1000 km del Nürburgring1000 km di Parigi24 ore di Le MansBiografieFormula 1On this day

Jean-Pierre Beltoise: tra la Sarthe e la Formula 1

Jean-Pierre Beltoise è stato un pilota francese che ha gareggiato sia in moto, che in Formula 1, ma anche in gare di rallycross e rally.

Beltoise, corse in moto fino al 1964, per poi passare completamente alle auto. Nel campionato del mondo di Formula 1, debuttò nel 1966, partecipando a 86 GP fino al 1974 e dove vinse solo una gara, nel Gran Premio di Monaco nel 1972.

Ben più ghiotto fu il bottino alla 24 Ore di Le Mans, in cui partecipò 14 volte, conquistando il quarto posto assoluto nel 1969 e la vittoria della classe GTP del 1976.

Jean-Pierre Maurice Georges Beltoise nacque il 26 aprile del 1937 a Parigi, da padre macellaio.
La carriera agonistica del giovane francese iniziò con le corse motociclistiche e dove ottenne buoni risultati a livello nazionale: 11 titoli in tre anni.

Beltoise era pronto per passare alla competizioni internazionali: in tre anni gareggiò in varie classi motociclistiche, ottenendo come miglior risultato un 6° posto nel Campionato del Mondo 50cc del 1964.
Mentre, il parigino era ancora attivo nelle corse motociclistiche, Beltoise iniziò a partecipare a qualche evento con le auto: alla guida di una Rene Bonnet Aerodjet LM 6 partecipò alle edizioni 1963 della Targa Florio, della 1000 Km del Nurburgring e della 24 Ore di Le Mans insieme a Claude Bobrowski, arrivando 11° in classifica generale e 4° nella classe P3.0.

Nel 1964, Beltoise continuò a guidare con le auto di Rene Bonnet partecipando ancora alla storica gara de la Sarthe, ma ritirandosi dopo 54 giri e correndo qualche gara in Formula 2.

Nel mese di luglio dello stesso anno, durante la 12 Ore di Reims, Beltoise uscì di pista rompendosi un braccio. L’anno successivo tornò a correre, come pilota ufficiale Matra; fu un ritorno vittorioso, con la conquista del campionato francese di Formula 3.

Il 1966, fu una stagione intensa per Beltoise, incluso il debutto nel campionato del mondo di Formula 1. Durante la stagione, corse con la Matra in Formula 2 francese e nella alla Coppa Europa di Formula 3, poi il 7 agosto arrivò la prima gara in F1. Alla guida di una Matra MS5 F2 partecipò al Gran Premio di Germania sul circuito del Nürburgring finendo ottavo in classifica e il migliore tra i nove piloti di F2.

Nelle gare endurance, Beltoise partecipò con una Porsche 906 alla 1000 Km del Nürburgring, mentre con la Matra M620 partecipò alla 24 Ore di Le Mans, insieme a Johnny Servoz-Gavin, dove furono costretti al ritiro dopo 112 giri.

Nel 1967, Beltoise, debuttò anche nel Rally di Monte-Carlo con una Matra Djet, non riuscendo a terminare la gara. Nei campionati a ruote scoperte partecipò al nuovo campionato europeo di Formula 2, conquistando tre podi e piazzandosi al terzo posto in classifica, dietro a Jacky Ickx e Frank Gardner.

Lo stesso anno, Beltoise entrò a far parte del circus di F1, disputando tre gare, sempre con una Matra F2. Nel GP di Monaco non riuscì a qualificarsi mentre, arrivò settimo negli Stati Uniti e in Messico.

Successo invece che arrivò con una Matra M630 alla Trophee d’Auvergne, mentre a Le Mans, insieme a Johnny Servoz-Gavin arrivò un ritiro

La stagione successiva segnò la svolta per il pilota francese, che si laureò, campione europeo di Formula 2 al volante di una Matra MS7-Cosworth, davanti al suo compagno di squadra Henri Pescarolo. Invece in Formula 1 partecipò all’intero campionato. Nella gara d’esordio, in Sudafrica, conquistò il suo primo punto in carriera, mentre al Gran Premio d’Olanda arrivò secondo, dietro il suo compagno di squadra Jackie Stewart.

Nel 1969, la scuderia francese rinnovò la formazione della stagione passata, Beltoise fu ingaggiato sia per la Formula 1 che per la Formula 2.
La Matra mise a disposizione di Stewart e del francese la MS80-Cosworth, vettura che regalò al francese un terzo posto in Spagna e Italia e un secondo in Francia. Alla fine della stagione, si piazzò quinto nel campionato, mentre il suo compagno di squadra Jackie Stewart vinse il suo primo titolo in Formula 1. In Formula 2, Beltoise vinse a Hockenheim, anche se l’obbiettivo era quello di ritornare sul Circuit de la Sarthe, dopo aver saltato l’edizione passata. Quell’anno, a bordo di una Matra MS650, finì quarto in classifica generale e secondo nella classe P3.0 insieme a Piers Courage.
Qualche mese più tardi decise di partecipare alla 1000 Km di Parigi, dove vinse, insieme a Henri Pescarolo .

jean-pierre beltoise gp belgio 1970
© Jim Culp

Nel 1970, Stewart passò alla Tyrrell, così al fianco di Beltoise tornò alla Matra, Henri Pescarolo.
Alla guida della Matra MS120, arrivarono due podi, a Spa-Francorchamps e a Monza, chiudendo la stagione al nono posto con 16 punti guadagnati.

Nel mese di giugno, Beltoise e Pescarolo presero parte alla 24 ore di Le Mans con la MS660, ma non riuscirono a terminare la gara. Invece, qualche mese prima, ii due piloti conquistarono la 1000 km di Buenos Aires. Ma la vittoria più importante di quell’anno si disputò a settembre: insieme Patrick Depallier e Jean Todt vinsero la gara endurance del Tour de France, condividendo una Matra MS650.

Il 1971 fu uno dei momenti più tristi della carriera di Beltoise, nel mese di gennaio, durante la 1000 km di Buenos Aires fu coinvolto nell’incidente in cui perse la vita il pilota italiano Ignazio Giunti.
La Federazione Internazionale, visti i fatti, revocò per un mese, la licenza al pilota francese.

In Formula 1, Beltoise partecipò a sole sette gare, conquistando un solo punto nel Gran Premio di Spagna. Invece a Le Mans, in coppia con Chris Amon, arrivò l’ennesimo ritiro.

jean-pierre beltoise 1972 matra 24 ore di le mans
© matra.com

La stagione successiva Beltoise lasciò Matra, dopo molti anni, trasferendosi alla BRM. I risultati iniziali non furono buoni: arrivarono due ritiri consecutivi in Sudafrica e in Spagna. Poi, a maggio, Beltoise conquistò la sua unica vittoria in carriera in Formula 1, vincendo il Gran Premio di Monaco. Fu una gara memorabile per il francese, che partì al quarto posto, per poi dominare la corsa, passando sotto la bandiera a scacchi con 38 secondi di vantaggio su Jacky Ickx.
Questa fu anche l’ultima vittoria per la BRM in F1. Nelle gare successive, non arrivarono risultati utili per la classifica, finendo il campionato con i nove punti conquistati a Monaco. Il 22 ottobre 1972, invece, arrivò la vittoria alla seconda edizione della “World Championship Victory Race” sul circuito si Brands Hatch, sempre con la Marlboro BRM.

Beltoise rimase con la BRM per altri due anni: nel 1973, collezionò otto ritiri, ma riuscì ad andare a punti in 4 occasioni: Spagna, Olanda, Austria e Canada.
La stagione seguente, arrivarono addirittura nove ritiri e per due volte non riuscì neppure a qualificarsi per la gara, tuttavia, arrivò un secondo posto in Sudafrica.

jean-pierre beltoise 1972 victory race
© John Millar

Parallelamente ai suoi impegni nella classe regina, Beltoise continuò a correre alla 24 Ore di Le Mans con Matra. Nel 72′ si ritirò insieme a Chris Amon, stessa sorte, l’anno successivo con Francois Cevert e Jean-Pierre Jarier nel 1974. Il sesto ritiro consecutivo arrivò nel 1975, con la Ligier JS2-Cosworth in coppia con Jarier.

Dopo tutte quelle delusioni, Beltoise non aveva perso le speranze: nel 1976, alla giuda di una Inaltera LM-Cosworth con Henri Pescarolo, arrivò un ottavo posto in classifica generale, ma classificandosi primi nella classe GTP. L’anno dopo, Beltoise guidò di nuovo una Inaltera in coppia con Al Holbert dove terminarono la gara al 13° posto.

Fuori dalla Formula 1 e dalla 24 Ore di Le Mans, Beltoise ottenne risultati notevoli. Nel 1973, lui e Gerard Larrousse vinsero la 1000 km di Parigi con una Lola T280-Cosworth. Nel 1974, Beltoise e Jean-Pierre Jarier vinsero su Matra MS670, la 1000 Km del Nurburgring, la 6 ore di Watkins Glen, la 1000 km Le Castellet e di Brands Hatch.

jean-pierre beltoise olanda 1968
© ANEFO / Joost Evers

Terminata l’esperienza in Formula 1, alla fine del 1974, Beltoise continuò a correre con le auto da turismo, rallycross e rally. Nel 1976 testò la Ligier con la possibilità di sostituire Jacques Laffitte, ma, il francese decise di seguire altre strade, passando alla BMW, dove vinse il campione francese di Touring per due anni. Al palmarès di Beltoise, si aggiunse anche la vittoria nel campionato francese di rallycross con Alpine-Renault.

Nel 1979, Beltoise tornò alla 24 Ore di Le Mans per l’ultima volta, insieme a Henri Pescarolo su una Rondeau M379-Cosworth. Conclusero la gara al decimo posto assoluto e al secondo posto nella classe S +2.0.

Durante gli anni ’80, Beltoise corse sempre nel campionato francese Touring Car, fino al 1985, con la Peugeot 505. Successivamente, partecipò a diverse competizioni monomarca con Porsche e terminando la carriera nel 1993 alla Porsche Carrera Cup France.

Jean-Pierre Beltoise, morì il 5 gennaio 2017, all’età di 77 anni, nella sua casa di vacanza a Dakar.

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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e vinili. Mi occupo web, SEO, web marketing e Google ADS. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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