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Formula 1Grandi eroi senza corona

Lorenzo il magnifico

Lorenzo Bandini nasce in Libia nel 1935 e, purtroppo, il destino lo fa rimanere orfano molto presto.
Non si fa fermare dalla prova che gli ha imposto la vita e si dedica con profitto agli studi per diventare meccanico. La sua particolare abilità gli consente, dalla verde età di quindici anni, di lavorare nell’officina di Galardo Freddi.
La passione per il motorsport anima il suo cuore ed è così che, aiutato dal suo principale, debutta nella Castell Arquato Vernasca con una Fiat 1100.
I sacrifici di Bandini cominciano a fruttare: arriva secondo alla Lessolo Alice e terzo alla Pontedecimo Giovi.
Nel 1958 vince la Mille Miglia di categoria con una Lancia coupé.
Il richiamo della pista e sempre più forte e nel 1959 debutta e vince in Formula Junior.
In Italia si comincia a parlare di Lorenzo Bandini come il futuro campione di F1 e anche la Ferrari si interessa all’italiano.
Il debutto a Maranello sembra una formalità, ma poi…la scuderia gli preferisce Baghetti.
Bandini, per nulla scoraggiato, continua a mettersi in luce, tanto da convincere il Vecchio ad affidargli una rossa per la stagione 1962.
Al debutto sulla Ferrari ottiene un ottimo terzo posto a Monaco ed una vittoria a Pergusa in una gara extra campionato.
L’Ingegnere è soddisfatto di Bandini.

bandini e scarfiotti alla 24 Ore di Le Mans 1963
© Ferrari

Lo trova a suo agio nelle macchine a ruote coperte e lo conferma per la stagione 1963.
Il fiuto del Drake ha fatto centro un’altra volta!
Bandini in coppia con Scarfiotti conquista la 24 Ore di Le Mans e si mette in evidenza in varie gare extra campionato conquistando il titolo di campione italiano assoluto.
Lorenzo, nonostante i successi rimane l’uomo di sempre, diventa molto amico di Piero Ferrari e dei meccanici ed è sempre molto disponibile col pubblico.
Nel 1964 vince in Austria ed è di grande aiuto al compagno Surtees che in Messico, con una ferrari bianca e blu, va a conquistare il titolo!
La gara ha uno strascico polemico: Bandini urta Hill e, di fatto, lo esclude dalla lotta per il titolo…
Graham, visibilmente irritato per Natale regalò a Lorenzo un corso di guida corredato da audiocassette…
Il 1965 inizia alla grande!
Bandini conquista con Vaccarella la targa Fiorio: la loro impresa rimarrà nella storia della gara siciliana.
I due, consapevoli di quanto realizzato, sul podio non si risparmiarono una certa commozione.
A Monaco con la Formula Uno è nuovamente secondo.
A quel punto Ferrari e Bandini decidono di prepararsi per la stagione successiva che si apre con un secondo posto a Monaco e un terzo in Belgio.

Lorenzo Bandini - Ferrari 312
© Lothar Spurzem

Questi risultati li proiettano in testa alla classifica generale!
La gioia dura fino al GP di Francia, poi il venir meno dell’affidabilità della monoposto lo fa precipitare al nono posto…
Nel 1967 Bandini conquista la sua vittoria più bella con le vetture sport, in coppia con Amon vince la 24 Ore di Daytona!
L’arrivo in parata delle Ferrari entrerà nella storia del motorsport!
Quanta emozione per il pilota italiano…
La vittoria a Daytona lo rende famosissimo negli USA e la successiva vittoria alla Mille Miglia di Monza scatena la stampa italiana che vorrebbe Bandini come prima guida della Ferrari!
È abitudine del Drake mettere i propri piloti in competizione perché teme che la notorietà ne affievolisca l’istinto ed è stato così anche con Bandini.
A Monaco prima gara del mondiale Bandini vuole affermare la sua leadership e, nervosissimo, commette numerosi errori ed uscite di pista.

lorenzo bandini gp monaco 1967
© Ferrari

In qualifica conquista il secondo tempo dietro alla Brabham.
Al via si accoda all’australiano che rompe quasi subito il motore mandando l’italiano in testacoda.
Rientra terzo e poco dopo è già secondo dietro a Hulme.
Lorenzo Bandini prova ad attaccarlo, ma è frenato da Hill che incassa la vendetta del Messico di tre anni prima…
Lorenzo non demorde, ma ha un andamento altalenante fino a quando all’ottantaduesimo giro, probabilmente allo stremo delle forze, urta una bitta di ormeggio e prende fuoco.
I commissari credono che il pilota sia stato catapultato fuori dalla monoposto e finito in mare, così non si attivano i soccorsi.
Il fuoco, in breve, divora sia la macchina che il pilota italiano.
Sono Baghetti e Juan Carlos di Borbone, futuro re di Spagna a segnalare la presenza di Bandini ancora all’interno dell’abitacolo.
Troppo tardi…
I commissari a quel punto intervengono, estraggono Lorenzo con ustioni su tutto il corpo di tale gravità che comporteranno la sua fine qualche giorno dopo.

gp monaco 1967 incidente bandini

Una piccola romantica storia circonda la fine prematura di Lorenzo Bandini.
Margherita la sua fidanzata, presente ai box durante la gara, raccontò che al momento dello schianto Lorenzo le apparve sul muretto, come a salutarla, e vide dissolversi a poco a poco la sua immagine…
L’Italia intera fu provata dalla morte improvvisa del talentuoso pilota, anche il Papa ne fece menzione durante l’Angelus Domenicale.
I funerali ebbero luogo a Reggiolo e vi presero parte più di centomila persone.
Bandini era, a detta di tutti, dotato di un grande talento, ma la dea bendata non gli ha consentito di arrivare alla consacrazione nell’olimpo dell’automobilismo…

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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