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Gilles Villeneuve, memorie di un aviatore

40 anni senza il Franco canadese una lettera da appassionato che viaggia attraverso il sogno di una notte di primavera

Caro Gilles, vorrei poterti raccontare di come mi emoziono ad ogni Gran Premio.Vorrei poterti conoscere, rincorrerti per il paddock per una foto o un autografo. Dopotutto tu sei Gilles Villeneuve, l’aviatore. Vorrei. Ma tutto questo non è possibile. Te ne sei andato quando ancora non ero nato.

GP Monaco 1981 Gilles Villeneuve
© Ercole Colombo

Gilles, se oggi fossi qui, ti farei mille domande: Jarama ’81, Imola ’82, e poi ti chiederei di Enzo Ferrari e di quell’amore tra voi sbocciato perché gli ricordavi Nuvolari. Un uomo minuto tutto muscoli e nervi che gettava il cuore oltre ogni ostacolo, quasi come se volesse inseguire un fantasma. E forse lo inseguiva davvero. Quando osservo le tue gare immagino di esser lì, al tuo posto, in quel tuo ufficio tanto stretto che quasi sembrava calzarti a pennello. Quante scrivanie hai distrutto? Troppe. Ferrari diceva sempre che il tuo modo di guidare metteva in risalto le debolezze delle sue vetture, un pensiero leopardiano: oggi nessuno si esprimerebbe cosi. Gilles Villeneuve ma tu, in questa epoca, come la vivresti la F1? Cosa avresti detto di Senna, Schumacher, Mansell, Prost, Lauda? Chissà che duelli con Senna. Di Michael avresti apprezzato il suo pragmatismo, il suo approccio alle corse, la dedizione, l’amore per quella sorta di ufficio che un tempo era anche tuo ma che ora e passato di mano.

Sai Gilles dopo di te c’è stato un grande vuoto. Nessuno è stato in grado di emozionare come te. Il tuo numero di gara lo prese Alesi, che ha raccolto meno di quello che meritava, ma nel 1995 è riuscito a vincere la sua prima e unica gara… proprio a casa tua, in Canada.

Il 27 ormai è lontano dalla Ferrari. Nessuno lo ha mai scelto per guidare la rossa. Tornerà un giorno? Chissà.

gilles villeneuve GP canada 1977
© Sutton Images

Caro Gilles ti scrivo queste due righe come se tu potessi leggerle. Quell’ 8 Maggio 1982 non te ne sei mai andato davvero, sei rimasto nascosto tra la folla rossa per vedere quanti di noi ti ricordano ancora, quanti ancora urlano ancora il tuo nome come un grido di battaglia. Vorremmo davvero fossi stato immortale.

Di te rimangono le gare, le imprese, e anche i voli, i ricordi dei tuoi meccanici e degli appassionati veri, irrimediabilmente affetto dalla “febbre Villeneuve”. Come il tuo braccio fuori dall’abitacolo in Olanda dopo che hai rotto una sospensione e procedevi a tutto gas verso i box nella speranza che fosse riparabile, con Jody arrabbiato con te perché era un gesto incosciente. Ma a te poco importava. A te piaceva così e a noi pure. Gilles, lo sai? Vivi ancora in tutti noi.

Andrea Ranucci

“La storia è straordinariamente ricca di dolci” Fotografo amatoriale, appassionato di motori e sport invernali. Nel tempo libero racconto la storia della F1; Da Nuvolari ad Ascari, passando per Gilles, De Cesaris, Alboreto. Il mio motto è: “Non ci sono problemi solo soluzioni”.

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