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Formula 1Monoposto

Lotus 88: l’ultimo sogno di Chapman

Dopo il debutto in pista, la Lotus deve constatare che la 80 era una macchina bellissima ma anche decisamente poco competitiva. Svilupparla era decisamente complicato e costoso e, mentre la scuderia si apprestava ad approntare una formula uno convenzionale, Peter Wright decise di applicare l’effettuo suolo alle Lotus di serie vincolando il fondo alare ai portamozzi sgravando le sospensioni dal carico aereodinamico.
Visti i disegni e studiato il progetto, Chapman capì subito che si poteva tentare l’applicazione alle monoposto di Formula Uno.

Il vulcanico patron della Lotus organizzò un tavolo di lavoro volto a sviluppare l’idea e un collegio di legali che dovevano studiare le conformità al regolamento.
All’inizio diede vita a un prototipo denominato Lotus 86, una monoposto molto simile all’80 dotata di 4 mini sospensioni che la collegavano ai portamozzi. In questo modo il carico aerodinamico si scaricava sulle ruote. Alla Lotus non ci volle molto a capire che avevano inventato il doppio telaio.
In preda all’entusiasmo dal prototipo si passò al modello definitivo chiamato 88.
Il concetto di base del doppio telaio era quello di avere due telai, quello interno comprendente l’abitacolo, era responsabile delle forze meccaniche mentre quello esterno era responsabile delle forze aerodinamiche.

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Come motore la monoposto utilizzava il Cosworth e una volta ultimata venne consegnata ai piloti titolari, De Angelis e Mansell, per una serie di collaudi.
Dopo diversi giri i piloti erano concordi ad affermare che la macchina fosse un disastro arrivando addirittura ad ammettere di provare paura quando, ad alta velocità, l’aria si insinuava tra i due telai.

La Federazione fece di tutto per vietare la Lotus a doppio telaio affermando che il regolamento formulava le parti aerodinamiche devono rimanere immobili in relazione alla parte sospesa della vettura.
In conclusione la Lotus 88 è stata una monoposto figlia del genio di Chapman che avrebbe dovuto riportare il team inglese ai vertici della F1 ma la sua messa al bando contribuì al lento distacco del patron Lotus dalla Formula Uno.

PHOTO CREDITS
leblogauto.com
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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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