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1990-1999Formula 1On this day

Leone ruggente e cavallino infortunato al GP di Francia 1992

Per l’ottava tappa del campionato mondiale 1992 si corre in Francia, al circuito di Magny-Cours. La stagione viene ricordata ancora oggi per l’estrema competitività della vettura sviluppata da Frank Williams. Dopo sole 7 gare infatti Nigel Mansell comanda in modo dittatoriale la classifica con il doppio dei punti del secondo classificato, nonostante il pesante zero in Canada a causa di un testacoda. I tifosi rossi invece, hanno bene in mente la stagione in questione data l’orribile e lenta monoposto F92A  portata in pista dagli uomini di Maranello (probabilmente dopo aver alzato troppo il gomito durante una festa), il cui progetto fallimentare sotto ogni punto di vista (aerodinamica, potenza e affidabilità) viene paragonato alle famigerate SF1000 e 312 T5.

LE QUALIFICHE

Subito la Williams si divora il sabato, con il “Leone” davanti al compagno Riccardo Patrese. Ben staccati di alcuni secondi troviamo le Mclaren-Ford di Senna e Berger, seguite da Schumacher su Benetton e da Alesi su Ferrari. Con pochi millesimi di ritardo sul francese si qualifica ottavo Martin Brundle, davanti all’italiano rosso Ivan Capelli. Chiudono la top-10 le Ligier-Renault di Boutsen e Comas.

La Andrea-Moda invece, a causa della chiusura di diverse strade circostanti al circuito per alcuni scioperi, non riuscirà a prendere parte al weekend di gara. Poco male per loro, conoscendo infatti la fama del team la macchina non avrebbe comunque superato nemmeno l’uscita della pit-lane senza rompersi.

LA GARA

gp francia 1992 schumacher e senna
© Motorsport Images

Il tempo è tutt’altro che clemente, la pioggia infatti ha ancora una volta rimescolato le carte in tavola. L’asfalto umido e l’acqua che bacia i caschi dei piloti infatti permettono di ridimensionare le prestazioni delle Williams progettate dal genio di Adrian Newey, lasciando sognare gli inseguitori dei due piloti. In particolar modo tutti sanno bene che Senna può sopravanzare quelli davanti a sé, date le innumerevoli dimostrazioni  degli anni passati (come il capolavoro di Monaco 1984, quando diede l’impressione di usare l’auto come un pennello nelle mani di Caravaggio su una tela bianca).

Schumacher però, da buon astro nascente, vuole battere Ayrton proprio nel suo campo, per dimostrare qualcosa all’avversario e al pubblico a casa, anche per lo screzio del Brasile.
Il tedesco aveva infatti accusato pesantemente il pilota della McLaren di averlo rallentato volutamente in curva (Senna in realtà aveva problemi di elettronica).

gp francia 1992 schumacher e senna
© f1.com

Alla partenza del GP di Francia 1992 è Riccardo Patrese ad avere la meglio sul compagno, portandosi subito in testa alla corsa. Dietro intanto Schumacher tampona violentemente l’avversario, causandone il ritiro immediato. La gara procede fino al 18esimo giro, quando a causa delle condizioni meteo si decide di sospendere momentaneamente la corsa.

Mentre tutti rientrano ai box una presenza si dirige vispa e ben poco amichevole verso la vettura gialla sponsorizzata Camel.

È Senna, che in abiti civili si avvicina al Kaiser per un paterna “strigliata” per la mossa fatta in precedenza.  “Queste cose non si fanno… Non dovevi superare in quel punto” dice il pilota di San Paolo. Il tutto viene immortalato da una serie di scatti restati indelebili. Pepi Cereda, inviato di Italia Uno in pista, prova addirittura ad avvicinarsi per cogliere le parole dei due contendenti, venendo bruscamente allontanato da Senna, che con un braccio gli sposta rabbiosamente il microfono.

Smesso di piovere, gli organizzatori decidono di far ripartire la gara, che vede ancora Patrese in testa, seguito dal compagno e dalla Benetton di Brundle. Schumacher si era ritirato dopo l’ennesimo incidente con un avversario per un’altra manovra al limite. Nonostante l’arrivo di un ulteriore bomba d’acqua le posizioni rimangono invariate, tranne per i due davanti, dove l’italiano rinuncia a resistere ancora al compagno di scuderia in corsa per il titolo.

Mansell ottiene così la sesta vittoria stagionale nel GP di Francia 1992, seguito da Patrese e da un eccezionale Brundle. Le Ferrari invece, forse per rispettare le regole di ingaggio dell’anno in corso, si ritirano entrambe per un guasto al motore. C’è però da distinguere le due diverse situazioni. Se infatti Capelli ha avuto un semplice guasto tecnico poco imputabile al pilota, per Alesi bisogna riflettere su altro.

L’ingegner Lombardi infatti ha voluto quasi spostare l’attenzione dei giornalisti sul fatto che mentre tutti i piloti affrontavano il cambio gomme per la pioggia, Jean aveva aspettato ben tre giri per farlo, sollecitando il motore già compromesso. Il progettista non si è trattenuto dal mostrarsi infastidito dalla testardaggine del francese: “Prima della pioggia le nostre vetture si stavano comportando bene. Per quanto riguarda Alesi non lo abbiamo costretto noi a stare in pista… Poi si è deciso di farlo rientrare con il cartello box. Purtroppo ha perso una posizione e poi è rimasto bloccato“. Sul perché delle sue scelte, Alesi ha la risposta pronta: “Per il semplice motivo che mi sembrava di poter girare sugli stessi tempi dei piloti che si erano fermati“.

gp francia 1992 podio
© Motorsport Images

Intanto con questa prestazione il leone inglese si porta a quota 27 vittorie (raggiungendo Sir Jackie Stewart) e allunga a 32 punti il vantaggio sul secondo nella classifica piloti, per quella costruttori invece si può già parlare di vittoria a tavolino dato che la Williams ha 100 punti e la McLaren è seconda con soli 36.

L’ordine di scuderia però non ha di sicuro fatto gioire il padovano della Williams, che ha risposto alle domande dei giornalisti con un semplice “no comment“.

Frank Williams invece ha subito difeso gli interessi del team “È logico che in una situazione del genere bisogna fare gioco di squadra. Troppe volte mi sono lasciato fregare dal senso sportivo che mi ha sempre animato… Patrese avrà tempo per prendersi delle rivincite“.

L’ordine di arrivo del GP di Francia 1992

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 5 United Kingdom Nigel Mansell
United Kingdom Williams 01:38:08.459 69
1
10
2 6 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Williams 01:38:54.906 69
2
6
3 20 United Kingdom Martin Brundle
Italy Benetton 01:39:21.038 69
7
4
4 11 Finland Mika Häkkinen
United Kingdom Lotus +1 lap 68
11
3
5 26 France Érik Comas
France Ligier +1 lap 68
10
2
6 12 United Kingdom Johnny Herbert
United Kingdom Lotus +1 lap 68
12
1
7 9 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Footwork +1 lap 68
14
0
8 24 Italy Gianni Morbidelli
Italy Minardi +1 lap 68
16
0
9 21 Finland Jyrki Järvilehto
Italy Dallara +2 laps 67
17
0
10 22 Italy Pierluigi Martini
Italy Dallara +2 laps 67
25
0
11 3 France Olivier Grouillard
United Kingdom Tyrrell +3 laps 66
22
0
RIT 27 France Jean Alesi
Italy Ferrari Engine 61
6
0
RIT 4 Italy Andrea de Cesaris
United Kingdom Tyrrell Spun Off 51
19
0
RIT 30 Japan Ukyo Katayama
France Larrousse Engine 41
18
0
RIT 25 Belgium Thierry Boutsen
France Ligier Spun Off 46
9
0
RIT 28 Italy Ivan Capelli
Italy Ferrari Engine 38
8
0
RIT 16 Austria Karl Wendlinger
United Kingdom March Gearbox 33
21
0
RIT 32 Italy Stefano Modena
Ireland Jordan Engine 25
20
0
RIT 10 Japan Aguri Suzuki
United Kingdom Footwork Spun Off 20
15
0
RIT 19 Germany Michael Schumacher
Italy Benetton Accident 17
5
0
RIT 2 Austria Gerhard Berger
United Kingdom McLaren Engine 10
4
0
RIT 15 Italy Gabriele Tarquini
Italy Fondmetal Throttle 6
23
0
RIT 1 Brazil Ayrton Senna
United Kingdom McLaren Accident 0
3
0
RIT 29 France Bertrand Gachot
France Larrousse Accident 0
13
0
RIT 33 Brazil Maurício Gugelmin
Ireland Jordan Accident 0
24
0
RIT 14 Switzerland Andrea Chiesa
Italy Fondmetal Accident 0
26
0
DNQ 17 France Paul Belmondo
United Kingdom March No Time 0

0
DNQ 23 Brazil Christian Fittipaldi
Italy Minardi No Time 0

0
DNQ 7 Belgium Eric van de Poele
United Kingdom Brabham No Time 0

0
DNQ 8 United Kingdom Damon Hill
United Kingdom Brabham No Time 0

0

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Nicolò Laffranchi

Mi chiamo Nicolò Laffranchi e ho 19 anni, liceale con una forte passione per i motori e per le corse, che mi tengono compagnia ogni weekend da alcuni anni a questa parte.

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