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Formula 1Grandi eroi senza corona

La voglia matta di Barrichello

Rubens Barrichello è stato il primo brasiliano a correre per la Ferrari.

Dotato di una buona tecnica ed ottimo collaudatore, ha corso in coppia con Schumacher in uno dei momenti di maggior splendore della storia del cavallino.

Il suo carattere altalenante che, a tratti ricordava il compianto Reutemann, ha spesso sminuito le sue grandi capacità.

Inizia la sua carriera nelle categorie minori e dopo essersi messo in luce, riceve la chiamata da Eddie Jordan, da sempre alla ricerca di talenti da poter monetizzare.

Nel 1993 debutta in F1 e a Donington offre a tutti un saggio delle sue capacità.

Dopo essersi qualificato ottimamente, in corsa è sempre a ridosso del podio e, quando sta accelerando il ritmo per aggiudicarsi il terzo posto, viene fermato da un guasto meccanico che lo costringe al ritiro.

La Jordan rappresenta la scuderia ideale per il debutto in F1, ma proprio nel 1993 la macchina sconta una fragilità che penalizza non poco le qualità del brasiliano.

La sua guida pulita sull’asciutto e spettacolare sul bagnato gli permette di essere riconfermato per la stagione 1994, la più nera della F1…

Quell’anno durante le prove del venerdì del GP di San Marino, Barrichello rischia seriamente la vita.

Il pilota esce alla variante bassa e va ad impattare contro le barriere procurandosi delle ferite molto serie.

Rubens è fortunato e si salva, la sorte fu più avversa il giorno dopo per Ratzenberger e la domenica per Senna che dovettero salutare il circus ed involarsi nell’empireo.

La pole che Barrichello conquistò successivamente in Belgio la dedicò al pilota brasiliano scomparso, suo amico, nonché compatriota.

Nel 1995 conquistò il terzo posto in Canada salendo su un podio che vedrà tutti ferraristi, presenti e futuri.

Finiti i tempi della Jordan si trasferisce alla Stewart con la quale a Monaco, sotto una pioggia battente, è secondo solo a Schumacher!

Nel 1999 ottiene una magnifica pole in Francia e tre terzi posti che gli valgono la chiamata a Maranello in sostituzione di Irvine.

L’entrata in Ferrari obbliga il pilota ad assolvere a due compiti decisamente sfidanti: riaccendere la passione dei brasiliani orfani di Senna e non sfigurare nei confronti di Schumacher, unico vero erede del compianto campione brasiliano…

Gli inizi del mondiale 2000 sono difficili, la squadra è tutta per il Kaiser, solo in estate arriva la gioia del primo successo, in Germania,

La vittoria, insieme a diversi risultati sul podio, consente alla Ferrari di aggiudicarsi con facilità il titolo costruttori.

Unico neo della stagione è per Barrichello la richiesta della scuderia di farsi subalterno al più titolato compagno, Schumacher.

Il 2001 sarà avaro di soddisfazioni, Rubens spicca per le sue doti di collaudatore, ma comincia ad emergere il suo carattere spigoloso e lamentoso che lo rende inviso alla squadra.

A Zeltweg regala un podio “inutile” a Schumacher e, a fine stagione, chiede ufficialmente alla Ferrari di potersi giocare, la stagione successiva, le sue chances ad armi pari con il compagno.

Il 2002 non si presenta come vorrebbe il brasiliano: in Australia un incidente in partenza lo mette fuori, in Brasile viene sacrificato dalla strategia…

La svolta sembra arrivare a Zeltweg dove è ampiamente in testa, davanti a Schumacher, e sembra non ci siano dubbi sulla vittoria.

Invece…a poche tornate dal traguardo, un ordine perentorio di Todt lo riporta al ruolo di scudiero.

Terribile per Rubens…in un attimo gli crolla il mondo ed i suoi sogni di gloria…

In vista del traguardo quasi si ferma per consentire a Schumacher di raggiungerlo…proprio sulla linea di arrivo…
L’ordine ha segnato nell’animo Barrichello e minato il suo rapporto con la scuderia di Maranello.

La Ferrari cercherà di restituirgli la vittoria consentendogli di trionfare sia a Monza che negli Usa; lo agevolerà, inoltre, nella lotta al secondo posto in campionato.

Il risultato raggiunto è importante per Barrichello e ratifica le sue capacità, ma qualcosa si è rotto e nell’animo del brasiliano è venuta meno la serenità.

Istintivamente vorrebbe abbandonare la squadra, ma è consapevole che l’unica monoposto che gli possa permettere di vincere è pur sempre la Rossa…

Nel 2003 Rubens è fondamentale per la squadra!

A Suzuka, con prestazioni eccezionali, guadagna il gradino più alto del podio davanti a Raikkonen, avversario diretto di Schumacher.

La vittoria del brasiliano fu decisiva per la conquista del sesto titolo del Kaiser!

Il 2004 la Ferrari realizza una macchina imbattibile che permette a Schumacher di dominare e a Rubens Barrichello di esprimersi ad altissimi livelli.

Il pilota riesce a cogliere due vittorie e diverse posizioni sul podio.

L’ultima stagione con la rossa è la più malinconica. Rubens è stanco e demotivato dall’ambiente Ferrari.

rubens barrichello gp imola 2005
© Depositphotos

Riesce a conquistare un timido secondo posto a Indianapolis. Il Gran Premio passato alla storia per aver visto disputare la competizione a sei macchine soltanto a causa della defezione dei team gommati Michelin!

A fine anno, Rubens Barrichello lascia Maranello ed il suo posto va ad un altro brasiliano: Felipe Massa, ma non si ritira dalla F1, ma comincia ad accasarsi ramingo in varie scuderie.

Il 2009 sembra l’anno del riscatto del pilota brasiliano che finalmente vedrebbe coronato il suo sogno…

Si deve, però, accontentare di un buon terzo posto con la Brown GP…

rubens barrichello gp malesia 2009
© Depositphotos

Button, suo compagno di squadra, lo ha infatti superato quasi a sottolineare, con prestazioni eccezionali, come la carriera del brasiliano sia incanalata in una parabola discendente.

Nel 2012, Rubens Barrichello stanco di essere ormai solo una comparsa decide di lasciarsi alle spalle il mondo dorato della F1.

Il brasiliano è stato un ottimo secondo, probabilmente il migliore tra i secondi, ma non ha mai lavorato su sé stesso per far maturare quelle doti che all’inizio di carriera lo facevano considerare dai più come l’erede di Senna…

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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