1930-1939BiografieFormula 1On this day

Jim Hall: tra competizione e innovazione

I primi passi

James Hall nacque il 23 luglio 1935 ad Abilene, in Texas. Crebbe tra il Colorado e nel New Mexico. La sua adolescenza trascorse serena, fino al giorno in cui suo padre, che gestiva l’azienda petrolifera di famiglia, rimase ucciso in un incidente aereo, insieme alla madre e alla sorella

Frequentò il California Institute of Technology, dove studiò geologia, ma resosi conto che quella non era la sua strada cambiò la sua specializzazione in ingegneria meccanica.

L’azienda di famiglia sponsorizzava Carroll Shelby e, mentre frequentava l’università, Hall venne attratto dalle auto da corsa, iniziando nel 1954 a guidare la Austin Healey del fratello.

Poco dopo, in società con Carroll Shelby, gestì una concessionaria Maserati in Texas, continuando a gareggiare negli eventi SCCA.

I successi in pista

Nel 1960 Jim Hall equipaggiò una Lotus 18 di Formula 2 con un motore Climax da 2,5 litri e fece un impressionante debutto nel GP di Riverside dove, prima del ritiro all’ultimo giro, gareggiò per la quinta posizione.

Nel 1961 vinse le gare principali a Palm Springs con una Cooper Monaco e a Las Vegas con una Maserati Birdcage. Quell’anno Jim commissionò agli specialisti della Scarabeo, la costruzione di una vettura speciale con motore anteriore in alluminio e motore Chevrolet. Jim Hall inaugurò la vettura a Laguna Seca nel giugno del 1961, classificandosi secondo. Con questa vettura vinse anche gli Sprint di giugno e la Road America 500 a Elkhart Lake nel 1962, in coppia con Hap Sharp.

Nel 1962, con una Lotus 21 Climax, vinse il Gran Premio Hoosier all’Indianapolis Raceway Park. Partecipò al Gran Premio degli Stati Uniti, ma perse una valvola sulla griglia di partenza e fu costretto al ritiro. Arrivò quarto nel Gran Premio del Messico, gara però non valida per il campionato. Si classificò invece secondo nel Los Angeles Times Grand Prix For Sports Cars al Riverside International Raceway, davanti a Masten Gregory, Bruce McLaren e Innes Ireland.

Nel 1963 entrò a far parte della squadra BRP di Sterling Moss, arrivando al 12° posto nella classifica complessiva del Campionato del mondo, andando a punti nel GP di Gran Bretagna e nel GP di Germania.

jim hall gp messico 1962
© Getty Images

Questo è l’anno in cui costruì la prima Chaparral 2 con Hap Sharp. Insieme vinsero a Laguna Seca, Watkins Glen, Road America e nella 200 miglia di Daytona.

Alla fine della stagione si ritirò dalla F1 per concentrarsi sul progetto Chaparral.

Tra tradizione e innovazione

Jim Hall vinse il Campionato degli Stati Uniti su strada del 1964 e nel 1965 vinse la dodici ore di Sebring sotto la pioggia con Hap Sharp, dominando la serie USRRC, vincendo 16 delle 21 gare a cui partecipò.

A partire dal 1966, concentrò la sua attività di pilota sulle Can-Am, lasciando il programma delle lunghe distanze a Hill, Bonnier e Spence, fino a quando le modifiche al regolamento non costrinsero la sua Chaparral 2F a ritirarsi.

Nel 1968, al GP Stardust Can-Am a Las Vegas, si scontrò con la McLaren di Lothar Motschenbacher. La Chaparral fu distrutta e Hall fu ricoverato in ospedale per nove settimane per importanti lesioni.

Questo incidente segnò la fine della sua carriera da pilota.

La svolta come Team Manager

Continuò a essere coinvolto come progettista e costruttore per tutti gli anni ’70, lavorando con Carl Haas in F5000 prima di entrare nelle gare di Indy Car. Hall abbandonò alla fine del 1982, ma ritornò nel 1991 con l’insperata vittoria di John Andretti al debutto. Tuttavia, nei tre anni successivi, la squadra Pennzoil ottenne prestazioni scarse.

Nel 1995, con il pilota Gil de Ferran, ottenne una vittoria nell’ultima gara dell’anno a Laguna Seca.

Tuttavia, nonostante un’altra vittoria nel 1996 a Cleveland, Jim decise di ritirarsi definitivamente.

L’eredità di Hall

Chaparral jim hall

Durante la sua carriera Jill Hall fu l’inventore di uno dei primi telai costruiti completamente in fibra di vetro rinforzata. La sua spettacolare ala alta, che si inclinava in curva per aumentare la forza, era solo una delle sue innovazioni aerodinamiche. Per un certo periodo gareggiò con il cambio automatico, lasciando perplessi gli altri concorrenti per la sua capacità di tenere sempre entrambe le mani sul volante. Inoltre, la sua Chaparral 2J fu la prima vettura concepita con effetto suolo.

Alessia Gastaldi

Mi chiamo Alessia, ho 25 anni e frequento la facoltà di giurisprudenza all’università Statale di Milano. Innamorata dei motori da quando sono bambina, sogno di diventare una giornalista sportiva, per raccontare le storie dei protagonisti che hanno scritto e scriveranno la storia del motorsport.

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