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Le collisioni in pista che hanno deciso il Mondiale

Da Senna-Prost a Schumacher-Villeneuve, passando per Benetton e Williams nel ’94: tutti gli autoscontri mondiali

In occasione della resa dei conti fra Hamilton e Verstappen, ricordiamo alcune delle volate al titolo decise da un corpo a corpo

Una stagione tanto emozionante come quella di quest’anno non poteva terminare in modo diverso. Il vincitore del Mondiale sarà decretato oggi, nella gara finale ad Abu Dhabi. In una sceneggiatura di tale tensione, e anche a fronte dei diversi episodi occorsi quest’anno in pista, non pochi hanno pensato all’eventualità che tutto venga deciso da uno scontro fra i due contendenti al titolo. Non sarebbe affatto la prima volta che le collisioni si rivelano fatali nell’assegnazione di un Mondiale.

MESSICO ’64: GRAHAM HILL K.O. NELLA LOTTA AL TITOLO

Il primo episodio degno di nota sulle collisioni valse al titolo Mondiale prende luogo il 25 ottobre 1964. Sull’Autodromo Hermanos Rodriguez si corre il decimo e ultimo Gran Premio della stagione. A contendersi il titolo sono John Surtees su Ferrari, Jim Clark con la Lotus e Graham Hill su BRM. Quest’ultimo, alla vigilia della gara messicana, svettava in testa alla classifica. A scattare dalla pole position è Clark, seguito in seconda fila dalla Ferrari di Lorenzo Bandini e da quella di Surtees. Ed è proprio l’italiano che inizia a insidiare Hill.

Negli istanti iniziali del Gran Premio, infatti, Bandini urta gli pneumatici posteriori della BRM del britannico. Ma la vera tragedia per Hill lo aspetta al 31° giro: in un tentativo di sorpasso all’esterno, Bandini colpisce la monoposto di Hill, causandone il testacoda e danneggiandone l’impianto di scarico. Il britannico è così costretto a fare ritorno ai box. Ma nel momento in cui i meccanici hanno sostituito il tubo di scappamento, è ormai già troppo tardi. Il leader della corsa è fin troppo lontano per essere raggiunto, e il Mondiale comincia a scivolare via dalle mani del pilota BRM.

Tuttavia Graham Hill ha ancora una possibilità di vincere il titolo, qualora Clark arrivasse secondo davanti a Surtees. Purtroppo, una perdita d’olio rallenta il pilota scozzese nel corso degli ultimi tre giri. Vince Dan Gurney, sulle due Ferrari, che pagano oltre un minuto di distacco. Surtees, a cui Bandini aveva ceduto il secondo posto dopo gli ordini del direttore sportivo Dragoni, si laurea così Campione del Mondo.

LE COLLISIONI TRA SENNA E PROST: IL MONDIALE 1989

Una delle più grandi rivalità del nostro sport ci ha regalato anche uno dei momenti più iconici di quest’ultimo. 22 ottobre 1989, siamo nella terra del Sol Levante, a Suzuka, e a due Gran Premi dal termine della stagione la lotta fra Senna e Prost è più accesa che mai. Il brasiliano è consapevole del fatto che, per poter assicurarsi il Campionato, ha bisogno di vincere le ultime due gare. Il distacco con il compagno di squadra, infatti, è di 16 punti. Non eccessivamente alto da precludere a Senna la possibilità di vincere il titolo. Ma neanche abbastanza da permettergli di abbassare la guardia.

© McLaren Racing Ltd.

Il giorno prima, in qualifica, Senna aveva firmato la pole rifilando più di un secondo e sette decimi di distacco all’avversario. In partenza, però, il francese, avvantaggiato dalla decisione di montare pneumatici anteriori a pressione più bassa, si porta subito in testa. La prima parte del Gran Premio, per il nativo di San Paolo, è invece un incubo: traviato da problemi al cambio, vede aumentare sempre più il distacco dal compagno di squadra. All’ottavo giro le due McLaren sono separate da quasi cinque secondi.

Le condizioni per Senna migliorano quando al 24° giro rientra ai box per cambiare gli pneumatici. Con gomme più fresche si lancia all’attacco di Prost, e al 47° giro dei 53 previsti il distacco tra i due diventa nullo: le due McLaren arrivano insieme alla chicane del triangolo, dove Senna tenta un sorpasso all’interno. I due si scontrano, e le vetture scivolano rovinosamente verso la via di fuga. Il francese scende dalla monoposto: ormai è fatta. Sia lui sia il suo unico rivale al titolo sono fuori dalla gara. E lui è matematicamente campione.

SENNA NON DEMORDE

Ma Senna non ci sta. Invoca l’aiuto dei commissari a bordo pista, fa spingere la sua McLaren e, con uno slalom nella via di fuga, ritorna in pista. Al momento, il distacco con Nannini, leader del Gran Premio, è di un minuto. Il brasiliano torna ai box per sostituire il musetto danneggiato, e volando negli ultimi giri riesce a tagliare il traguardo in prima posizione. Dopo aver superato l’italiano della Benetton nello stesso punto in cui aveva tentato il sorpasso azzardato su Prost.

Senna riesce a spuntarla e la corsa al titolo è ancora aperta. Ma venti minuti più tardi arriva il verdetto finale: il pilota brasiliano viene squalificato per aver tratto vantaggio dall’aver tagliato la chicane. Al brasiliano verrà tolta la licenza di guida per 6 mesi e si presenterà a fine anno alla sede della FIA per il processo. “Mi hanno trattato come un criminale, dirà Senna in una conferenza stampa.

SUZUKA 1990: LA VENDETTA DI SENNA

Stesso luogo, stessa faida, soltanto 364 giorni dopo. Furono infatti due le collisioni, consecutive, che assicurarono il Mondiale prima a Prost e poi a Senna. Il 21 ottobre 1990 si disputa il penultimo appuntamento della stagione, sempre a Suzuka. Questa volta, però, al comando della Classifica Piloti c’è Ayrton Senna, con nove punti di vantaggio dal rivale francese.

© McLaren Racing Ltd.

Il brasiliano parte in pole position. Ma dalla parte sporca della pista, nonostante avesse chiesto chiaramente di invertire le posizioni in griglia. Alla prima curva il fattaccio: ci vorrà un anno perché Ayrton ammetta di averlo fatto apposta, ossia speronare la Ferrari del rivale francese con entrambi i piloti che finiscono fuori pista. Questa volta, niente provvedimenti. Senna è sibillino: “Dedico la vittoria a chi mi ha fatto perdere lo scorso anno“.

LE COLLISIONI DI SCHUMACHER: AUSTRALIA E IL MONDIALE ’94

Nella stagione che segna la scomparsa di Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, più altri gravi incidenti sparsi, alla vigilia dell‘ultimo Gran Premio della stagione ad Adelaide, il Kaiser ha soltanto un punto di differenza dal suo rivale al titolo, Damon Hill: 92-91. Domenica 13 novembre 1994 i piloti si schierano in pista per l’ultima partenza dell’anno. Schumacher prende il volo e si allontana da leader della corsa, seguito da Hill e da Mansell. Mantenendo costantemente un distacco sicuro dalla Williams del rivale, ormai il Campionato sembra nelle sue mani. Ma, inaspettatamente, nel corso del 36° giro, il tedesco commette un errore. La sua monoposto finisce nell’erba e urta con lo pneumatico anteriore il muretto di destra.

© F1.com

Il pilota rientra in pista, ancora in difficoltà nel domare la vettura. Hill, sopraggiunto da dietro, cercando di approfittare del momento di debolezza del rivale, lo infila all’interno. Schumacher chiude la traiettoria, ed è qui che si verifica la prima delle due collisioni fatali per il suo Mondiale: la Benetton viene sollevata in aria e spinta nelle barriere, dove è costretta a terminare la sua corsa. Anche la WIlliams deve ritirarsi: il danno alla sospensione anteriore sinistra è irrimediabile. Distacco dunque invariato e Schumacher campione del mondo per un punto.

SCHUMACHER-VILLENEUVE, JEREZ 1997

Schumacher fu coinvolto in un episodio simile anche nel 1997. Nell’anno in cui finalmente sembrava che il Kaiser potesse regalare alla Ferrari il trionfo che mancava da anni, il tedesco arriva di nuovo all’ultimo Gran Premio di stagione con il vantaggio di un unico punto sull’avversario. Quell’anno, alla guida della Williams che insidiava i sogni ferraristi, c’era Jacques Villeneuve, il figlio del compianto Gilles.

© Ferrari

Il 26 ottobre, sul circuito di Jerez, si corre il Gran Premio d’Europa, che chiude la stagione del 1997. Per la prima volta nella storia della Formula 1 tre piloti registrano in copia il miglior tempo: 1’21″072. A scattare dalla posizione al palo, però, è Villeneuve. Avvantaggiato dall’aver registrato per primo tale crono. Seguono Schumacher e Frentzen. Alla prima curva, però, il tedesco si porta già ampiamente in testa.

COLLISIONI E SQUALIFICA DAL MONDIALE

Dopo il cambio degli pneumatici, però, Villeneuve comincia a diminuire il distacco. Rientrato in pista a due secondi e mezzo dal rivale per il titolo al 46° giro, in appena due tornate dimezza il distacco, fino a portarsi a soli 385 millesimi. A 21 giri dalla conclusione, Villeneuve tenta il sorpasso alla curva Dry Sack e Schumacher cerca di colpire la Williams finendo fuori pista.

Villeneuve conclude in terza posizione lasciando i primi due gradini del podio alla McLaren (prima vittoria in carriera per Hakkinen), intascando i quattro punti che gli assicurano di laurearsi a Campione del Mondo. Schumacher verrà invece squalificato dal Mondiale. Il tedesco dirà: “Non sono il superman che dipingevate prima di Jerez, ma non sono neanche l’idiota che avete raccontato dopo l’incidente. Sono una via di mezzo. Con tanta voglia di restituire ai tifosi della Ferrari quello che, per un mio errore, non è arrivato quest’anno“. Oggi si chiude ad Abu Dhabi: niente collisioni, please. Vogliamo un Mondiale deciso soltanto dalla classe dei due contendenti.

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Sono appassionata di letteratura e di teatro, e studio per poter specializzarmi in questi due campi. Con la Formula 1 e i motori è stato amore a prima vista. Tifosa della Rossa nonostante tutto, la Formula 1 è tra le cose che più mi emozionano al mondo. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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