GP Austria 1984: Lauda assapora la vittoria di casa
Mentre il pilota austriaco si candida per il mondiale la Ferrari sprofonda in una crisi che vedrà a poco le dimissioni di Forghieri

Per questo dodicesimo appuntamento del mondiale di Formula 1 1984, il circus si spostò sul circuito dell’Österreichring dove, nelle due settimane tra il GP di Germania e quello d’Austria, il Team Lotus testò per la prima volta l’astro nascente Johnny Dumfries, ma secondo alcune indiscrezioni il team di Chapman aveva già firmato l’ingaggiato di Ayrton Senna per la stagione 1985.
La Tyrrell tornò a gareggiare con Stefan Bellof dopo la squalifica inflitta dalla Federazione per le irregolarità riscontrate dopo il GP del Canada. Questa gara segnò anche il debutto in Formula 1 per il pilota austriaco Gerhard Berger con il team ATS.
La griglia di partenza
Proprio negli ultimi minuti delle qualifiche del sabato Nelson Piquet riuscì a fare il miglior crono in 1’26″173 strappando la pole position ad Alain Prost, penalizzato per un guasto al motore. Terzo tempo per la Lotus di Elio De Angelis, mentre Niki Lauda, con la seconda McLaren si dovette accontentare della quarta piazza dopo aver sofferto a lungo con il sovrasterzo della propria monoposto.
Terza fila tutta Renault con il quinto tempo di Patrick Tambay, con un motore turbo portato al massimo delle sue capacità e affiancato dal britannico Derek Warwick.
Completarono al top dieci Teo Fabi con la Brabham-BMW, poi Nigel Mansell su Lotus, Keke Rosberg con la Williamse e Ayrton Senna su Toleman. Disperse le due Ferrari con Michele Aboreto dodicesimo e René Arnoux quindicesimo.
La gara
Prima dello scattare del semaforo De Angelis e l’olandese Huub Rothengatter segnalarono che lo loro vettura si era spenta. Il direttore di gara attivò la procedura che prevedeva la ripartenza, ma un guasto tecnico fece scattare ugialmente il verde creando il panico dietro le vetture che partivano dietro l’italiano. Scattò quindi la bandiera rossa che annullò il primo start.
Come nella prima partenza annullata, Prost si prese subito la leadership momentanea passando Piquet, tuttavia il brasiliano non si fece intimorire e dopo pochi metri si riprese il comando portandosi dietro Tambay, De Angelis passato poi da Warwick, mentre Lauda si ritrovò sesto dopo una partenza da dimenticare.
La gara prese subito vita con diversi sorpassi nel corso dei primi giri: Lauda passò sia Warwick che De Angelis, cha a sua volta fu scavalcato da Senna, ma l’italiano si riprese la posizione sul brasiliano nel corso dell’ottavo passaggio. Warwick si ritrovò anche a lottare con De Angelis, che lo superò accodandosi a Lauda.
L’austriaco intanto passò Tambay alla Texaco posizionandosi al terzo posto, ma Lauda iniziò a segnalare un problema al cambio tanto da presagire un possibile ritiro.
Al 17° giro arriva il ritiro il Warwick che perse uno scarico, poi dopo circa 10 giri si fermò anche De Angelis per un guasto al turbo che provocò una fuoriuscita di olio in pista mentre tentava di ritornare ai box.
Nel giro seguente, Prost non si accorse della macchia d’olio e andò in testacoda finendo contro le barriere di protezione alla Rindt: gara finita per il francese.
La classifica vedeva Piquet in testa davanti a Lauda, Senna, Tambay, con quest’ultimo che passò il brasiliano nel corso del trentunesimo giro. Ma la gara non era finita; al 40° giro Lauda si avvicinò a Piquet e lo passò senza problemi visto che il brasiliano aveva deciso di azzardare una strategia senza cambio gomme. Dietro si accodarono Tambay e i doppiati Alboreto, Fabi e Patrese.

Il colpo di scena arrivò al passaggio numero 42 quando Lauda alzò il braccio, facendo intuire che la quarta marcia non entrava più, ma ad un certo punto l’austriaco riuscì ad infilare la quinta scongiurando il ritiro.
L’ultima emozione vide il ritiro di Tambay che lasciò il podio alla Ferrar di Alboreto, mentre in zona punti arrivarono Teo Fabi, Thierry Boutsen e Marc Surer. Senna invece si ritirò al 35° giro per un problema di pressione al propulsore.
Per il pilota austriaco si trattò della sua ventitreesima vittoria nella massima serie ma soprattutto il cinquantesimo podio nel mondiale di Formula 1.
A Maranello, Enzo Ferrari si arrabbiò molto per non aver approfittato dei problemi altrui tanto che iniziarono a manifestarsi i primi malumori che poi portarono all’esonero di Forghieri.
L’ordine di arrivo del GP d’Austria 1980
Pos | No | Pilota | Team | Tempo | Giri | Griglia | Punti |
---|---|---|---|---|---|---|---|
1 | 15 | ![]() |
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01:26:15.730 | 54 |
2 |
9 |
2 | 27 | ![]() |
![]() |
01:26:16.550 | 54 |
3 |
6 |
3 | 28 | ![]() |
![]() |
01:26:35.090 | 54 |
4 |
4 |
4 | 26 | ![]() |
![]() |
01:26:57.750 | 54 |
5 |
3 |
5 | 5 | ![]() |
![]() |
01:27:18.540 | 54 |
7 |
2 |
6 | 12 | ![]() |
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01:27:18.540 | 54 |
9 |
1 |
7 | 8 | ![]() |
![]() |
01:27:49.140 | 54 |
12 |
0 |
8 | 2 | ![]() |
![]() |
+1 lap | 53 |
15 |
0 |
9 | 16 | ![]() |
![]() |
+1 lap | 53 |
1 |
0 |
10 | 6 | ![]() |
![]() |
+1 lap | 53 |
14 |
0 |
11 | 20 | ![]() |
![]() |
+1 lap | 53 |
23 |
0 |
12 | 9 | ![]() |
![]() |
+1 lap | 53 |
16 |
0 |
13 | 1 | ![]() |
![]() |
+1 lap | 53 |
22 |
0 |
14 | 29 | ![]() |
![]() |
+1 lap | 53 |
18 |
0 |
15 | 50 | ![]() |
![]() |
+2 laps | 52 |
20 |
0 |
16 | 21 | ![]() |
![]() |
+2 laps | 52 |
11 |
0 |
RIT | 43 | ![]() |
![]() |
Engine | 40 |
24 |
0 |
RIT | 7 | ![]() |
![]() |
Engine | 34 |
21 |
0 |
RIT | 23 | ![]() |
![]() |
Wheel | 28 |
8 |
0 |
RIT | 25 | ![]() |
![]() |
Handling | 25 |
13 |
0 |
RIT | 3 | ![]() |
![]() |
Electrical | 25 |
6 |
0 |
RIT | 31 | ![]() |
![]() |
Wheel Bearing | 23 |
19 |
0 |
RIT | 4 | ![]() |
![]() |
Brakes | 12 |
10 |
0 |
RIT | 11 | ![]() |
![]() |
Engine | 6 |
17 |
0 |
DNQ | 14 | ![]() |
![]() |
No Time | 0 |
0 |
|
DNQ | 30 | ![]() |
![]() |
Driver Injured | 0 |
0 |