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Formula 1Monoposto

F92A: un inutile azzardo

La disarmante stagione 1991, culminata col licenziamento di Prost dopo il GP del Giappone, obbliga la Fiat a pretendere una nuova riorganizzazione del reparto corse.
L’ingegner Fusaro viene rimosso dalla carica di presidente e al suo posto, il socio di Torino sceglie Luca Montezemolo, già braccio destro di Ferrari e uomo di fiducia dell’ Avvocato Agnelli.

A maturare il cambio è stata la scarsa propensione di Fusaro a saper interpretare il divenire dei tempi stoppando il programma di sviluppo delle sospensioni attiva e l’incapacità di compattare il gruppo della Ges creando dei conflitti interni che hanno influito negativamente sull’andamento della stagione passata.
Priva del programma “attive”, il reparto corse si affida all’estro di Jean-Claude Migeot, brillante aerodinamico, per poter creare qualcosa che potesse ovviare all’errore del presidente.

L’idea del tecnico francese è quella di incrementare la deportanza del mezzo meccanica, estremizzando il concetto testato sulla Tyrrel, del muso rialzato.
Le attive non agiscono sull’assetto della monoposto ma sull’aereodinamica mantenendo costante l’altezza della macchina da terra ricreando l’effetto wing car, proprio per questo, l’aereodinamico francese progetta una formula uno col doppio fondo.

La F92A, questa la sigla della nuova Ferrari, oltre che per il doppio fondo è caratterizzata da fiancate simili a quelle di un jet che, grazie all’aria che investe la monoposto, crea una serie di flussi volti a creare una minigonna d’aria e assicurare un’elevata deportanza.
Alla presentazione alla stampa, tecnici e piloti, forti degli ottimi riscontri in galleria del vento, palesano un inusitato ottimismo.

I primi giri a Fiorano sembrano dare ragione ai tecnici del reparto corse fino alla prima sessione di prove in Sudafrica, dove la macchina risulta inguidabile perché troppo sensibile alle variazione di carico.
In pratica il doppio fondo funziona solo a bassa velocità o in particolare condizioni di criticità come sotto la pioggia, su una pista asciutta in piena velocità, rappresenta un freno che inibisce ogni sprint velocistico.
A penalizzare ulteriormente la monoposto di Maranello è il 12 cilindri, che non adeguatamente raffredato dal lay out delle fiancate, risulta essere poco affidabile.

La criticità della F92A esalta le doti funamboliche di Alesi che in Canada ottiene un miracoloso terzo posto e in Francia, sotto la pioggia, riesce a girare sui tempi dei primi.
Per un Alesi che tiene a galla la Ferrari, gli fa da contraltare il compagno Capelli. L’italiano non riesce ad adattarsi al comportamento imprevedibile della macchina arrivando a compiere qualche errore di troppo che gli costano il posto.

gp canada 1992 alesi
© Motorsport Images

In Giappone l’italiano viene rimpiazzato dal collaudatore Larini che a Suzuka, finalmente, porta al debutto le sospensioni attive.
A fine stagione i tecnici Ferrari ammettono che l’azzardo di Migeot è stato un totale fallimento, se avesse funzionato si sarebbe assistito a una rivoluzione tecnica pari solo all’invenzione delle minigonne.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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