1990-1999Blog LifeFormula 1

Quando Ayrton Senna salvò Érik Comas

Questo è soltanto uno degli aneddoti che mostrano una delle tante belle sfaccettature del campione brasiliano, che mise a repentaglio la propria vita pur di salvare il collega

Senna che salvò Comas è soltanto un ulteriore aneddoto che mostra la sensibilità del campione brasiliano. Una sensibilità in netta contrapposizione con la cattiveria agonistica mostrata in pista, ma che l’ha reso immortale. Perciò rispolveriamo questa storia, seppur è ormai ben conosciuta. Ayrton Senna non era soltanto lo spietato pilota che in pista non lasciava scampo agli avversari, ma anche un grande “uomo di cuore

Gp Belgio 1992 Erik Comas Ligier
Gp Belgio 1992 Erik Comas Ligier

Era il 28 agosto 1992, e sul circuito di Spa-Francorchamps, i riflettori erano puntati sulle prime prove libere, valide per il Gran Premio del Belgio. Nel corso del giro lanciato, improvvisamente il francese Érik Comas, perse il controllo della sua Ligier, con la monoposto che finì violentemente contro le barriere poco prima della curva numero 16, più o meno all’altezza del Blanchimont, per poi rimbalzare in mezzo alla pista. A causa dell’urto provocò il pilota svenne. Il capo appoggiato a sinistra fece presagire il peggio.

Gp Belgio 1992 Erik Comas e Ayrton SennaIl piede del pilota transalpino rimase pericolosamente bloccato sul pedale dell’acceleratore e con il motore acceso a pieni giri. Il rischio di veder esplodere il propulsore Renault era altissimo, soprattutto con il pilota ancora incosciente all’interno dell’abitacolo.

Ayrton Senna si accorse della gravità dell’incidente, e non vedendo ancora nessun soccorritore parcheggiò la sua McLaren per soccorre immediatamente il collega francese, mettendo anche a repentaglio la propria vita, mentre gli altri piloti continuavano a sfrecciare in pista.

Con questo gesto, Senna salvò la vita a Comas. Questo sancì l’inizio di un’amicizia senza precedenti. Due anni dopo la morte dell’amico caro, Érik Comas decise di non correre più in Formula 1 e concluse così la propria carriera su vetture a ruote scoperte.

Si è da sempre consapevoli che in questo sport la sicurezza assoluta non potrà mai esistere. Ma in quegli anni, in ogni sessione sembrava che si stesse scendendo in trincea. Questo è soltanto uno degli aneddoti che mostrano una delle tante belle sfaccettature del campione brasiliano, che rimarrà eternamente nei cuori di tutti gli amanti di questo sport.

Silvano Lonardo

Founder di F1world e appassionato di Formula 1, ciclismo, Lego e vinili. Mi occupo di Digital Strategist. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button