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Formula 1Grandi eroi senza coronaOn this day

Ricordare significa quanto sia difficile dimenticare

Gilles è stato l’invenzione di Ferrari. Il rapporto col canadese è stato similare a quello che potrebbe esserci con un figlio, il modo di correre di questo pilota ha ricordato nel costruttore Nuvolari, infatti come il mantovano volante, Villeneuve non partiva mai sconfitto ed era capace di tirare fuori il meglio da vetture non certo da primato. Quando venne assunto, l’opinione pubblica e il socio di Torino criticarono non poco Ferrari che incurante delle critiche decise di sostituire il dimissionario Lauda con uno sconosciuto pilota di motoslitte.

Dopo le prime uscite anche le motivazioni di Ferrari cominciarono a vacillare, l’incidente in Giappone con la catena di eventi luttuosi che ne scaturirono sembrano decisivi per l allontanamento dall’ impero dei motori ma, dopo una riunione coi suoi più stretti collaboratori decise di dare al ragazzino un’altra possibilità.

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Gilles e Jacques Villeneuve
© Depositphotos

Nel ’78 “l’aviatore“, cosi era soprannominato per le continue uscite di pista, cominciava a richiamare sui circuiti folle di appassionati che al suo passaggio lo incitano e lo applaudono come fosse un divo della categoria.

I tifosi lo hanno accettato e accolto e il canadese li ripaga con delle corse diventate memorabili, come il duello con Arnoux a Digione per un “misero secondo posto” o come a Montecarlo e al Jarama dove con un acerba Ferrari turbo, riesce ad imporsi tra lo stupore generale e il delirio dei tifosi.

Ferrari, dietro le sue lenti scure, ha gli occhi che brillano ha vinto l ennesima scommessa e, in momenti non proprio rosei per la scuderia, grazie al canadese riesce a riempire le pagine dei giornali.

Gilles dava sempre il massimo, la continua ricerca del limite  lo portava ad esagerare sempre sia in barca sui laghi o in autostrada con improbabili gare di velocità col proprio compagno di team Pironi. Nonostante avesse vinto poco, solo 6 gare,  nel 1982 il pubblico lo vede campione del mondo, ormai il suo cognome è diventato sinonimo di coraggio e spericolatezza e a Imola, il canadese vuole vincere per iniziare la sua scalata al titolo.

gp san marino 1982 pironi winner
© Ferrari

La storia d’amore tra Ferrari e Villeneuve sta però per finire, persone esterne al mondo delle corse gli avevano fatto la proposta di fondare un proprio team e di abbandonare la scuderia italiana che spesso ne ha sfruttato l’immagine senza pagarlo abbastanza.

Anche con la moglie Joanna le cose non stanno funzionando. Con questo stato d animo si appresta a correre il Gran Premio davanti a un pubblico accorso solo per vederlo vincere. Tutti sappiamo come è andata, le segnalazioni dai box Ferrari equivoche, forse far capire al canadese che lui è il pilota della Ferrari ma non la Ferrari e la strana lotta col compagno che lo batte a poche curve dall’arrivo fanno da prologo a un destino tragico che ebbe il suo epilogo a Zolder quindici giorni dopo.

A tanti anni di distanza continueremo a ricordarlo consapevoli di non poterlo mai dimenticare.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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