1990-1999Formula 1On this day

Giappone 1992: Italia che ride Italia che piange

Il GP del Giappone 1992 sarà ricordato per la decisione della Scuderia Ferrari, di licenziare Ivan Capelli.

Ivan era arrivato a Maranello con grandi aspettative, l’assunzione alla Ferrari doveva rappresentare la sua consacrazione all’interno dell’élite dei piloti di prima classe…

In realtà, si ritrovò tra le mani una macchina aerodinamicamente instabile ed afflitta da un grave problema di lubrificazione che ne limitava le prestazioni.

L’ambiente all’interno della squadra si era fatto pesante e ne risentirono le performance del milanese che, a differenza di Alesi, suo compagno di squadra, non riusciva ad auto motivarsi.

In Giappone sulla rossa numero 28, monoposto sperimentale con sospensioni attive, la Ferrari decide di schierare Larini, un collaudatore dotato di una particolare sensibilità.

Le prime prove dimostrano che la rossa sembra avere delle potenzialità: larini riesce ad ottenere dei tempi migliori rispetto ad Alesi, indispettendolo non poco.

Le Williams ottengono i migliori tempi assoluti, seguite da un coriaceo Senna, unico a contenere ad un secondo il distacco dalle macchine di Grove.

Tutti gli altri si perdono in distacchi abissali, tali da fare apparire le loro monoposto come di una categoria inferiore.

La pioggia del sabato rende inutili i tentativi di migliorare i tempi.

Per la griglia di partenza saranno considerati validi i crono ottenuti il venerdì.

In casa Williams si respira tranquillità.

Le macchine sono praticamente imbattibili, un mix perfetto tra il 10 cilindri Renault e le sospensioni attive, che Mansell riesce ad interpretare al meglio.

Il giorno della corsa Mansell è carico, vuole vincere, ha con il GP del Giappone un conto sospeso…

Infatti, nel 1990 era in testa, ma si dovette ritirare per aver rotto un semiasse partendo dai box e nel 1991 rincorrendo Senna era uscito alla prima curva…

Ora si sente pronto: vuole vincere sul difficile circuito giapponese!

partenza GP giappone 1992
© F1.com

Al via il leone mantiene la prima posizione sul compagno Patrese.
Senna, dietro le due Williams, prova a mettersi in scia, ma il suo motore lo abbandona dopo pochi chilometri.

Per la Honda, partner motoristico della McLaren, l’incubo sembra non finire: Berger si deve fermare a cambiare le gomme lasciando alla Benetton di Schumacher il terzo posto.

Anche il tedesco però si deve fermare col motore out…

Sembra a tutti gli effetti una gara ad eliminazione, tanto che, nello stesso giro del tedesco, anche la Lotus di Herbert deve ritirarsi con la trasmissione ko!

Dopo i cambi gomme, Mansell mantiene la testa davanti al compagno Patrese.
Berger è bravo a rimontare e ad approfittare dei ritiri altrui.

Improvvisamente, Mansell, in testa alla gara, accusa un calo del proprio motore.

Ad approfittarne è Patrese, il suo compagno di squadra, che lo passa e prende la testa.

L’inglese, poco curante della meccanica, comincia a tallonare l’italiano con l’intento di riprendersi la posizione, quando, improvvisamente la Williams n. 5 si arrende al quarantaquattresimo giro per problemi al motore…
Patrese, in testa, rallenta il ritmo, ormai la sua prima posizione non è più in pericolo e va a vincere davanti alla McLaren Honda di Berger.

Patrese conquista la sua sesta ed ultima vittoria e consolida il suo secondo posto in classifica generale.
Per un Italia che gioisce, c’è un’Italia che piange…

riccardo patrese GP giappone 1992
© Williams Grand Prix Engineering Ltd.

La Ferrari, con la F92A, sembra toccare uno dei punti più bassi della sua storia, ma nonostante l’evidente errore di progetto la scuderia di Maranello preferisce scaricare le responsabilità su Ivan Capelli!

Il pilota che, solo due anni prima, aveva conteso la vittoria alla Ferrari di Prost con una modesta Leyton House….

L’ordine d’arrivo del GP del Giappone 1992

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 6 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Williams 01:33:09.533 53
2
10
2 2 Austria Gerhard Berger
United Kingdom McLaren 01:33:23.262 53
4
6
3 20 United Kingdom Martin Brundle
Italy Benetton 01:34:25.036 53
13
4
4 4 Italy Andrea de Cesaris
United Kingdom Tyrrell +1 lap 52
9
3
5 27 France Jean Alesi
Italy Ferrari +1 lap 52
15
2
6 23 Brazil Christian Fittipaldi
Italy Minardi +1 lap 52
12
1
7 32 Italy Stefano Modena
Ireland Jordan +1 lap 52
17
0
8 10 Japan Aguri Suzuki
United Kingdom Footwork +1 lap 52
16
0
9 21 Finland Jyrki Järvilehto
Italy Dallara +1 lap 52
22
0
10 22 Italy Pierluigi Martini
Italy Dallara +1 lap 52
19
0
11 30 Japan Ukyo Katayama
France Larrousse +1 lap 52
20
0
12 28 Italy Nicola Larini
Italy Ferrari +1 lap 52
11
0
13 17 Italy Emanuele Naspetti
United Kingdom March +2 laps 51
26
0
14 24 Italy Gianni Morbidelli
Italy Minardi +2 laps 51
14
0
15 9 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Footwork +2 laps 51
24
0
RIT 5 United Kingdom Nigel Mansell
United Kingdom Williams Engine 44
1
0
RIT 11 Finland Mika Häkkinen
United Kingdom Lotus Engine 44
7
0
RIT 29 France Bertrand Gachot
France Larrousse Collision 39
18
0
RIT 26 France Érik Comas
France Ligier Engine 36
8
0
RIT 16 Netherlands Jan Lammers
United Kingdom March Clutch 27
23
0
RIT 33 Brazil Maurício Gugelmin
Ireland Jordan Spun Off 22
25
0
RIT 12 United Kingdom Johnny Herbert
United Kingdom Lotus Gearbox 15
6
0
RIT 19 Germany Michael Schumacher
Italy Benetton Gearbox 13
5
0
RIT 3 France Olivier Grouillard
United Kingdom Tyrrell Spun Off 6
21
0
RIT 25 Belgium Thierry Boutsen
France Ligier Gearbox 3
10
0
RIT 1 Brazil Ayrton Senna
United Kingdom McLaren Engine 2
3
0

Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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