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L’intrigo internazionale di Colin Chapman

Colin Chapman è stato definito il Ferrari d’Inghilterra. Come il Drake, anche l’inglese fondò una squadra corse e utilizzava l’esperienze acquisite in gara per trasferirle in splendide gran turismo che sarebbero diventate le macchine di James Bond.
Mentre Ferrari ha sempre insistito sull’efficienza dei motori, Chapman, non potendo disporre del know how per creare dei plurifrazionati all’altezza, puntò tutto sull’aerodinamica.
La Lotus, questo il suo nome, era caratterizzata da un bellissimo colore verde inglese, ottenne la prima vittoria con Moss e trovò in Clark l’interprete perfetto per il genio del suo fondatore.
Chapman sostituì presto il colore nazionale con una livrea dettata dagli sponsor ma si mise in luce soprattutto per il motore portante della 72, per l’effetto suolo della ’79 fino alla ’81 a doppio telaio, macchina geniale ma bandita dalla federazione.

Colin Chapman

Nonostante i successi ottenuti nel 78, Chapman, abbagliato da importanti guadagni, decise di entrare in affare con DeLorean, un ex dirigente della General Motor che nel 75 decise di mettersi in proprio per produrre un auto sportiva estrema a un prezzo accessibile. il prototipo della DMC-12, questo il nome della macchina, era caratterizzato da una carrozzeria in acciaio inox con le porte ad ali da gabbiano.
DeLorean aveva deciso di produrre la macchina in Irlanda, potendo contare d’importanti finanziamenti del governo inglese.
La crisi energetica obbliga Chapman a rivedere il progetto adottando un motore più parco di consumi ma anche meno potete. Tutti questi problemi comportano uno sforamento del budget e in questa situazione DeLorean decise di rivolgersi a Chapman, che in Inghilterra era una vera celebrità nel campo automotive.
Il geniale inglese accetta di collaborare solo in cambio di un versamento di 10 milioni di dollari.
Ottenuto l’accordo, il patron Lotus revisiona il progetto e la vettura entra in produzione. La Delorean si rivela un flop
Le scarse prestazioni e i difetti di fabbrica la resero invisa ai consumatori.

Conscio del fallimento del progetto, il governo britannico cominciò a mettere i due imprenditori sotto la lente d’ingrandimento. Anche l’Fbi cominciò a investigare e mise DeLorean sotto controllo arrivando ad arrestarlo per traffico di stupefacenti. Poco dopo viene dichiarata la bancarotta e la sua azienda viene chiusa infrangendo definitivamente il suo sogno.
Il governo di sua maestà sospetta anche di Colin Chapman, le perdite ingenti della Lotus sono sospette e dopo un attenta indagine il fisco britannico scoprì che DeLorean aveva trasferito 213 milioni di sterline su un conto panamense. Questi soldi improvvisamente spariscono.
A seguito della bancarotta viene interrogato anche Chapman e qualche giorno dopo, nonostante un check up che lo descriveva sano, il fondatore della Lotus morì per un attacco cardiaco.

La storia non finisce qui, nel mondo delle corse cominciano a girare strane voci che vogliono il patron della Lotus vivo ma, grazie a un intervento di plastica facciale in incognito.
I sospetti nascono dal fatto che gli unici a vedere il cadavere siano stati la moglie e il medico che ha redatto il certificato medico di avvenuto decesso. Fittipaldi e Andretti, entrambi campioni su Lotus, chiedono di presenziare alla eseguire, ma gli viene risposto che il corpo era già stato tumulato.
Nel frattempo il presidente della Lotus Auto era stato arrestato con l ‘accusa di sapere dove fossero i soldi spariti.

Dopo il processo verrà condannato a 4 anni di carcere ma non rivelò mai dove fossero finiti i soldi.
Nel frattempo, visto l’insistenza delle voci che vorrebbero Chapman in Brasile anche l’Fbi comincia a cercarlo nel paese carioca.
Gli ex meccanici della Lotus di F1 sono sicuri che il loro ex capo sia ancora vivo e che si stesse godendo una cospicua quantità di denaro ingiustamente trafugata.

Nei primi anni 90 anche l’Fbi chiude il caso non avendolo trovato.
Sebbene il sospetto che la morte di Colin Chapman fosse pretestuosa e volta a evitargli dieci anni di carcere, il geniale patron della Lotus riposa in pace nel Norfolk insieme a tutti i suoi misteri.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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