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Formula 1Storia dei Gran Premi

GP Monaco: la storia di un circuito nato per caso

Oltre 80 anni di storia. 3340 metri di pura leggenda che si snodano tra grattacieli e marciapiedi in uno dei più piccoli stati sovrani del mondo. Eppure l’avventura del tracciato di Monaco é nata per un cavillo legale.

Non ci credete? Tutto iniziò il 29 marzo del 1925, quando i rappresentanti dell’associazione SAVM (Sport Automobile et Vélocipedique de Monaco) decisero di cambiare la denominazione in ACM, quello che sarebbe diventato il glorioso Automobile Club de Monaco. Il cambio di intestazione doveva essere vagliato dall’AIACR (Associazione Internazionale degli Automobile Club Riconosciuti, antenata della FIA), che però negò l’autorizzazione. Infatti una delle clausole per fregiarsi del titolo di Automobile Club prevedeva l’organizzazione di una gara automobilistica sul proprio territorio di competenza.

L’associazione monegasca organizzava già il celebre rally fin dal 1911, ma questo si svolgeva interamente su strade francesi.

gp monaco 2006
© Ferrari

Antony Noghés e Louis Chiron, entrambi delegati del Club, ebbero l’idea di organizzare il primo Gran Premio nel Principato. Una volta studiato il tracciato (di cui due curve portano oggi il loro nome) non era difficile passare dall’idea ai fatti. All’epoca bastavano poche balle di paglia e un gruppo di volontari per trasformare una città in un autodromo ed il 14 aprile 1929 la follia divenne realtà. Fu il britannico William Grover detto “Williams” al volante di una Bugatti 35 a ricevere la coppa del vincitore dalle mani del principe Luigi II. Il dado era tratto. L’ACM fu riconosciuto e continuò ad organizzare il Gran Premio ogni anno fino al 1937. La prova fu poi sospesa durante la seconda guerra mondiale (anche se si racconta che una gara tra jeep dell’esercito americano si sarebbe Svolta nel 1945).

Si tentò poi di riportare lo sport motoristico nella terra dei Grimaldi nel 1948, con il ritorno del Gran Premio automobilistico ed addirittura una prova motociclistica. Purtroppo i muretti ed i marciapiedi non favorirono lo svolgimento della gare a due ruote e la manifestazione si chiuse con il tragico bilancio di un morto e due feriti gravi. Inutile dire che si decise di non ripetere l’esperienza. Nel frattempo, nel 1950, un altro tassello nel mosaico della storia dell’automobilismo si metteva al proprio posto: nasceva il campionato mondiale di Formula 1, che vide nel GP di Monaco Monaco la propria seconda prova, vinta da Juan Manuel Fangio. Nel ’52 si svolse l’unica edizione del Gran Premio di Monaco per auto Sport, mentre la Formula 1 tornò nel 1955, per non andarsene più.
Da allora l’impegno dell’Automobile Club è stato votato all’innovazione ed alla sicurezza. Uno degli addetti presenti sul luogo del rogo mortale di Bandini nel 1967, Michel Boeri, divenne presidente del Club cinque anni dopo ed avviò una politica di rinnovamento.

Commissionò una serie di progetti per modificare il tracciato, alcuni dei quali prevedevano addirittura un tratto di gara oltre la frontiera francese. Si optò per la creazione della sezione delle Piscine, realizzata strappando terra al mare. Nel 1974 Boeri istituì il Corpo dei Commissari come un’entità autonoma in seno al Club, gestita quasi fosse una formazione militare. Da allora questo corpo è cresciuto a dismisura, fino ad arrivare a 660 membri in occasione dello scorso Gran Premio. Un autentico esercito.

niki lauda GP monaco 1974
© Ferrar / John Millar

In questo periodo però, il GP di Monaco rischiò di perdere la propria gara. Fu in seguito all’incidente di Stommelen sul circuito stradale di Montjuic, che causò la morte di quattro spettatori, che la Federazione pensò ad un bando dei circuiti cittadini. Monaco corse prontamente ai ripari progettando un impianto permanente presso Montefontane, sulle alture di Ventimiglia. Il progetto fu poi abbandonato quando la minaccia di cancellazione svanì.

gp monaco 2003 schumacher
© Ferrari

Fu solo nel 2003 che il circuito del GP di Monaco vide la sua (finora) ultima trasformazione, con un nuovo disegno dell’intera sezione delle piscine ed una nuova, innovativa pitlane, che curiosamente si mostra al pubblico in tribuna dando le spalle al rettilineo d’arrivo. È già cominciato, come ogni anno, il montaggio di tribune, guard rail e strutture temporanee che, in sei settimane di lavoro intenso, trasforma una caotica e lussuosa cittadina del Mediterraneo nella tappa più glamour del circus. Ora che conoscete la sua storia, potrete apprezzarlo fino in fondo. Ci vediamo in pista.

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Silvano Lonardo

Mi occupo di Digital Strategist. Appassionato di Formula 1, ciclismo, pallamano e Lego. Insegnante di nuoto e due volte papà.

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