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Formula 1Monoposto

Lotus 80: monoposto o autobus londinese

Nei primi mesi del 79 la Lotus ha cominciato a far trapelare notizie sulla nuova Lotus da corsa denominata 80. Secondo Chapman, la nuova macchina sarà talmente tanto rivoluzionaria da far considerare tutte le altre monoposto degli autobus londinesi,
Ad aprile a Brands Hatch, in una giornata caratterizzata da una leggera nevicata che ne ferma l’attività in pista, Chapman presenta alla stampa la tanto attesa Lotus80.
La nuova macchina e una monoposto rivoluzionaria che segna un netto taglio dalla Lotus 79 che l’ha preceduta.

Lotus 80 Mario Andretti GP Belgio 1979
© Wikimedia

L’idea del fondatore della Lotus e del suo gruppo di lavoro è quella di aumentare l’effetto suolo attraverso l’utilizzo di minigonne lungo tutto il perimetro dell’auto che fanno la funzione di creare una naturale depressione per aumentare l’aderenza a terra delle ruote.
Quando viene presentata, salta subito agli occhi la totale assenza di alettoni e un profilo nel posteriore frutto dell’idea dei tecnici che questa configurazione avrebbe sfruttato maggiormente l’effetto sigillo delle minigonne presenti sotto le paratie verticali dell’ala.
Queste sofisticazioni tecniche, unite a una bellissima colorazione verde, forniscono alla vettura una silhouette slanciata e gradevole alla vista, peccato che i primi riscontri in pista si rivelano tutt’altro che confortanti.
Spaventato dal comportamento della macchina, il secondo pilota Lotus, Reutemann, si rifiuta di guidarla tornando al modello 79.

Lotus 80 Mario Andretti GP Monaco 1979
© Wikimedia

Andretti, da sempre legato a Chapman, si sobbarcò una serie di test volti a rendere competitiva la monoposto.
Il pilota americano fa notare che il comportamento saltellante, definito porpoising dal pilota, rende la monoposto impossibile da guidare.
Neanche l’aggiunta di due baffi sul musetto riusciranno a migliorare la situazione.
Nonostante i dubbi sulla reale efficacia della monoposto, la Lotus decide di utilizzarla per la trasferta in Spagna dove Andretti riesce a conquistare un incoraggiante terzo posto.
Nel successivo Gran Premio, a Monaco, la Lotus 80, complice la lunghezza di oltre 4 metri, palesa tutti i suoi difetti risultando sempre piuttosto lenta.

Lotus 80 Mario Andretti GP Monaco 1979
© Wikimedia

Nonostante le continue lamentele da parte di Andretti, Chapman decide di utilizzare l’80 in Francia ma un guasto ai freni pone fine alla gara della sfortunata monoposto.
Tutti gli interventi provati sulla macchina si rivelano completamente inutili, infatti la monoposto continua a saltare in pista come un canguro.
Chapman, deluso, decide di fermare l’esperimento ma non si da per vinto: le esperienze raccolte saranno la base per la creazione una monoposto ancora più estrema denominata Lotus 88.
La Lotus 80 e la 88 sono stati due esperimenti estremi che, non avendo dato i risultati sperati, avviarono la celebre scuderia inglese verso un lento ma inesorabile viale del tramonto.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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