1950-1959BiografieOn this day

Nelson Piquet, tre titoli d’astuzia

Forse non tutti sanno che Nelson Piquet, ha vinto 3 mondiali di Formula 1; sicuramente i più appassionati ricorderanno il bellissimo sorpasso, proprio al connazionale Ayrton Senna, durante il gran premio d’Ungheria 1986. Non era simpatico a tutti , per il suo irruento comportamento e il modo furbesco di trattare le persone, invece per qualcuno era un  mito, perché non aveva peli sulla lingua. Sicuramente ha lasciato il segno, nel mondo della classe regina del motorsport, anche per le sue “sparate” contro “The Magic” (Ayrton Senna) e “Leone” (Nigel Mansell). Questa era anche la Formula 1 del passato!

Un salto nel passato

Ma facciamo un passo indietro, rivivendo in breve la storia della sua carriera: nato a Rio de Janeiro il 17 agosto 1952, da un ricco medico e politico che lo voleva tennista, Nelson iniziò a correre di nascosto con i go-kart con il cognome della madre, Piquet, dove vinse anche il titolo di campione brasiliano nel 71 e 72, successi che impedirono di continuare a nascondersi. Poi nel 1974, morì il padre, così il giovane pilota brasiliano, potè dare sfogo alla sua passione.
I soldi non mancavano al promettente e taciturno campione brasiliano, così decise di trasferirsi prima in Italia, dove arrivò terzo nel campionato europeo di Formula 3, poi in Inghilterra, dove si distinse nella F3 inglese, ma era già pronto per la Formula 1, così nel 1978 si ritrovò in griglia di partenza al gran premio di Germania, alla guida di una Ensign.

L’esordio in Formula 1

Sempre nello stesso anno si accasò prima in un team privato, per poi passare alla guida della terza vettura che la scuderia di Bernie Ecclestone decise di mettere in pista per il gran premio d’Italia, ovvero la Brabham BT46C. L’anno dopo Piquet era un pilota ufficiale della Brabham accanto a Niki Lauda. Ma la vettura era poco competitiva, però il giovane rookie riuscì ad apprendere dall’austriaco gli infiniti  trucchi per mettere a punto la macchina. La stagione terminò con pochi riconoscimenti e con l’annuncio dell’addio alle corse di Lauda.
Così nell’80, Piquet divenne caposquadra e vicecampione del mondo con 54 punti, dopo aver portato la Brabham BT49 a vincere i gran premi degli USA Ovest, Paesi Bassi e Italia arrivando a contendersi fino all’ultimo il titolo con Alan Jones.

Il primo titolo iridato

Nelson Piquet Gp Argentina 1981
Nelson Piquet Gp Argentina 1981

Il primo titolo arrivò subito dopo, nel 1981, grazie all’affidabilità della sua Brabham, alla sua bravura e alla rivalità tra Reutemann e Jones, che,  con la migliore macchina della stagione, ovvero la Williams, finirono per rubarsi punti e vittorie a vicenda. Come si dice: “tra i due litiganti il terzo gode

Nel 1982  Piquet venne affiancato dall’italiano: Riccardo Patrese, e  vennero introdotti i primi motori turbo, così la Brabham iniziò una collaborazione con la BMW. La mancanza di affidabilità regalò al neo-campione del mondo in carica, solo una vittoria in Canada e un secondo posto in Olanda, finendo 11esimo a fine stagione. Qui il pilota iniziò a far parlare di se’, soprattutto per le sue “sparate”: infatti si racconta che Piquet dopo l’incidente a Villeneuve accusò la Ferrari di costruire macchine fragili, la dura risposta dal “Drake” arrivò subito rivelando che Nelson aveva più volte chiesto di poter accasarsi a Maranello.

Campione per la seconda volta

1983 Brabham BT52 Nelson Piquet Gp Belgio
Nelson Piquet – 1987 Gran Premio del Belgio

L’anno seguente, ci fu un vero stravolgimento delle monoposto, dovuto ai troppi incidenti mortali avvenuti negli anni precedenti. Vennero abolite le soluzioni ad effetto suolo, così il progetto della nuova monoposto venne cancellato e rimesso in piedi con una nuova configurazione. Piquet vinse 3 gare e andò a podio per 5 volte, si laureò campione del mondo per la seconda volta. Questo però grazie ad una benzina irregolare che consentì alla Brabham di dominare l’ultima parte della stagione. Lo scandalo però rientrò, quando Ecclestone chiese scusa a Renault e Ferrari, dichiarando che aveva agito in buona fede, così i due team rivali ritirarono il reclamo. Ma diciamo che da questa storia nacquero molte altre voci…

Dalla Brabham alla Williams

Nelle altre due stagioni Piquet ottenne altre tre vittorie con il team di Ecclestone  ormai in declino, dopo i vari cambi di regolamento, così il passaggio in Williams nel 1986: la macchina più forte del lotto.

1986 Piquet Mansell Senna e Prost
1986 Piquet Mansell Senna e Prost

La prima vittoria con la scuderia di Grove, arrivò in Brasile, gara d’apertura della stagione, mentre il compagno di squadra, Nigel Mansell finì KO dopo aver tentato di superare Senna, partito dalla pole.
Poi a marzo Frank Williams, fu vittima di un grave incidente automobilistico, che lo costrinse per sempre su una sedia a rotelle. La lontananza dai circuiti dell’attuale team principal ebbe evidenti ripercussioni sulla gestione della squadra, anche se non mancarono i podi e altre tre vittorie a favore del brasiliano, che chiuse il campionato al terzo posto dietro ad

Keke Rosberg e Nelson Piquet Gp Germania 1986
Keke Rosberg e Nelson Piquet Gp Germania 1986

Alain Prost e al compagno di squadra, ma con uno scarto minimo di punti. Ma le doti del pilota brasiliano erano superiori al compagno di squadra, Piquet sapeva lavorare con gli ingegneri e con tutto il team rimanendo sempre molto vicino al limite della scorrettezza.

La pressione psicologica che metteva in pista nei confronti del compagno di squadra erano qualcosa di anormale, tanto che non mancavano le liti dentro e fuori dal box. Un giorno definì “racchia” la moglie di Mansell.

Una stagione tutta in casa

Nelson Piquet - 1987 Gp d'Austria - Williams FW11B
Nelson Piquet – 1987 Gran Premio d’Austria

Ritornando alle corse: nel 1987, il campionato si giocò tutto in casa Williams. Purtroppo il mondiale non vide quella lotta finale che tutti si aspettavano, poiché nella penultima gara della stagione, Nigel Mansell ebbe un gravissimo incidente nelle prove libere dove riportò contusioni alla spina dorsale.

Questo impedì al pilota inglese di correre i successivi gran premi, così Nelson Piquet divenne ufficialmente campione del mondo per la terza volta nella sua carriera, con due gare d’anticipo.

La Lotus e Senna

Nel 1988, il passaggio alla Lotus, dove iniziò una lenta discesa, fino alla fine del decennio. Ma Piquet continuò a far parlare di se’ spostando la sua attenzione biforcuta su Ayrton Senna. Ma la ruggine fra i due brasiliani era iniziata qualche anno prima, quando Senna disse alla stampa che nel 1987 si era tenuto in disparte “per dare a Piquet la possibilità di godersi in pace la gloria del terzo titolo mondiale“.
Piquet, che non aveva molto tatto rispose che: “Senna era rimasto lontano per non dover spiegare ai giornalisti come mai non va con le donne“. Una polemica di pessimo gusto che ogni giorno si arricchì di nuovi e piccanti fatti al limite del ridicolo, tantoché, per forzare la mano,  i giornalisti brasiliani tirarono fuori che durante il gran premio d’Italia la bella donna, che accompagnava Senna, era solo una ragazza noleggiata per far fare bella figura ad Ayrton dopo tutte le voci che giravano sulla omosessualità del brasiliano. Le querele da parte di Senna fecero passare in secondo piano l’inizio della stagione 1988 di Formula 1.

Due generazioni a confronto

Dopo due anni alla Lotus Piquet, passò alla Benetton dove in due anni vinse tre gare, ma dove arrivò anche terzo a fine campionato del 1990.

1991 Gp Italia Nelson Piquet
1991 Gran Premio d’Italia

Nel 1991 Piquet riuscì ad aggiudicarsi, in maniera un po’ rocambolesca, il gran premio del Canada. Poi nel gran premio d’Italia esordì al volante della scuderia gestita da Flavio Briatore un giovane pilota tedesco: Michael Schumacher. Il finale di stagione fu un confronto tra il vecchio e il giovane debuttante.

Verso nuove avventure

Terminata l’avventura in Formula 1, Piquet corse la 500 Miglia di Indianapolis, per due volte la 24 ore di Le Mans, la 24 Ore del Nürburgring e la 24 Ore di Spa-Francorchamps, per poi partecipare ad alcune gare minori brasiliane giusto per il piacere di correre.

I numeri di Nelson Piquet

3

Mondiali

23

Vittorie

60

Podi

24

Pole position

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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e vinili. Mi occupo web, SEO, web marketing e Google ADS. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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