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Formula 1Il Cavallino nella storia

Rifiuti e sliding doors

Durante la calda estate del ’67, Ferrari come sempre al timone della sua azienda, pur accettandole, mal digerisce le ferie dei suoi stretti collaboratori quando, improvvisamente riceve un telex che annunciava una visita speciale a Maranello.
Il CEO Shell avrebbe fatto visita a Maranello portando un gradito pilota.
Innervosito dalla visita a sorpresa, il Drake si dirige verso l’ufficio di Gozzi, varca l ingresso e lo trova vuoto.
Gozzi, segretario e addetto stampa, aveva pensato l’inossidabile, ovvero accettare l’invito del giornalista Franco Lini per passare qualche giorno di vacanza in Corsica.

Enzo Ferrari con Franco Gozzi
© Ferrari

Irritato da tanto ardire ma sicuro dove poterlo reperire, Ferrari invia un telegramma in Corsia per far tornare il segretario a Maranello.
Gozzi, leggendo il telegramma, dal tono e dal “lei” al posto del solito “tu”, capisce che Ferrari non ha gradito l’assenza e senza obiezioni rientra in fabbrica.

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La convocazione era più che motivata, il CEO Shell aveva portato a Maranello il gioiello del momento, Stewart, che, raggiunto da notizie allarmanti sulla fornitura dei motori della sua BRM, si riteneva libero di trattare l’ingaggio con Ferrari.

Arrivato in fabbrica, il pilota si trova difronte a una realtà impensabile per un professionista abituato alle scuderie inglesi: la gestione sportiva a Stewart ha dato l’impressione di essere una piccola “NASA” e quando entrò nell’ufficio del Drake, si trovo al cospetto del re dei motori accompagnato dal suo fido segretario.
La trattativa durò un po’, Ferrari non conosceva l’inglese e doveva affidarsi e fidarsi della traduzione, a tratti maccheronica, di Gozzi.

Per la cifra richiesta dal pilota, il Drake rilancia che avrebbe dovuto correre anche qualche gara di Formula Due e si accomiatarono con una stretta di mano molto promettente.
Prima di dare la risposta, Stewart andò a Pergusa per una gara di Formula 2. In Sicilia incontrò Ickx e scoprì, con sommo dispiacere, che il suo sedile era stato offerto anche al belga.

Sconcertato dal cinismo di Ferrari, dopo qualche ora di travaglio interiore, decise di chiamare Gozzi e gli comunicò che aveva incontrato Ickx e che l’accordo non si poteva perfezionare..
Il segretario sconcertato dalla decisione del pilota, gli ricorda che la stretta di mano con Ferrari vale una firma in calce al contratto e qualunque cosa abbia detto il belga è sicuramente un errore o un affronto.

Lo scozzese rispose che forse sarebbe stato un errore accettare la proposta di Ferrari e riattaccò la cornetta.
Sfumato Stewart, Ickx andò alla Ferrari mentre Stewart dal 68 al 73 riesce a conquistare tre titoli e 25 gare lasciando in tanti il rimpianto di cosa avrebbe fatto alla guida della Ferrari.

PHOTO CREDITS
motorsportimages.com
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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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