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Formula 1I cavalieri che fecero l'impresa

Uno strano gioco del destino

Uno dei più grandi piloti che abbia mai calcato le piste del mondiale di Formula Uno, in vecchiaia, viveva nel proprio animo un conflitto che il non tempo non ha mai sopito: il pilota è Stirling Moss e nel suo subconscio mai si era dato pace di non essere riuscito a correre in F1 con una Ferrari.
Il pilota inglese ha sempre riconosciuto al “Drake” di aver inventato la competizione automobilistica e nel 1951, agli albori della sua carriera da pilota, il desiderio di correre con una Ferrari stava sfociando in una mania.

Formula 1 gp Pescara 1957 Stirling Moss
© Wikipedia

Il caso volle che la scuderia emiliana lo contattasse per farlo correre a Bari. Ricevuta la chiamata, il carattere freddo dell’inglese, improvvisamente si tempera e fatta la valigia partì alla volta dell’Italia. Dopo un lungo viaggio, Moss raggiunge la cittadina pugliese e ,tra le varie Ferrari scarlatte pronte ad aggredire l’asfalto, comincia a cercare la sua promessa. Da lontano la riconobbe subito e con una falcata degna di un centometrista si catapultò dalla vettura per scoprire che nel frattempo la Ferrari aveva cambiato idea e affidato la macchina a Taruffi. Avvilito e deluso dal trattamento riservatogli dal Drake, Moss promise a se stesso che mai avrebbe corso con una macchina di Ferrari.
Qualche anno più tardi Ferrari e Moss tornano a flirtare.
Il pilota inglese fu invitato a Maranello e, mentre si avvicinava al cancello di via Abetone inferiore, pensarsi davanti al Drake lo rendeva insicuro e inadeguato ma lo indispettiva anche la prospettiva di dover fare le solite lunghe anticamere che il Drake riservava a piloti e fornitori.
Entrato in fabbrica, fu scortato subito nell’ufficio del monarca e, con suo stupore, venne ricevuto subito.
Dopo le presentazioni di rito in un buon francese, cominciarono a una conversazione piacevole dai toni pacati quando, improvvisamente, Ferrari venne al nocciolo della questione e disse, senza nessuna remora, che era pronto a costruire una Ferrari a immagine e somiglianza di Moss.
Anche in quel caso il Drake fu precursore dei tempi perché quasi 50 anni prima aveva sdoganato il termine “Tailor made“.
L’inglese, inorgoglito, fece presente che era sotto contratto con una scuderia privata ma se Ferrari avesse prodotto una monoposto color verde inglese l’avrebbe sicuramente guidata in seno al proprio team. Ferrari rimase colpito dalla lealtà di Moss verso il proprio team e s’impegnò a costruire la prima Ferrari color verde inglese.
A inizio del 1962 la macchina era pronta e venne spedita in Inghilterra per permettere a Stirling Moss di collaudarla.
Il destino aveva fatto le sue scelte, a volte crudeli, e nel mese di aprile del medesimo anno, uno dei più grandi piloti inglesi di tutti i tempi, ebbe un rovinoso incidente a Goodwood dove rimase in coma per un mese e bloccato per i postumi dell’incidente per sei mesi.
In tarda età raccontava che la Ferrari verde, l’aveva solo sognata, rimuginava sull’occasione persa ma si rallegrava di essere riuscito a vincere il British Trophy con una Ferrari Gt a passo corto.
Moss ricordava spesso questo aneddoto della sua vita al quale aggiungeva il ricordo più bello: quando andò a Maranello a ritirare la F40 e a consegnargli le chiavi fu il Drake in persona.

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Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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