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1980-1989Formula 1On this day

GP Giappone 1993: pasticci rossi

Il Gran Premio del Giappone, dal 1987 rappresenta un appuntamento importante per il circus. L’edizione del 1993 vede il ritiro della Scuderia Italia stanca di non aver abbastanza supporto dal telaista LoLa ma vive anche della speranza di vedere confermato dalla Ferrari il trend positivo dimostrando nelle ultime gare.

La scuderia emiliana ha portato nella terra del sol levante dei nuovi motori 12 cilindri, più potenti e affidabili.
Nella prima giornata di prove, Berger pare dare ragione alle speranze del team, facendo segnare il miglior tempo. Solo nel finale viene superato dai big della stagione ma il segnale è di quelli che lasciano il segno.

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L’ambiente, più che per le prestazioni della Ferrari in pista, e’ scosso da una notizia sfuggita dal controllo dell’azienda emiliana: Ferrari e Honda avrebbero stretto un accordo esteso anche alla formula uno. Nonostante la conferma arrivata addirittura dal presidente dell’Honda, la Ferrari smentisce con decisione anzi c’è qualcuno all’interno della fabbrica che asserisce che la fuga di notizie e’ stata studiata ad arte per far naufragare un accordo assurdo e poco coerente con le origini della scuderia.
Ancora storditi dalla notizia dell’accordo, vero o finto che fosse, la scuderia sembra non vivere la gioia di vedere Berger quinto in griglia a mezzo secondo dalla Williams di Prost in pole position.

Dall’inizio della stagione, la Ferrari non era mai stata cosi vicina ai rivali e avrebbe potuto aspirare a qualcosa di meglio se Alesi, autore del miglior tempo, non fosse stato punito dal direttore di gara per aver percorso la pista a bandiera rossa esposta. Alterato il francese, rientra in pista col risultato di uscire dal tracciato danneggiando la sua Ferrari.

Il via della gara viene dato davanti allo spettacolo delle tribune piene di tifosi giapponesi che impazziscono di gioia per lo scatto di Senna che prende la testa bruciando un indeciso Prost, mentre Berger passa Schumacher e si insedia al quarto posto.

La Ferrari dell’austriaco è decisamente veloce, mentre quella del compagno Alesi deve arrendersi per un misterioso problema al propulsore dopo pochi km di corsa.
La “28” riesce a difendersi dal ritorno di Schumacher e Hill ma il ritmo tenuto ha l’effetto collaterale di consumare eccessivamente le gomme tanto che al dodicesimo giro Hill prova a sorprenderlo tentando un sorpasso che l’austriaco rintuzza chiudendo la traiettoria e costringendo Hill a frenare facendosi tamponare da Schumacher provocandone il ritiro.

Richiamato dal team, Berger rientra in ottava posizione e viene sorpreso da un acquazzone che fa felice solo Senna, da sempre a proprio agio sul bagnato, che riesce a riprendere Prost, in testa grazie al gioco dei pit, e passarlo alla curva del cucchiaio.
Smessa la pioggia, il box rosso richiama nuovamente l’austriaco ma per errore lo rimanda in pista con le rain invece che i più indicati pneumatici slick.
In piena rimonta Hill conquista la quarta posizione davanti al debuttante Irvine che per stare incollato alla Williams numero zero, riesce a sdoppiarsi da Senna con una manovra molto al limite.
Che non sia il giorno della Ferrari lo si capisce al quarantunesimo giro quando Berger si ferma lungo il tracciato col motore rotto.

La corsa si conclude con la vittoria di Senna, capace di sfidare le Williams ad armi pari come a Donington. L’unica nota stonata è il diverbio tra il campione brasiliano e Irvine, Senna lo accusa di aver compiuto una manovra troppo al limite per sdoppiarsi, l’irlandese risponde con degli sberleffi che fanno saltare i nervi al brasiliano che lo colpisce facendolo cadere. Solo grazie all’intervento di Hill la rissa finisce ma per tutti l azione del brasiliano sarebbe degna di una sanzione severa per il cattivo esempio offerto.

L’ordine di arrivo del GP del Giappone

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 8 Brazil Ayrton Senna
United Kingdom McLaren 01:40:27.912 53
2
10
2 2 France Alain Prost
United Kingdom Williams 01:40:39.347 53
1
6
3 7 Finland Mika Häkkinen
United Kingdom McLaren 01:40:54.041 53
3
4
4 0 United Kingdom Damon Hill
United Kingdom Williams 01:41:51.450 53
6
3
5 14 Brazil Rubens Barrichello
Ireland Jordan 01:42:03.013 53
12
2
6 15 United Kingdom Eddie Irvine
Ireland Jordan 01:42:14.333 53
8
1
7 26 United Kingdom Mark Blundell
France Ligier +1 lap 52
17
0
8 30 Finland Jyrki Järvilehto
Switzerland Sauber +1 lap 52
11
0
9 25 United Kingdom Martin Brundle
France Ligier Collision 51
15
0
10 24 Italy Pierluigi Martini
Italy Minardi +2 laps 51
22
0
11 12 United Kingdom Johnny Herbert
United Kingdom Lotus +2 laps 51
19
0
12 19 Japan Toshio Suzuki
France Larrousse +2 laps 51
23
0
13 11 Portugal Pedro Lamy
United Kingdom Lotus Spun off 49
20
0
14 9 United Kingdom Derek Warwick
United Kingdom Footwork Collision 48
7
0
RIT 6 Italy Riccardo Patrese
Italy Benetton Spun off 45
10
0
RIT 28 Austria Gerhard Berger
Italy Ferrari Engine 40
5
0
RIT 10 Japan Aguri Suzuki
United Kingdom Footwork Spun off 28
9
0
RIT 23 France Jean-Marc Gounon
Italy Minardi Withdrew 26
13
0
RIT 3 Japan Ukyo Katayama
United Kingdom Tyrrell Engine 26
24
0
RIT 29 Austria Karl Wendlinger
Switzerland Sauber Engine 25
16
0
RIT 20 France Érik Comas
France Larrousse Engine 17
21
0
RIT 5 Germany Michael Schumacher
Italy Benetton Collision 10
4
0
RIT 27 France Jean Alesi
Italy Ferrari Engine 7
14
0
RIT 4 Italy Andrea de Cesaris
United Kingdom Tyrrell Collision 0
18
0

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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