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1970-1979Formula 1On this day

Monza: il dramma di Rindt

Italia 1970: un pubblico enorme affluisce a Monza ad ammirare il Gran Premio d’Italia.
Rindt, numero uno della Lotus, vede nella Ferrari un vero ostacolo alla sua corsa al titolo ed è consapevole che la tifoseria è tutta per i piloti della rossa: Ickx e, soprattutto, Regazzoni.
Non c’è dubbio, l’avversario della Ferrari è Rindt!
Un tedesco naturalizzato austriaco, dotato di una classe cristallina, ma anche di una personalità magnetica.
In quell’anno, oltre ad imporsi come pilota, sta piano piano diventando un personaggio mediatico, complice anche la sua giovane e bella moglie.

L’austriaco si avvicina al motorsport relativamente tardi perché la sua famiglia sognava per lui un futuro da economista, ma i motori lo fecero innamorare perdutamente e nessuno riuscì più a fargli cambiare idea.
Con le macchine Rindt va come il vento.
Colin Chapman, boss della Lotus, nonostante sia ancora addolorato per la morte di Clark, decide che sarà proprio questo ragazzo a rimpiazzare lo scozzese scomparso e così decide di ingaggiarlo nella sua scuderia.

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Tifosi Ferrari GP Italia 1970
© Autosprint

Se Jochen riuscirà a sostituire Jim anche nel suo cuore sarà il tempo a dirlo…
Rindt vive la cosa come una favola, risponde al patron inglese con delle vittorie, sia con la Lotus 49, la preferita di Clark, sia con la 72, forse la migliore Lotus di tutti i tempi.
Chapman è orgoglioso della sua nuova stella e pensa di dominarlo, così come faceva con Clark.
L’austriaco però è diverso…, è consapevole che le Lotus sono delle farfalle fragili e, quando in Spagna si spacca il naso per il cedimento dei supporti degli alettoni, arriva a scrivere una lettera di monito al proprio boss dicendo che, in assenza di una macchina sicura, non avrebbe più corso per lui!
Il patron, neanche a dirlo è risentito per la lettera, ma è altrettanto consapevole che l’austriaco sia l’unico vero talento su cui puntare….

È così che Chapman lo rassicura e gli promette di metterlo a conoscenza di tutti gli sviluppi che saranno posti in essere sulle monoposto.
Rindt è soddisfatto!
Ha ottenuto quello che cercava: visibilmente più sicuro nella stagione 1970 riesce ad ottenere tempi eccezionali in pista.

A Monza, quell’anno, vuole vincere, nonostante nei box circolino diverse voci a distrarlo…
Una parte dei giornalisti afferma che Rindt abbia già un contratto in tasca per correre con la Ferrari, per contro altri affermano che, a titolo conquistato, l’austriaco si sarebbe ritirato per godersi i soldi guadagnati in compagnia della sua bellissima moglie.

Partenza GP Italia 1970
© Autosprint

È per questo che il pubblico è arrivato così numeroso…quale sarà la verità e chi vincerà la competizione?
Chapman decide che per battere le Ferrari è necessario togliere le ali alla “72” ed ordina al team di farlo…
Il patron ha dimenticato, però, che la monoposto è disegnata per avere il downforce davanti anche senza ali, ma necessita dell’alettone posteriore per riequilibrare l’assetto…
Le prove hanno inizio.
Rindt, con la Lotus nuda, ottiene dei tempi incoraggianti e, rinvigorito dall’idea di partire in pole, affronta un altro giro.

Corri Jochen, corri…, ma la storia ha un finale purtroppo differente…
Quando la monoposto arriva in prossimità della parabolica serpeggia e, mentre sta per entrare in testacoda, urta contro il guardrail, andando ad infilarsi tra rail e terreno…
Il pilota muore praticamente sul colpo.
La decelerazione è stata insostenibile, anche per un fisico forte come il suo…

Jochen Rindt incidente GP Italia 1970
© Autosprint

L’incidente segnò Chapman per sempre, tanto che non avrebbe mai più tenuto un rapporto confidenziale coi suoi piloti: da quel momento li considerò sempre solo come dipendenti, seppur di lusso…
L’ambiente della F1 ha cercato di tutelare la posizione di leader del defunto pilota austriaco.
Infatti, Nina, la bella moglie di Rindt, dopo qualche mese, ritirerà il premio del compagno laureatosi campione del mondo postumo…
Magra consolazione, di fatto…

A tanti anni di distanza una domanda accomuna tutti i tifosi: se le Lotus fossero state meno geniali e più sicure Clark e Rindt sarebbero ancora tra noi a raccontarci le loro imprese?

MONZA 1970: CLASSIFICA FINALE

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 4 Switzerland Clay Regazzoni
Italy Ferrari 01:39:07.100 68
3
9
2 18 United Kingdom Jackie Stewart
United Kingdom March 01:39:12.830 68
4
6
3 40 France Jean-Pierre Beltoise
France Matra 01:39:12.900 68
14
4
4 30 New Zealand Denny Hulme
United Kingdom McLaren 01:39:13.250 68
9
3
5 46 Germany Rolf Stommelen
United Kingdom Brabham 01:39:13.510 68
17
2
6 20 France François Cevert
United Kingdom March 01:40:10.560 68
11
1
7 48 New Zealand Chris Amon
United Kingdom March +1 lap 67
18
0
8 34 Italy Andrea de Adamich
United Kingdom McLaren +7 laps 61
12
0
NC 32 United Kingdom Peter Gethin
United Kingdom McLaren Not Classified 60
16
0
RIT 8 United Kingdom Jackie Oliver
United Kingdom BRM Engine 36
6
0
RIT 52 Sweden Ronnie Peterson
United Kingdom March Engine 35
13
0
RIT 44 Australia Jack Brabham
United Kingdom Brabham Accident 31
8
0
RIT 2 Belgium Jacky Ickx
Italy Ferrari Clutch 25
1
0
RIT 12 Canada George Eaton
United Kingdom BRM Overheating 21
20
0
RIT 54 Australia Tim Schenken
Italy De Tomaso Engine 17
19
0
RIT 6 Italy Ignazio Giunti
Italy Ferrari Fuel system 14
15
0
RIT 42 France Henri Pescarolo
France Matra Engine 14
5
0
RIT 10 Mexico Pedro Rodríguez
United Kingdom BRM Engine 12
2
0
RIT 50 Switzerland Jo Siffert
United Kingdom March Engine 3
7
0
RIT 14 United Kingdom John Surtees
United Kingdom Surtees Electrical 0
10
0
WD 28 United Kingdom Graham Hill
United Kingdom Lotus Withdrew 0

0
WD 24 United Kingdom John Miles
United Kingdom Lotus Withdrew 0

0
DNS 22 Austria Jochen Rindt
United Kingdom Lotus Fatal accident 0

0
DNQ 38 Sweden Jo Bonnier
United Kingdom McLaren No Time 0

0
WD 26 Brazil Emerson Fittipaldi
United Kingdom Lotus No Time 0

0
DNQ 36 Italy Nanni Galli
United Kingdom McLaren No Time 0

0
DNQ 56 Switzerland Silvio Moser
Switzerland Bellasi No Time 0

0

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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