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1990-1999Formula 1On this day

Messico ’92: la tecnologia la fa da padrona

Nel ’92 la gara in Messico fu di per se abbastanza noiosa. Ma a posteriori si rivelò lo spartiacque definitivo tra la nuova e la vecchia Formula Uno
In terra messicana a dominare, non è una novità, sono le Williams. Le macchine inglesi, forti della delle sospensioni attive, riescono a scivolare sull’asfalto con la grazia di un ballerino di danza classica.
Le sospensioni attive, portate al debutto dalla Lotus di Senna nel 1987, raggiungono con la Williams il massimo sviluppo aprendo una nuova stagione ipertecnologica per la formula uno

In Messico le Williams dettano subito legge, poco possono le altre scuderie. L’unico che prova a resistere al dominio inglese è Ayrton Senna, neo-campione in carica, che con la McLaren è autore di una rovinosa uscita di pista nelle prove libere che gli comporta una forte contusione alla gamba e una certa frustrazione per la mancanza di competitività della sua McLaren.

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A discapito del blasone e delle aspettative, la Ferrari in Messico non riesce a raccogliere quanto promesso alla vigilia. Ivan Capelli addirittura alla fine delle qualifiche è ventesimo.
Un bellissimo sole saluta le Williams in prima fila che, allo scattare del verde, s’involano forti di un ritmo irraggiungibile per chiunque. Dietro, gli altri, oltre che essere spettatori di tanto strapotere, si rendono conto presto di poter puntare solo al terzo posto. Per la Ferrari subito una delusione: Capelli viene urtato da Karl Wendlinger con la March e finisce la sua corsa contro il muretto.
Alesi prova a tenere in pista la sua F92A. Il francese sembra un equilibrista sulla corda senza rete.

gp messico 1992 jean alesi
© Scuderia Ferrari

La sua Ferrari soffre di problemi di telaio e di motore. Si saprà a fine stagione che il propulsore di Maranello bruciava troppo olio obbligando i tecnici a dotare la macchina di un serbatoio supplementare gravando la monoposto di un peso insostenibile per una macchina da corsa.
Le due Williams in testa provano a sfidarsi, nonostante le sospensioni attive, il circuito messicano mette a dura prova i piloti, tanto che Patrese, stanco e provato dall’altitudine del circuito messicano, capisce di non riuscire a raggiungere il proprio team mate decide di scortarlo fino al traguardo.
Al terzo posto la nuova stella della F1, un tal Michael Schumacher che, nonostante una Benetton dell’anno prima, riesce a mettersi in luce e arrivare primo tra i “terrestri”.

michael schumacher gp messico 1992
© Getty Images

La Williams si presenta come la macchina da battere e autentica candidata al successo finale mentre nel box di Maranello cominciano a realizzare che la F92A sia un fallimento sotto ogni punto di vista. Inoltre, come gran parte dell’entourage ritiene dall’anno prima, Alesi risulta essere pilota grintosissimo ma con una scarsa propensione a capire le reazioni della macchina, quindi a svilupparla adeguatamente.

Messico ’92: la classifica finale

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 5 United Kingdom Nigel Mansell
United Kingdom Williams 01:31:53.587 69
1
10
2 6 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Williams 01:32:06.558 69
2
6
3 19 Germany Michael Schumacher
Italy Benetton 01:32:15.016 69
3
4
4 2 Austria Gerhard Berger
United Kingdom McLaren 01:32:26.934 69
5
3
5 4 Italy Andrea de Cesaris
United Kingdom Tyrrell +1 lap 68
11
2
6 11 Finland Mika Häkkinen
United Kingdom Lotus +1 lap 68
18
1
7 12 United Kingdom Johnny Herbert
United Kingdom Lotus +1 lap 68
12
0
8 21 Finland Jyrki Järvilehto
Italy Dallara +1 lap 68
7
0
9 26 France Érik Comas
France Ligier +2 laps 67
26
0
10 25 Belgium Thierry Boutsen
France Ligier +2 laps 67
22
0
11 29 France Bertrand Gachot
France Larrousse +3 laps 66
13
0
12 30 Japan Ukyo Katayama
France Larrousse +3 laps 66
24
0
13 9 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Footwork +4 laps 65
25
0
RIT 20 United Kingdom Martin Brundle
Italy Benetton Engine 47
4
0
RIT 15 Italy Gabriele Tarquini
Italy Fondmetal Clutch 45
14
0
RIT 14 Switzerland Andrea Chiesa
Italy Fondmetal Spun Off 37
23
0
RIT 22 Italy Pierluigi Martini
Italy Dallara Handling 36
9
0
RIT 27 France Jean Alesi
Italy Ferrari Engine 31
10
0
RIT 24 Italy Gianni Morbidelli
Italy Minardi Spun Off 29
21
0
RIT 32 Italy Stefano Modena
Ireland Jordan Gearbox 17
15
0
RIT 3 France Olivier Grouillard
United Kingdom Tyrrell Engine 12
16
0
RIT 1 Brazil Ayrton Senna
United Kingdom McLaren Transmission 11
6
0
RIT 23 Brazil Christian Fittipaldi
Italy Minardi Spun Off 2
17
0
RIT 33 Brazil Maurício Gugelmin
Ireland Jordan Engine 0
8
0
RIT 16 Austria Karl Wendlinger
United Kingdom March Collision 0
19
0
RIT 28 Italy Ivan Capelli
Italy Ferrari Collision 0
20
0
DNQ 10 Japan Aguri Suzuki
United Kingdom Footwork No Time 0

0
DNQ 17 France Paul Belmondo
United Kingdom March No Time 0

0
DNQ 7 Belgium Eric van de Poele
United Kingdom Brabham No Time 0

0
DNQ 8 Italy Giovanna Amati
United Kingdom Brabham No Time 0

0

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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