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1990-1999Formula 1On this day

Monaco ’96: l’incredibile vittoria della Ligier di Olivier Panis

Il Gran Premio di Monaco 96 rimane nella storia per essere stato uno tra i più rocamboleschi di sempre. Lo terminarono, allo scoccare dei 120 minuti massimi regolamentari, solo pochissimi piloti. Il vincitore, su una Ligier Mugen-Honda, fu il pilota francese Olivier Panis.

Una gara folle. Forse il Fato, le congiunzioni astrali, gli Dei dell’Olimpo, qualsiasi altra entità ultraterrena, costituirono una cupola che decise le sorti di quasi tutti i piloti partecipanti di quella edizione. Una serie di colpi di scena, tra ritiri ed incidenti, protrattasi per due ore intere, fino agli ultimissimi minuti quando Hakkinen e Salo impattarono su Irvine finito in testacoda alla curva seguente il tornantino del Loews, la Mirabeau-Bas.

Lì dove, al primo giro, aveva impattato il poleman Michael Schumacher con la Ferrari F310, bruciato allo start dal secondo in griglia di partenza, Damon Hill, tradito dal cordolo interno bagnato e dall’asfalto viscido per la pioggia. La sventura non risparmiò neanche il futuro Campione del Mondo ’96. Il motore della Williams-Renault di Damon, mentre conduceva la testa della gara indisturbato, poco oltre metà gara esalò il suo ultimo respiro. Tant’è che furono solo in quattro ad oltrepassare la linea del traguardo. Il tutto, a circa 5 minuti dallo scoccare delle due ore.

Si salvò Heinz-Harald Frentzen, allora su Sauber-Ford, il nemico giurato di “Sua Maestà” Schumi per questioni sentimentali. La bella Corinna, allora già in Schumacher, era anni prima sua fidanzata, ma scelse, poi, di convolare a nozze in quel di Kerpen. Il tedesco arrivò quarto, dietro il compagno di squadra Johnny Herbert. Secondo giunse David Coulthard, allora alla McLaren-Mercedes, che dall’anno successivo divenne la Freccia d’Argento per onorare la casa di Stoccarda. Infatti, il ’96 fu l’ultimo anno della livrea a mo’ di pacchetto Marlboro, che fu di Ayrton Senna ed Alain Prost negli anni delle famigerate McLaren-Honda, ancor prima di Niki Lauda, fino ad arrivare a James Hunt. Una delle più belle colorazioni mai portate in pista da una monoposto di Formula 1. Forse la più bella livrea di sempre nell’intera storia del team di Woking. Volendo, la più identificativa.

E al giro 74, l’ultimo utile, Olivier Panis tagliò quel traguardo con la Ligier. Vettura e pilota francesi, come accadeva ai tempi di René Arnoux su Renault. La Ligier, una scuderia da quasi centro gruppo dell’epoca, che al warm-up domenicale ottenne la miglior prestazione, proprio col nativo di Oullins. Evidentemente un chiaro segno del destino, rivelatosi, tale, solo allo sventolare della bandiera a scacchi.

Quel giorno la Ligier numero 9 fu immune da incidenti, da avarie, da fatali errori di guida. Quel giorno quella cupola, ad hoc, elesse la macchinina blu del pilotino d’oltralpe quale vincitore del GP di Monaco 1996. Una vittoria che proiettò il francese verso una grande considerazione, verso ingaggi relativamente più prestigiosi. Un successo meritatissimo, dal sapore antico, semplice, quando tutto era un po’ più a misura d’uomo. Quando i sentimenti e le emozioni erano sempre in giacca e cravatta.

Rimangono nella mente degli appassionati quegli ultimi minuti, con la bionda Signora Panis impaziente e nervosa, col fiato sospeso in quell’interminabile attesa che la separava dall’abbraccio del marito trionfante. Con il muretto Ligier in pacato fermento, in sentore di impresa. Con Coulthard impegnato sulla sua McLaren-Mercedes in una vana rimonta. Momenti carichi di tensione e paura. Sentimenti pronti a trasformarsi in immensa gioia e soddisfazione a giochi conclusi. Nonché vinti. Insomma un film, un classico, talvolta caratteristico a cavallo della conquista di un mondiale. Una reazione clamorosa, per una pur semplice vittoria di un gran premio, che presagiva l’unicità di quel successo. Il bis, per Panis o per la Ligier, non si materializzò mai più da quella volta.

Più di tutto, quell’unica vittoria di Olivier è una bella favola, volendo da romanzare ai propri figli, all’occorrenza ed a piacimento, prima che questi vengano accolti da Morfeo nel suo fantastico mondo dei sogni.

L’ordine di arrivo del GP di Monaco 96

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 9 France Olivier Panis
France Ligier 02:00:45.629 75
14
10
2 8 United Kingdom David Coulthard
United Kingdom McLaren 02:00:50.457 75
5
6
3 14 United Kingdom Johnny Herbert
Switzerland Sauber 02:01:23.132 75
13
4
4 15 Germany Heinz-Harald Frentzen
Switzerland Sauber Withdrawn 74
9
3
5 19 Finland Mika Salo
United Kingdom Tyrrell Collision 70
11
2
6 7 Finland Mika Häkkinen
United Kingdom McLaren Collision 70
8
1
7 2 United Kingdom Eddie Irvine
Italy Ferrari Collision 68
7
0
RIT 6 Canada Jacques Villeneuve
United Kingdom Williams Collision 66
10
0
RIT 3 France Jean Alesi
Italy Benetton Suspension 60
3
0
RIT 22 Italy Luca Badoer
Italy Forti Collision + Electrical 60
21
0
RIT 5 United Kingdom Damon Hill
United Kingdom Williams Engine 40
2
0
RIT 12 United Kingdom Martin Brundle
Ireland Jordan Spun off 30
16
0
RIT 4 Austria Gerhard Berger
Italy Benetton Gearbox 9
4
0
RIT 10 Brazil Pedro Paulo Diniz
France Ligier Transmission 5
17
0
RIT 16 Brazil Ricardo Rosset
United Kingdom Footwork Spun off 3
20
0
RIT 18 Japan Ukyo Katayama
United Kingdom Tyrrell Spun off 2
15
0
RIT 1 Germany Michael Schumacher
Italy Ferrari Spun off 0
1
0
RIT 11 Brazil Rubens Barrichello
Ireland Jordan Spun off 0
6
0
RIT 20 Portugal Pedro Lamy
Italy Minardi Collision 0
19
0
RIT 21 Italy Giancarlo Fisichella
Italy Minardi Collision 0
18
0
RIT 17 Netherlands Jos Verstappen
United Kingdom Footwork Spun off 0
12
0
DNS 23 Italy Andrea Montermini
Italy Forti Injury 0
22
0

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Redazione

La storia della Formula 1, raccontata quotidianamente, per non dimenticare i piloti e le gare che hanno reso celebre questo sport.

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