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12 Ore di SebringBiografieFormula 1

Ettore Chimeri: eccentrico e veloce

Ettore Muro Chimeri nacque a Lodi, Milano, da Dante Luigi Giuseppe e Giuseppina (Rigamonti) Chimeri, nel 1926. La sua famiglia si trasferì poi in Venezuela nello stesso anno.

Dotato di una fiorente impresa edile, Chimeri trovò modo di coltivare la sua passione per le corse automobilistiche. Nel maggio del 1958, trionfò al Premio Cuidad di Valencia a bordo di una Ferrari 250 GT e alla Vuelta Aragua-Maracay. Nello stesso anno, si classificò settimo al Gran Premio del Venezuela.

La sua personalità eccentrica emergeva chiaramente, come dimostra l’episodio a Sebring nel 1959, quando interruppe le qualifiche per fermarsi davanti a un chiosco di hot dog a bordo della sua Maserati. Nonostante la sua rapida ripartenza e la dimostrazione di velocità, fu squalificato impedendogli di gareggiare.

Nel 1959, affittò una Ferrari 250 (0726) da Lino Fayen e partecipò alla Nassau Speed ​​Week, piazzandosi al quarto posto nelle Classiche Ferrari e al quattordicesimo nel Trofeo del Governatore.

Nel 1960, fu tra i piloti locali che arricchirono il circuito delle gare “Temporada” in Argentina e Buenos Aires. Sebbene non completò il Gran Premio d’Argentina per un incidente con Harry Schell, riuscì a piazzarsi quarto nella Formula GP Libre Buenos Aires.

Il 24 febbraio 1960, Chimeri gareggiò al Gran Premio dell’Avana, piazzandosi sesto con una Stanguellini-Fiat 29. Tuttavia, tre giorni dopo, durante un allenamento per il Gran Premio Libertad all’aeroporto militare Camp Freedom vicino all’Avana, perse la vita in un tragico incidente.

Quel giorno, Chimeri affittò nuovamente la Ferrari 250 da Lino Fayen, ma durante i due giorni di prove precedenti alla gara principale, non riuscì a dimostrare un livello di competitività particolarmente elevato. Il sabato, 27 febbraio 1960, poco prima della gara principale, perse il controllo della vettura alla fine del lungo rettilineo. Uscì di strada, tentò di fare retromarcia su un terrapieno e finì per precipitare in un burrone, venendo sbalzato dall’auto. Nonostante le gravi ferite riportate, Chimeri rimase in vita e fu trasportato in ospedale via elicottero. Tuttavia, purtroppo, morì più tardi quel pomeriggio a causa delle lesioni subite.

L’auto, gravemente danneggiata, fu abbandonata sul luogo dell’incidente e successivamente demolita dai militari cubani nel 1963.

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Silvano Lonardo

Mi occupo di Digital Strategist. Appassionato di Formula 1, ciclismo, pallamano e Lego. Insegnante di nuoto e due volte papà.

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