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Formula 1Monoposto

Ferrari 312 B2: il gambero rosso

Le prestazioni della Ferrari nel 1970 avevano galvanizzato tifosi e tecnici.
Mauro Forghieri, durante l’inverno decise di apporre qualche modifica alla vettura, pur mantenendone inalterato il concetto.
Ciò fu motivo di scontro con il “Vecchio” che avrebbe voluto correre anche nel 1971 con la 312B non solo perché la considerava ancora valida, ma, soprattutto, per risparmiare…
Al momento della presentazione la tanto discussa 312B2 risultava molto simile al modello precedente, ma erano i dettagli a farne la differenza che solo con un attento studio si potevano notare.
Il muso della macchina più basso e la macchina aveva un andamento a cuneo che richiamava la Lotus 72: un modello nuovo a tutti gli effetti!
La vera arma segreta della nuova monoposto era il cinematismo delle sospensioni.
Sulla B2 il gruppo molla-ammortizzatori era ancorato al cambio in posizione longitudinale
La maggior parte dei giornalisti specializzati danno la Ferrari campione del mondo: troppo bella per non essere pure vincente!
Forghieri non consente il debutto in pista nell’immediato poiché, secondo lui, necessita di ulteriori collaudi.
È così che per le prime gare schiera i tre piloti con la “vecchia” 312 B.

Ferrari 312 B2 1971
© Ferrari

La vittoria di Andretti distrae la squadra e gli addetti ai lavori che sembrano non accorgersi che nei test la macchina nuova è ancora più lenta del modello precedente.
La scuderia di Maranello decide di far debuttare la B2 a Montecarlo.
L’emozione è forte e tutti sono ansiosi di vedere le prestazioni in pista.
Ickx, in prova, ottiene una splendida prima fila e, dopo una gara accorta, riesce a conquistare il terzo posto.
La successiva corsa in Olanda si disputa sotto una pioggia battente e Ickx non ha rivali: domina tutto il week end di gara e la stampa già parla del belga come il futuro campione del mondo.
In realtà sul circuito olandese la Ferrari ha dominato perché favorita dalle condizioni del meteo estreme e dalle nuove gomme da bagnato Firestone…
Nel prosieguo della stagione, le prestazioni della B2 cominciano a calare, le vetture di Maranello sono spesso protagoniste in prova, dove si giocano la pole position fino alla fine della sessione, resistono nelle prime fasi di gara per poi sparire letteralmente…
Perché?
La nuova monoposto ha problemi di affidabilità dovuti al fatto che il motore mette in evidenza uno strano problema di lubrificazione, ma soprattutto la rivoluzionaria sospensione posteriore si rivela inadatta ai nuovi pneumatici Firestone che nelle piste meno levigate producono delle fortissime vibrazioni che rendono impossibile la guida!
Bisogna trovare una soluzione…
Al GP d’Italia Regazzoni porta una versione della B2 completamente rivista, mentre a Ickx viene riesumata la vecchia 312B alla quale vengono montate delle inedite gomme GoodYear…
Nonostante tutto le rosse non sono affatto protagoniste e si devono ritirare tra i fischi nel GP più atteso ed importante per la casa di Maranello!

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Ferrari 312 B2 1971
© Ferrari

A questo punto la stagione che avrebbe dovuto portare il titolo alla rossa si chiude con una lunga sequenza di ritiri…e con il rimpianto di non aver corso col modello precedente, ancora molto competitivo…
In fondo il fiuto dell’Ingegnere andrebbe sempre assecondato…

Ferrari 312 B2 1971
© Ferrari

In una recente intervista Jacky Ickx, parlando della stagione 1971, ha confidato che la macchina era indiscutibilmente bellissima, ma le sospensioni unite ad una serie di scioperi che avevano caratterizzato la produzione non avevano consentito di sviluppare al meglio la vettura decretandone l’insuccesso…
Brutto da dire e digerire, ma ancora una volta il Drake, con il suo fiuto infallibile, aveva avuto ragione…

PHOTO CREDITS
ferrari.com
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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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