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1990-1999Formula 1On this day

GP Monaco 1996: promesse non mantenute

Dopo la gara d’Imola, tifosi e scuderia Ferrari, non vedono l’ora di correre a Montecarlo.
Nel circuito salotto Schumacher afferma che la macchina è pronta per vincere.
Nelle prove il campione tedesco da subito una dimostrazione di superiorità staccando sempre i migliori tempi di sessione.
Ai box si respira un certo ottimismo e anche lo stesso pilota tedesco sembra essere molto rilassato.
Che Schumacher abbia una classe superiore, l’ambiente lo capisce subito guardando i tempi di Irvine settimo a più di un secondo dal più titolato compagno.
Nelle qualifiche la Ferrari numero uno domina, conquistando una pole che al cavallino manca dal 1979.
Alla domenica, il pubblico prende d’assalto il circuito di Monaco immaginando di vedere il proprio beniamino trionfare.

gp monaco 1996 damon hill
© Williams Grand Prix Engineering Ltd./ Twitter

La partenza del GP di Monaco 1996 avviene sotto una fastidiosa pioggia e dopo qualche curva il protagonista dei sogni ferraristi, impatta al Portier terminando la gara con una sospensione strappata.
Sparito il tedesco a ereditarne la responsabilità è il compagno Irvine. Partito abbastanza bene l’Irlandese riesce ad occupare facilmente la quarta posizione restando egregiamente agli attacchi di Fretzen e Coulthard.
Nonostante il passo della Ferrari non permetta di agganciare i primi, l’irlandese, grazie al ritiro di Berger, riesce a risalire al terzo posto.
Al giro sedici Fretzen rompe gli indugi e tenta il sorpasso sulla Ferrari urtandola. Il tentativo di sorpasso coraggioso ma anche forse un po’ temerario provoca un contatto tra le due monoposto con Fretzen che deve rientrare ai box per cambiare il musetto. Irvine, senza danni apparenti, continua.

gp monaco 1996 schumacher
© LAT Images/X

I limiti dell’irlandese, giro dopo giro, emergono fortemente: dopo essere stato superato da Panis, la Ferrari si scompone e rimane coinvolta in un’altro incidente. Con la macchina danneggiata Irvine si slaccia le cinture e pensa di ritirarsi. Vista la monoposto in una posizione pericolosa, i commissari rimettono in pista la macchina con l’irlandese che avverte il muretto via radio che deve rientrare per farsi sigillare le cinture di sicurezza.
I meccanici non riescono a capire e quando la monoposto rientra ai box, si catapultano intorno alla macchina cercando di cambiare musetto e gomme. Il pilota è testimone involontario di un operazione inutile che probabilmente gli costerà una buona posizione. Quando lo rimandano in pista, di macchine in corsa ce ne sono pochissime e, invece di amministrare la gara e cercare di avvicinarsi il più possibile ai primi, nello stesso punto dove è uscito Schumy va in testacoda e nel tentativo di ripartire coinvolge Salo e Hakkinen che stavano passando.
Sotto la bandiera a scacchi arrivano solo tre macchine e Irvine nonostante il ritiro viene classificato settimo.
Quella del GP di Monaco 1996, per la Ferrari è sicuramente una battuta d’arresto inaspettata ma la squadra fa quadrato intorno al proprio campione che si accusa senza pietà per l’accaduto.
Schumy con l’incidente entra nel cuore dei tifosi che lo vedono meno granitico anche se sperano che torni presto l’uomo imperturbabile di sempre già dal GP di Spagna.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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