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Hellé Nice, la prima donna a correre in Formula 1

Mariette Hélène Delangle, nata nel 1900 in un villaggio vicino a Parigi, è stata una delle più grandi piloti automobilistiche al mondo negli anni ’30.

Nata in una famiglia povera, Hellé Nice dovette lottare per emergere. A 16 anni si trasferì a Parigi per intraprendere la carriera di ballerina e attrice. Il suo talento e la sua bellezza le permisero di raggiungere il successo e di accumulare una certa fortuna. In questo periodo incontrò Ettore Bugatti, fondatore della Bugatti, che la introdusse al mondo delle corse automobilistiche.

Bugatti fu subito colpito dal talento e dall’audacia di Hellé Nice. La incoraggiò a dedicarsi alle corse, e le fornì una Bugatti Type 35B per gareggiare. Hellé Nice si rivelò una pilota naturale, e presto iniziò a vincere gare.

Nel 1930, dopo un infortunio al ginocchio che le impedì di continuare a ballare, Hellé Nice si dedicò completamente alle corse. Iniziò con le gare fuoristrada, ma ben presto passò ai Gran Premi, partecipando a numerose gare in tutta Europa.

Hélle Nice fu una pioniera nel mondo delle corse automobilistiche femminili. In un’epoca in cui le donne erano considerate inferiori agli uomini in campo sportivo, Hellé Nice dimostrò che le donne potevano competere con successo con gli uomini.

La partecipazione di Hellé Nice al Gran Premio di Gavea a Rio de Janeiro nel 1936 è uno degli eventi più memorabili della sua carriera. La gara, che si svolgeva su un circuito tortuoso e pericoloso, era nota come il “Trampolino del Diavolo”. Hellé fu l’unica donna a partecipare alla gara, e si distinse per il suo talento e la sua audacia.

La pilota francese arrivò ottavo su 30 iscritti, un risultato notevole considerando che era l’unica donna in gara. Inoltre, Hellé Nice fece scalpore per il suo comportamento fuori dagli schemi, che all’epoca era considerato scandaloso. Posò in bikini e fumò sulla spiaggia di Copacabana, attirando l’attenzione dei media di tutto il mondo.

Hellé Nice continuò a gareggiare fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel 1939. Dopo la guerra, si ritirò dalle corse e si dedicò alla scrittura e alla pittura. Morì nel 1984, a 83 anni.
lasciando in eredità al sua storia nell’automobilismo femminile: la sua carriera ha ispirato generazioni di donne pilota. La sua storia è un simbolo di coraggio, determinazione e passione per le corse.

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Silvano Lonardo

Mi occupo di Digital Strategist. Appassionato di Formula 1, ciclismo, pallamano e Lego. Insegnante di nuoto e due volte papà.

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