consacrò il talento dei De Angelis dimostrando di essere più veloce del compagno di squadra Nigel Mansell.

1984 Dallas Grand Prix Lotus 95T Elio De Angelis
1984 Dallas Grand Prix  – Lotus 95T – Elio De Angelis

Nel 1983 la Lotus si ritrovò senza una guida dopo la morte di Chapman, avvenuta nel dicembre 1982.
Peter Warr fu assunto per dirigere il team inglese, ma non ci fu molto feeling con il pilota italiano.
Inoltre la Lotus 93T era una vettura nervosa e difficile da guidare. Il cambio di fornitore di pneumatici e il passaggio ai motori turbo Renault non favorì De Angelis che chiuse il campionato con 12 ritiri e 2 punti all’attivo.

La miglior stagione

L’anno successivo fu la migliore stagione per il pilota romano: quattro podi e altrettanti piazzamenti diedero la possibilità a De Angelis di chiudere il campionato al terzo posto.
La stagione 1985 iniziò con un nuovo compagno di scuderia: Ayrton Senna. Dopo un podio ottenuto alla prima gara e un quarto posto in Portogallo, De Angelis conquista a San Marino la sua seconda e ultima vittoria della carriera guidando la classifica del campionato.

Ma al giro di boa, la Lotus iniziò a concentrarsi sul pilota brasiliano e così dopo una serie di piazzamenti al quinto posto e con 33 punti a fine campionato, De Angelis decise di passare alla Brabham dove trovò come compagno di squadra Riccardo Patrese.

L’ultima scuderia

La nuova vettura BT55 era concettualmente molto estrema e talmente bassa che obbligava il pilota a guidare in posizione quasi sdraiata e per questo fu soprannominata sogliola. Nelle prime quattro gare della stagione, la nuova vettura non portò grandi risultati. Anche se De Angelis lavorò duramente per contribuire agli sviluppi della monoposto, ma l’italiano era sempre più deluso dalla BT55, ritenendola anche poco sicura.

L’Italia che piange

Dopo il gran premio di Monaco 1986, Elio si accorda con il compagno di squadra Patrese per andare a testare la vettura sul circuito circuito francese a Le Castellet.
Tutti sapevano che gli organizzatori nei test privati non avevano l’obbligo di dotare la pista delle stesse misure di sicurezza delle gare ufficiali. Questo non fermò l’italiano che spinse al limite la sua Brabham, fino a quando l’alettone posteriore della BT55 si staccò, rendendo inguidabile la vettura, che inizio a cappottarsi finendo contro le barriere e prendendo fuoco a causa del rovente turbo a contatto con l’erba secca.
Alan Jones e Nigel Mansell provarono a soccorrere l’italiano, poi arrivò anche Alain Prost, ma non riuscì ad estrarre il pilota dalle lamiere roventi.
Trasportato in ritardo all’ospedale, De Angelis morì il giorno, non a causa per l’impatto, ma a causa dell’asfissia provocata dal fumo dell’incendio. Questo triste episodio sconvolte tutto il mondo obbligando la FIA ad imporre anche per i test gli standard di sicurezza delle gare.

Cosa scrisse Enzo Ferrari in “Piloti che gente”

Gli avevo offerto per primo di provare una Formula 1. Ho sempre visto in lui una positiva continuità di veloce regolarista e mi auguravo che la sua affermazione piena andasse bel oltre la soddisfazione di due Gran Premi vinti. Non ne ha avuto il tempo. E’ terribile perdere così un giovane serio e buono

Il ricordo indelebile

I colori e i disegni del casco di Elio De Angelis sono stati ripresi da Jean Alesi, che ha voluto ricordare in tutta la sua carriera la storia del pilota italiano.

I numeri di Elio De Angelis

109

Gare disputate

2

Vittorie

10

Podi

3

Pole position

Fonti

Enzo Ferrari: Piloti che gente
eliodeangelis11

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