fbpx
Formula 1

Jody Scheckter: l’orso di classe

Pilota molto irruente, nelle formule minori ha corso molte volte il rischio di venir squalificato. Jody Scheckter
decise di trasferirsi in Gran Bretagna, dove riuscì a imporsi e a classificarsi al terzo posto finale in classifica.
Grazie alle sue prestazioni, il sudafricano attira le attenzioni della McLaren, già team di vertice e, nonostante i dirigenti non gradissero il suo stile di guida, lo misero sotto contratto. Nel campionato di Formula 2 riuscì ad aggiudicarsi una gara.

Nel 1973 la McLaren gli da’ la possibilità di disputare cinque corse e, nonostante la mancanza di risultati, il sudafricano si mise in mostra per le doti di guida ma anche per gli incidenti. Il più grave e’ quello occorso al gp d ‘Inghilterra che pose fine alla carriera di Andrea De Adamich.

Altri articoli interessanti

Visti i continui incidenti la McLaren decise di rescindere il contratto al sudafricano che riesce ad accasarsi per la stagione 74 con Tyrrell, al posto dello sfortunato Francois Cevert deceduto a Watkins Glen. Ken Tyrrell cercò di smussare le asperità caratteriali di schekter e il sudafricano riuscì a classificarsi al terzo posto finale.

Grato a Tyrrell, decise di sposare l’ambizioso progetto P34 ma, nonostante l’impegno e una vittoria conquistata in Svezia, la macchina a sei ruote di rivelò un esperimento fallimentare.

Tyrrell P34
© Gillfoto/Wikimedia

Nel 77, attratto dalle sirene del miliardario Walter Wolf, corse per la neonata scuderia canadese che, grazie all’abilità di un giovane progettista – Harvey Postlethwaite – riuscì addirittura a contendere a Niki Lauda la conquista del titolo.

Jody Scheckter gp argentina 1977
© Wikimedia

Ormai le porte di Maranello si sono schiuse e, dopo un 1978 passato nell’anonimato, Jody Scheckter passò alla Ferrari dove, messa la testa a posto si trasforma in abile calcolatore di risultati intermedi e non fatica a riportare in Italia l’ultimo titolo piloti prima dell’era Schumacher. Il tutto grazie all’aiuto del suo compagno ed amico Gilles Villeneuve.

Jody Scheckter 1979 Monaco
© Crazylenny2/Wikimedia

Appagato dal titolo e stanco della mancanza di competitività della 312 T5, decise di continuare la carriera di imprenditore appendendo casco e tuta al fatidico chiodo.
Chi, come me, lo ha visto correre lo ricorda con nostalgia. Quella era un’era eroica per la F1 e i suoi protagonisti autentici cavalieri del rischio.

Pubblicità

Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio