Quando Michael Schumacher intervistò Luca Di Montezemolo


Michael Schumacher e Luca Di Montezemolo
Ferrari

Il 25 giugno 2008, in occasione del primo numero della rivista Ferrari Magazine, Michael Schumacher intervistò il suo ex presidente, Luca Di Montezemolo. Ecco uno stralcio dell’intervista raccolta da Antonio Ghini, ex-direttore della rivista.

Michael Schumacher: Presidente, che cosa ha ispirato la tua passione per le macchine?
Luca Di Montezemolo:Avevo quattro anni. Mio nonno aveva comprato una Fiat 1400. Io me n’ero innamorato: continuavo a guardarla”

Michael Schumacher:
Mi riferivo alla tua passione per le gare automobilistiche e le macchine da corsa.
Luca Di Montezemolo: Le macchine da corsa sono venute dopo; credo sui 12 o 13 anni

Michael Schumacher: Ma hai fatto delle gare anche tu?
Luca Di Montezemolo: Avevo appena preso la patente quando ho comprato una Fiat 500 fatta da Giannini, facendo a mezzo col mio amico Cristiano Rattazzi, e abbiamo cominciato a partecipare alle gare. Su un lato c’era il mio soprannome, Nerone, e sull’altro il suo, Virgilio. Partecipavamo alle corse a turno: gare a Vallelunga e a Monza, ma la mia vera passione erano i rally. Cominciai con una Fiat 124 Abarth, poi feci gare di Coppa del mondo, come Montecarlo, Sanremo e il Rally dei 1.000 laghi in Finlandia

Michael Schumacher: Come conoscesti Ferrari, come arrivasti a Maranello?
Luca Di Montezemolo: In Italia a quell’epoca c’era un programma radiofonico molto popolare, Chiamate Roma 3131. In qualità di giovane pilota, mi invitarono a partecipare a un dibattito che metteva sotto accusa il suo sport. Mi difesi molto bene, al punto che Enzo Ferrari mi telefonò personalmente. Eravamo in diretta e lui chiamò per farmi i complimenti per l’esattezza con cui avevo difeso l’industria automobilistica. Che subito dopo si trasformò in un invito a Maranello. Stavo per partire per gli Stati Uniti, dove frequentavo l’università. Gli promisi che mi sarei recato da lui al mio ritorno.”

Michael Schumacher: E dopo?
Luca Di Montezemolo: “A Natale del ’71 andai dai miei nonni a Bologna e ci incontrammo là: Ferrari stava a Fiorano, dove era appena stato terminato il circuito. Mi telefonò suo figlio Piero. Parlammo di tutto, fu molto gradevole. Poi tornai a New York dove completai gli studi universitari, a luglio. Eravamo rimasti d’accordo che lo avrei chiamato. E così feci. Il mio viaggio di ritorno fu una non-stop New York-Maranello! Mi prese come assistente personale. Avevo 24 anni. Poi mi nominò responsabile della Squadra corse.

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