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1980-1989Formula 1Monoposto

Ferrari 640 F1: ben arrivata “Papera”

Il 1989 è un anno molto particolare per la Ferrari: è il primo anno senza il proprio carismatico fondatore che non può vedere l’esordio della nuova monoposto dai contenuti tecnici innovativi.
Barnard, fortemente voluto da Ferrari, progetta una macchina con delle fiancate dalla forma insolita, con un musetto schiacciato che le fa guadagnare l’appellativo di Papera.

Gerhard Berger GP belgio 1989
© Madagascarica /Wikimedia

Aboliti i motori sovralimentati, sulla nuova Ferrari debutta un nuovo 12 cilindri abbinato a un rivoluzionario cambio a gestione elettronica. Esso viene azionato agendo su un bilanciere posto dietro al volante che manda un impulso a una centralina che provvede a selezionare le marce.
Per quanto rivoluzionario, la paternità della nuova trasmissione è da attribuire a Forghieri che nel ’79 fece provare a Villeneuve una T3 col cambio comandato da pulsanti.
Barnard ha il merito di averlo riproposto potendo contare su una tecnologia che ne permette la realizzazione e la gestione.

GP belgio 1989 partenza
© Madagascarica /Wikimedia

Al debutto in Brasile, la Ferrari a sorpresa si aggiudica la gara con Nigel Mansell. Nonostante il successo, il percorso per raggiungere un ottimale livello di affidabilità è ancora lungo: le corse successive sono costellate da ritiri per cedimenti meccanici, a Imola Berger perde una parte del musetto andando a impattare contro il muretto del Tamburello. Dopo aver urtato violentemente il muro, la monoposto prende fuoco e, grazie all’intervento del servizio antincendio, il pilota se la cava con poche bruciature e tante contusioni.
Fino al Gran Premio di Francia la Ferrari è solo presente alle partenze ma mai al traguardo, dalla corsa francese le monoposto italiane tornano stabilmente nelle posizioni di vertice.
Aver risolto i problemi della monoposto permette alla scuderia italiana di aggiudicarsi oltre due gare senza nascondere le tensioni tra i vari membri della squadra.

Nigel Mansell GP belgio 1989
© Madagascarica /Wikimedia

I disaccordi interni portano al licenziamento di Berger, sostituito da Prost ma la testa più importante che cade è quella di Barnard, ingegnere mai amato che spesso è stato protagonista di polemiche e incomprensioni che ne hanno fatto un separato in casa.

Alla fine della stagione la Ferrari guarda al 1990 con rinnovato ottimismo, ha la migliore coppia di piloti e l’ing Scalabroni sta sostituendo Barnard modificando la monoposto papera in una macchina che diventerà la stella del MOMA.

PHOTO CREDITS
wikimedia.org
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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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