1940-1949BiografieOn this day

Essere Arturo Merzario: l’uomo che salvò Niki Lauda

L’11 marzo 1943 nasce a Civenna, in provincia di Como, Arturo Merzario. Ricordato da tutti per aver vinto due edizioni della Targa Florio, ma soprattutto per il gesto eroico al gran premio di Germania 1976, quando, assieme ai colleghi Guy Edwards e Harald Ertl, estrasse Niki Lauda dall’auto in fiamme, salvandogli la vita.

Le prime vittorie

Merzario iniziò a 19 anni guidando a Monza una Giulietta Spider, l’anno seguente colse la sua prima vittoria in carriera nel Rally di Sardegna. Nel 1964 spostò la sua attività facendosi notare alla guida di una Fiat-Abarth 1000.  Poi partecipò alla 500 Km del Nürburgring. Dopo varie vittorie e diversi piazzamenti interessanti nella classe Turismo Europeo, il pilota comasco diventò un pilota ufficiale della scuderia dello Scorpione, dove impressionò Enzo Ferrari, dopo aver vinto al Mugello nella classe Sport Prototipi e a Imola nel’Europeo della Montagna.

L’arrivo a Maranello e la vittoria alla Targa Florio

La via per Maranello è breve e Merzario viene ingaggiato per correre il Mondiale Marche 1970 dove partecipa con la Ferrari 512 a Daytona, Sebring, Brands Hatch e Monza.
Nel 1971 con l’Abarth vince a Vallelunga la Coppa in memoria dello scomparso Ignazio Giunti.
L’anno dopo arriva finalmente la prima importante vittoria con la 312P alla 1000 Km di Spa con il pilota inglese Brian Redman. Con Sandro Munari, arriva anche il trionfo alla Targa Florio.

Il debutto in Formula 1

Arturo Merzario - Ferrari 312 PB - 1973
Arturo Merzario – Ferrari 312 PB – 1973

Grazie a queste vittorie non tarda l’ingresso in Formula 1, al posto di Clay Regazzoni, incappato in un incidente giocando a calcio.
Al debutto in Inghilterra parte nono ed arriva sesto guadagnando il suo primo punto iridato. Nel 1973 Merzario diventa pilota titolare Ferrari in compagnia di Jacky Ickx.
Fu un anno amaro per la Ferrari, con il pilota belga in crisi per la mancata competitività della rossa e con l’abbandono di Ickx durante l’anno. Per il pilota italiano ci furono solo nove gare su 15 prove mondiali di cui due piazzamenti al quarto posto in Brasile e Sud Africa e, due ritiri a Monaco e Monza. Cosa diversa nel Mondiale Sport dove è secondo alla 24 Ore di Le Mans e alla 1000 km Nürburgring in coppia con Carlos Pace alla guida di una Ferrari 312 PB.
Purtroppo nel 1974 il rapporto con Enzo Ferrari si deteriora e Merzario abbandona la scuderia passando su una Iso-Ford della scuderia di Frank Williams. Peccato perchè proprio in quell’anno la Ferrari cominciava ad andare forte.

Le parole di Enzo Ferrari

Attivo, disinvoltamente audace, preferì sposare la carta stampata a chi l’aveva portato alla Formula 1… Quando non gli riusciva di qualificarsi per un Gran Premio e purtroppo gli capitava spesso, provavo un senso di delusione, conoscendo le sue capacità di pilota… Di lui mi è rimasta impressa, per come guidò, la magnifica Targa Florio che vinse con Munari nel 1972.

Merzario con l’Alfa Romeo 33TT12 nel 1975
Merzario con l’Alfa Romeo 33TT12 nel 1975

L’anno seguente la Iso diventa Williams, a bordo della quale Arturo disputa 5 gare con altrettanti ritiri. Ma nel mondiale Marche Sport aiuta l’Alfa Romeo a vincere il campionato. Sempre con la Scuderia del Biscione vince la 800 km di Digione la 1000 km di Monza, la 1000 km di Pergusa, la 1000 km del Nürburgring e la Targa Florio in coppia con Nino Vaccarella.
Fu un’annata indimenticabile anche grazie ai secondi posti ottenuti al Mugello in coppia con Ickx, in Austria con Vittorio Brambilla e al Glen americano con Mario Andretti.
Nel 1976 arriva l’evento che ha fatto entrare Arturo Merzario nei cuori dei tifosi con l’atto eroico del Nürburgring quando il pilota comasco d’istinto fermò la sua auto rischiando anch’egli la vita per soccorrere il collega intrappolato.

Le parole di Arturo Merzario

Ero appena uscito dai box e vedevo in lontananza, due o tre curve avanti, una rossa Ferrari. Ad un tratto la vettura volò in aria, trasformata in una palla di fuoco. Ai quei tempi c’era molto 

Arturo e Niki

magnesio nella costruzione di una monoposto, materiale molto infiammabile. Figuriamoci cosa successe con la benzina nel serbatoio. Mi fermai. C’era gente impietrita. Corsi verso un albero dove era appoggiato un estintore. Lo presi e raggiunsi la zona dell’incendio. Cercai di spegnerlo, c’era anche molto fumo. Vicino a me si trovavano altri due piloti, Harald Ertl e Brett Langer, però non osavano avvicinarsi. Io mi curvai sull’abitacolo e cercai di aprire le cinture di sicurezza. Niki si agitava. Ma così facendo le tendeva e io non riuscivo manovrare la levetta per sganciarle. Poi Lauda svenne, il corpo divenne inerte e finalmente fui in grado di estrarlo. Sembrava un bambino. Lo sollevai come se fosse pesato dieci chili appena. Quindi arrivarono i soccorsi

Vittorio Brambilla Arturo Merzario Clay-Regazzoni 1978
Vittorio Brambilla (Surtees-Ford) / Arturo Merzario (Merzario-Ford) & Clay Regazzoni (Shadow-Ford) – Grand Prix de Suède – Anderstorp 1978 – Pinterest

Nel 1977, in squadra con Vittorio Brambilla, porta l’Alfa Romeo nuovamente al primo posto nel Campionato Mondiale Marche. Negli anni successivi Merzario continuò a gareggiare nel Campionato Italiano Prototipi.

Nel 2010 viene eletto Presidente onorario della Scuderia del Portello, che si dedica alla conservazione e preparazione dei modelli sportivi e storici dell’Alfa Romeo da presentare sulle piste del mondo.

Il modello

Ferrari 312 B3-73
Ferrari 312 B3-73

Fonti

Enzo Ferrari – “Piloti che gente”
Ferrari Opera Omnia
Mondiali.it
Brianzapiu.it

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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e vinili. Mi occupo web, SEO, web marketing e Google ADS. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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