1980-1989Formula 1On this day

Una vittoria al sapore d’aglio sul circuito brianzolo

Alla vigilia del GP d’Italia 1983 sul circuito brianzolo aleggia una domanda che crea ansia nel circus della F1: la scuderia Ferrari riuscirà a prendere parte alla gara?

Proprio nei giorni antecedenti l’importante competizione, il consiglio di fabbrica di Maranello aveva indetto uno sciopero per protestare sulla mancata firma del contratto dei metalmeccanici.

Un vero incubo: non può mancare la Ferrari a Monza!

Organizzatori e pubblico vivono con ansia crescente il periodo antecedente la firma: senza il cavallino l’interesse per l’evento sarebbe a dir poco precipitato!

Finalmente si giunge ad un accordo ed in un attimo la Ferrari è in pista già dalle prime prove, supportata dal suo pubblico, accorso numeroso! Emozionante!

Lo spettacolo non si fa attendere…

La Ferrari, subito protagonista, si rende conto che sul circuito brianzolo il vero avversario è la Brabham Bmw: sia Piquet che Patrese si portano in testa alla graduatoria dei tempi staccando le Ferrari di 6 decimi!

Un piccolo mistero avvolge le prove…

Gli spettatori presenti alla prima chicane e all’Ascari sentono uno strano odore quando passano le macchine inglesi e scalano di marcia, simile ad aglio, ma nessuno riesce a capirne l’origine… Incredibile!

Sono le monoposto Brabham ad emettere questo strano odore dai loro tubi di scarico!

Ai box troviamo Arnoux che si lamenta con Forghieri non riuscendo razionalmente a capire perché Piquet sia riuscito a superarlo in rettilineo con così tanta facilità.

Il tecnico, forte della sua esperienza, intuisce subito cosa possa essere successo…

Per confermare i suoi sospetti, cerca di avvicinarsi al box Brabham…ed è così che i sospetti si trasformano in realtà…

Man mano che si avvicina ai garage inglesi, l’odore di aglio è sempre più insistente…

Nella testa dell’Ingegnere italiano cominciano a nascere dei sospetti sul carburante utilizzato dalla Brabham e sulla sua legalità.

Al sabato sono sempre le Brabham a dominare, ma a sorpresa fu Patrese a conquistare la pole: la prima di un italiano dal 1953!

Le rosse si difesero, ma nulla poterono contro la Brabham numero 6.

Arnoux e Tambay chiusero al secondo ed al terzo posto, solo quarto Piquet.

Peraltro, se il brasiliano non avesse rotto il motore le macchine italiane non sarebbero andate oltre una onorevole seconda fila.

Mentre Patrese festeggia, Ecclestone mastica amaro.

L’italiano, esaltato dalla pole, non ne vuole sapere di favorire Piquet ed emozionato parla di vittoria.

Il rapporto tra Patrese e Monza è sempre stato interlocutorio.

Il punto di minimo lo aveva toccato nel 1978 quando si era sentito accusare di aver provocato l’incidente che costò la vita a Peterson. La vicenda andò avanti per un lungo periodo e, solo qualche anno dopo, il processo riuscì a dimostrare la completa estraneità del pilota, lasciando nell’animo del padovano una voglia di riscatto che finalmente sembrava aver trovato soddisfazione nella pole conquistata quell’anno!

Al verde, l’italiano prende la testa, davanti a Piquet.

La domanda è: il pilota brasiliano è stato lesto a scattare o ha approfittato di una benzina dopata?

Alla prima curva le due Brabham sono decisamente davanti alle Ferrari che sembrano faticare in avvio di gara.

gp italia 1983 partenza
© LAT Images

Piquet si mette in scia a Patrese, che accelera, garantendosi la distanza di sicurezza dal compagno.

Dietro, le Ferrari si consumano in una schermaglia tutta in famiglia che irrita, non poco, il pubblico che vorrebbe vedere le rosse lottare per la vittoria, non per disputarsi il gradino più basso del podio!

Arnoux passa Tambay, la Ferrari numero 27 alterna giri veloci a giri sottotono.

Patrick è consapevole che quella del 1983 sarà l’ultima stagione col cavallino ed il timore di tornare nell’anonimato lo turba ed è padrone del suo animo.

Mentre Tambay è in lotta con i suoi fantasmi, una nuvola di fumo rapisce l’attenzione del pubblico: Patrese, saldamente in prima posizione, deve abbandonare per rottura del motore che, evidentemente, stava tifando per il compagno di squadra Piquet!

Il brasiliano eredita il comando della gara ed attacca subito, abbassando i tempi.

La macchina n. 5 diventa velocissima ed imprendibile per chiunque!

Al quarto posto uno sconsolato Tambay deve fare i conti oltre che con il suo stato d’animo, anche con il proprio motore che pare avere il vapour look con i tipici sintomi dell’”asma”!

Arriva ad andare dritto alla prima chicane, per fortuna senza danni….

La girandola dei pit stop non comporta nessuna variazione: Piquet comanda saldamente la corsa.

Dai box gli hanno segnalato di ridurre il ritmo, la Ferrari di Arnoux e la Renault di Cheever, in lotta tra di loro, sono a distanza di sicurezza.

Il duello per il secondo posto è avvincente.

Ad avere la meglio la Ferrari che può contare su un maggiore spunto, ma anche su una défaillance meccanica della Renault che, rompendo la quarta marcia, non riesce più ad essere minacciosa.

Piquet, oramai in prossimità del traguardo rallenta, Arnoux riesce ad avvicinarsi, ma senza rappresentare una vera minaccia.

Con questa vittoria Piquet torna prepotentemente in corsa per il titolo, nonostante una macchina che, come si scoprirà, utilizza una benzina irregolare…

A fine stagione Ferrari, forte del titolo costruttori conquistato, non sporgerà reclamo contro la macchina inglese.

La ragione che traspare dalla scelta è duplice: evitare di consegnare il titolo piloti alla Renault ed avere una cambiale politica da incassare con Mr Ecclestone!

L’ordine di arrivo del GP d’Italia 1983

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 5 Brazil Nelson Piquet
United Kingdom Brabham 01:23:10.880 52
4
9
2 28 France René Arnoux
Italy Ferrari 01:23:21.092 52
3
6
3 16 United States Eddie Cheever
France Renault 01:23:29.492 52
7
4
4 27 France Patrick Tambay
Italy Ferrari 01:23:39.903 52
2
3
5 11 Italy Elio de Angelis
United Kingdom Lotus 01:24:04.560 52
8
2
6 35 United Kingdom Derek Warwick
United Kingdom Toleman 01:24:24.228 52
12
1
7 36 Italy Bruno Giacomelli
United Kingdom Toleman 01:24:44.802 52
14
0
8 12 United Kingdom Nigel Mansell
United Kingdom Lotus 01:24:46.915 52
11
0
9 25 France Jean-Pierre Jarier
France Ligier +1 lap 51
19
0
10 29 Switzerland Marc Surer
United Kingdom Arrows +1 lap 51
20
0
11 1 Finland Keke Rosberg
United Kingdom Williams +1 lap 51
16
0
12 34 Venezuela Johnny Cecotto
Hong Kong Theodore +2 laps 50
26
0
13 33 Colombia Roberto Guerrero
Hong Kong Theodore +2 laps 50
21
0
RIT 31 Italy Corrado Fabi
Italy Osella Engine 45
25
0
RIT 4 United States Danny Sullivan
United Kingdom Tyrrell Fuel System 44
22
0
RIT 30 Belgium Thierry Boutsen
United Kingdom Arrows Engine 41
18
0
RIT 9 Germany Manfred Winkelhock
Germany ATS Exhaust 35
9
0
RIT 3 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Tyrrell Clutch 28
24
0
RIT 15 France Alain Prost
France Renault Turbo 26
5
0
RIT 8 Austria Niki Lauda
United Kingdom McLaren Electrical 24
13
0
RIT 7 United Kingdom John Watson
United Kingdom McLaren Electrical 13
15
0
RIT 32 Italy Piercarlo Ghinzani
Italy Osella Gearbox 10
23
0
RIT 23 Italy Mauro Baldi
Italy Alfa Romeo Turbo 4
10
0
RIT 40 Sweden Stefan Johansson
United Kingdom Spirit Distributor 4
17
0
RIT 6 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Brabham Engine 2
1
0
RIT 22 Italy Andrea de Cesaris
Italy Alfa Romeo Collision 2
6
0
DNQ 26 Brazil Raul Boesel
France Ligier No Time 0

0
DNQ 2 France Jacques Laffite
United Kingdom Williams No Time 0

0
DNQ 17 United Kingdom Kenny Acheson
United Kingdom RAM No Time 0

0

Federico Sandoli

Esperto di logistica e trasporti, sempre pronto a recepire le novità ed a proporre soluzioni operative innovative. Lettore accanito, con una passione particolare per la scienza, la medicina ed…i supereroi. Iscritto al Club Ferrari di Maranello dalla nascita, curo da sempre la mia passione per la Ferrari e la F1 in genere. Colleziono modellini che posiziono rigorosamente in funzione del periodo dell’anno e degli eventi legati a piloti e case costruttori e custodisco gelosamente alcune lettere autografe oggetto di uno scambio di corrispondenza con l’Ing. Ferrari.

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