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Formula 1Grandi eroi senza corona

Reutemann: un erede senza eredità

Carlos Reutemann era un pilota eccezionale, ma con un carattere che ne sminuiva la qualità. Nella classe regina del motorsport ha lasciato un segno di nota anche se non ha avuto la soddisfazione del massimo alloro.
L’Argentina, dopo Fangio e i suoi 5 titoli, gli chiedeva a gran voce di tornare sul tetto del mondo ma, come era solito ripetere “Es muy dificil tambien se necesita suerte
Quando debuttò nella massima formula lo fece subito alla grande conquistando con la Brabham una pole position.

carlos reutemann gp belgio 1976
© Hoch Zwei

Col team inglese, solido e competitivo, si mise in luce evidenziando grinta e una costanza di risultati che nel 76 gli aprirono le porte della Ferrari.
Quando Lauda ebbe il famoso incidente in Germania, il regno dei motori pensò all’argentino per affidargli il volante più ambito della F1.

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Il ritorno di Lauda a 40 giorni dall’incidente, scompaginò i piani della Ferrari che decise comunque di schierare Reutemann con T2 col n 35.
Caduto in disgrazia Regazzoni, Reutemann è pronto a sostituirlo per la stagione 77.
Con la rossa s’impone subito in Brasile e s’illude di essere diventato la prima guida della Ferrari.
Il compagno Lauda sta ancora scontando i postumi dell’incidente e dava l’idea di essere un pilota avviato sul viale del tramonto.
In Sud Africa l’austriaco torna grande aggiudicandosi una vittoria eccezionale, con poca acqua nel circuito di raffreddamento.

carlos reutemann e l'alettone miracoloso di Forghieri nel gp brasile 1977
© Hoch Zwei

Da quel momento Lauda prende il sopravvento relegando l’argentino a seconda guida.
Reutemann non si aspettava la rinascita del compagno e, nonostante diversi piazzamenti, sembra essere rassegnato e incupito. Forghieri prova a sferzarlo ma inutilmente. Quando viene a sapere che Lauda lascerà la Ferrari, reagisce con un piccolo sorriso, l’austriaco non glielo perdonera mai. Improvvisamente Reutemann da enigma si ritrova a essere la prima guida Ferrari per la stagione 78 ma con l’incarico di di far maturare il grezzo Villeneuve. La squadra rossa, nota subito che il riflessivo Reutemann non riusciva a farsi amare quanto il più giovane compagno.

La Ferrari nel 1978 è una buona macchina e permette a Lole di vincere 4 gare. Un grande risultato! peccato che la stagione verrà dominata dalle nero oro Lotus a effetto suolo.
In classifica generale si piazza in terza posizione, ovvero il primo degli altri, ma la sua smania di vincere lo porta a lasciare l’Emilia.

A differenza di Fangio, che ha sempre cambiato squadra per continuare a vincere, Reutemann cambia squadra sempre nel momento sbagliato. Sbatte la porta in faccia alla Ferrari per calarsi nell’abitacolo della macchina del momento: la Lotus.

Convinto che l’effetto suolo fosse arrivato all’apogeo dello sviluppo, Chapman abbandona le 79 al loro destino. Reutemann a inizio stagione riesce a cogliere diversi piazzamenti di prestigio ma nel prosequio svanisce a centro gruppo. Stanco e demotivato cambia ancora e accetta l’offerta di Frank Williams.
Finalmente la scuderia è quella giusta infatti riesce ad aggiudicarsi il Gran Premio di Monaco e ottenne diversi risultati di rilievo ma gli mancò sempre la ferocia necessaria per potersi imporre nella squadra e nel campionato. Ferocia che ebbe il suo compagno Jones che riuscì a conquistare il titolo mondiale battendo la nuova stella Nelson Piquet.

Per la stagione ’81 vuole vincere, alla soglia dei 40 anni sente che ormai la carriera e arrivata alla conclusione, e i risultati sembrano dargli ragione. In Brasile crede di potersi permettere di autocandidarsi al titolo, supera il campione Jones e, nonostante dai box gli dia l ordine di rendere la posizione, l’argentino va a vincere.
Il fatto crea una frattura tra i due piloti che il team non riesce a sanare.
Conquistata un altra vittoria in Belgio, grazie ai numerosi piazzamenti si ritrovò in testa al mondiale. Convinto di poter conquistare il titolo chiede ufficialmente al team di convincere il compagno ad aiutarlo.

carlos reutemann e alan jones brasile 1981
© Williams Grand Prix Engineering Ltd.

Jones si rifiuta categoricamente di aiutarlo, si arriva così all’ultima gara dove in prova l’argentino conquista la pole. Il giorno della gara i fantasmi del suo animo lo tormentarono fino al punto da farlo arrivare settimo. Il giovane Piquet vinse il titolo con un punto di vantaggio. Nella stagione successiva si presenta ai nastri di partenza controvoglia, infatti, nonostante un ottimo secondo posto in Sud Africa, in Brasile scende definitivamente dalla macchina.

Il suo patron Williams ebbe a dire che aveva capito le intenzioni di Carlos vedendolo sorridente ai box…
Questo campione argentino dal fisico atletico e carattere tenebroso lasciò il mondo delle corse nell’82 e, visto l andamento della stagione, forse per lui sarebbe stato l’anno buono.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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