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Mika Hakkinen: all’inferno e ritorno

A riportare la McLaren sul tetto della F1 è un timido finlandese che debuttò nel terzultimo GP della stagione 1993 dal nome di Mika Hakkinen.

Il giovane finlandese, dopo aver fatto il tester per tutto l’anno, a bordo della sua McLaren riesce ad ottenere in qualifica un tempo più veloce di Senna!

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Forse la McLaren orfana del deludente Michael Andretti ha trovato un nuovo campione?

Mika Hakkinen ha, come tanti piloti, debuttato giovanissimo nel mondo dei kart dove è riuscito a conquistare ben cinque titoli nazionali!

Ingaggiato dal team Dragon riesce a mettersi in luce, nonostante la macchina sia poco competitiva.

È così che il prestigioso team West Surrey Racing lo arruola per la stagione 1990.

Con la importante scuderia colleziona ben undici vittorie!

Nella rilevante gara di Macao incorre in un incidente che coinvolge anche un talentuoso tedesco, chiamato Schumacher….

Viste le ottime prestazioni, Mika Hakkinen viene chiamato dalla Lotus e debutta in F1 nel 1991.

La monoposto che si trova a guidare è mediocre, forse una delle peggiori che la Lotus abbia mai realizzato, ma nonostante tutto Mika si mette in luce con delle buone prestazioni, arrivando a conquistare i primi punti ad Imola e a garantirsi la conferma per la stagione successiva.

La Lotus del 1992 sembra, in effetti, migliorata ed i risultati arrivano.

A fine stagione si classifica ottavo in campionato, ma, cosa più importante, riceve la chiamata dalla McLaren per fare il collaudatore ed il terzo pilota.

Entrare come terzo pilota in una scuderia, seppur di vertice, potrebbe sembrare penalizzante, ma il finlandese vuole sfruttare l’opportunità e crescere professionalmente, in fondo alla McLaren può lavorare accanto a Senna…

Quando la tragedia di San Marino si porta via il pilota brasiliano, Mika viene promosso titolare.

La squadra nutre grandi speranze sul binomio Hakkinen/McLaren, ma il motore Peugeot, non ancora ben sviluppato, lo abbandona più volte.

Quell’anno riesce ad arrivare soltanto quarto in classifica generale.

Per la stagione 1995, la McLaren sceglie il motore Mercedes: un motore potente, ma ancora tutto da svezzare.

La monoposto, a tratti, risulta troppo acerba e l’accoppiata con il nuovo motore, particolarmente deludente.

A Adelaide il finlandese fu protagonista di un gravissimo incidente.

A causa di un’improvvisa foratura, alla curva Malhouse, esce di pista sbattendo contro le protezioni. Esce vivo, ma perde una parte della lingua e, a causa della frattura alla base cranica, rimane in coma per qualche tempo. Inoltre, i danni permanenti all’udito sembrano mettere seriamente in dubbio un suo recupero per la stagione successiva.

Mika non si arrende e stupisce tutti gli addetti ai lavori quando si ripresenta in griglia a Melbourne al primo GP della stagione 1996!

GP Giappone 1996 Michael Schumacher e Mika Hakkinen
© McLaren

Si classifica quinto, batte il compagno di squadra, Coulthard, e dimostra che il suo talento non è stato scalfito dagli eventi.

La McLaren-Mercedes non è ancora pronta a vincere, ed a fine stagione Raikkonen, quinto, si trova ad affermare che la squadra è ormai preparata per il podio!

Nel 1997 la McLaren riesce a strappare Newey alla Williams e subito la scuderia cambia passo.

Mika Hakkinen, nonostante alcuni ritiri, si trova spesso in condizione di poter vincere, ma dovrà attendere fino a Jerez quando, in condizioni un po’ fortunose, finalmente sale sul gradino più alto del podio!

La modifica dei regolamenti nel 1998 favorisce la McLaren, Newey li interpreta al meglio e, coadiuvato dai nuovi pneumatici Bridgestone, crea una monoposto praticamente imbattibile.

A questo punto l’unico vero avversario del binomio Hakkinen-McLaren è Schumacher!

mlcaren mika hakkinen GP monaco 1998
© McLaren Racing Ltd

Il campionato diventa un avvincente testa a testa tra i due, con continui cambi di fronte che li portano a sfidarsi nella finale di Suzuka.

Il finlandese volante conquista in Giappone il suo primo titolo, battendo Schumacher costretto al ritiro a causa di una foratura.

Nel 1999 Hakkinen, con la sua guida pulita ed una rinnovata consapevolezza di se, si presenta come un avversario difficile da battere.

Newey sforna una McLaren “capolavoro” che si sposa al meglio alle caratteristiche del finlandese e già dalla prima gara il team si aspetta una marcia trionfale.

La Ferrari non è da meno, è più vicina, ma soprattutto più affidabile.

Riprende l’avvincente testa a testa tra il tedesco e il finlandese, un duello che si interrompe a Silverstone quando Schumacher, andando fuori pista, si rompe una gamba.

Hakkinen, privo del suo avversario nonché maggior stimolo, si rilassa consentendo a Irvine di mettere a segno due importantissime vittorie che terranno vivo il campionato, nuovamente, fino all’ultima gara a Suzuka.

In Giappone Mika brucia il rientrante Schumacher, dalla pole conduce una gara da manuale e si aggiudica il secondo titolo consecutivo.

La Ferrari, grazie all’indiretto aiuto di Coulthard, che in più di un’occasione butta fuori pista il compagno Hakkinen, conquista il titolo costruttori.

gp san marino 1999 mika hakkinen
© F1.com

Nel 2000 Mika continua l’eterna sfida con Michael, ma qualcosa è mutato: la McLaren pur essendo velocissima risulta carente in termini di affidabilità…

Il finlandese si ritira nelle prime due gare. A Indianapolis, quando può essere in condizione di sfidare Schumacher e consolidare la posizione in testa alla classifica, il motore Mercedes lo abbandona…

A Suzuka, ennesima finale con Schumacher.

Mika cede il titolo con onere dimostrando ancora una volta che la sua classe lo rende unico vero sfidante del talento tedesco.

Il 2001, forse per la nascita del figlio Hugo, vede il finlandese correre senza più la grinta di un tempo.

La vittoria di Indianapolis resta l’ultima perla di una prestigiosa carriera che, i continui ritiri e la mancanza di affidabilità della macchina, portino il finlandese ad interrompere alla fine di quell’anno.

Il ritiro di Hakkinen lascia Schumacher senza avversari di rilievo.

mika hakkinen gp giappone 1999
© McLaren Racing Ltd.

Per chi ha avuto l’opportunità, come me, di vedere il finlandese guidare dal vivo è stato facile rendersi conto del suo talento, quasi unico, a guidare una monoposto sovrasterzante specialmente in qualifica.

È indubbio che l’anno passato insieme a Senna aveva giovato moltissimo a Mika in termini di maturazione.

A differenza di Senna, Hakkinen nella McLaren ha cercato una famiglia ed il team lo ha sempre ripagato facendogli sempre quadrato intorno, sia quando i giornali pubblicarono le foto cruente del suo incidente in Australia sia quando immortalarono a Monza il suo pianto a dirotto quando dovette ritirarsi, per un suo stesso errore, ed era convinto di aver sacrificato la corsa al titolo.

I due grandi avversari della Formula 1, Hakkinen e Schumacher, si sono sempre stimolati a vicenda senza mai arrivare al contatto o a farsi delle scorrettezze.

Un vero spirito sportivo di rispetto reciproco che in F1 mancava da tempo…

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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