1880-1889Formula 1On this day

USA 89, ancora Senna contro Prost

Phoenix sostituisce Detroit nel calendario. Ma la lotta è sempre interna alla McLaren, col francese finalmente vincitore

Il Gran Premio USA 89 si corse il 4 Giugno. Per la prima volta le vetture di Formula 1 gareggiarono sul circuito cittadino di Phoenix, che sostituiva nell’occasione Detroit come sede dell’unico gran premio in terra statunitense. Detroit, culla dell’industria automotive americana, non aveva certo riscosso grandi apprezzamenti. Nè da parte dei piloti nè da parte degli spettatori.

Ecclestone si inventò quindi questa alternativa in Arizona, a dire il vero in maniera abbastanza difficile da comprendere. Se l’ “abbordaggio” della Formula 1 in USA non aveva avuto successo a Watkins Glen, a Long Beach o Detroit, non si capiva come potesse riscuotere favori in quest’anonima città circondata dal deserto.

Il circuito di Phoenix: forse il peggiore della storia della formula 1

Oltretutto il tracciato era ancora più discutibile. Non si trovò niente di meglio che montare dei muretti sulle larghissime strade del centro città, ricavandone una pista con curve veramente tutte uguali. L’unica che non fosse ad angolo retto era l’ultima, un tornatone con quattro punti di corda (sarebbe forse piaciuto a Hermann Tilke).

USA 89

Per il resto una sequenza senza senso di accelerazioni e frenate, con curve tutte ad angolo retto. 3789 metri di niente da ripetere per ben 81 volte. Appena arrivati piloti e manager si accorsero subito che la quinta gara della stagione sarebbe stata una gara massacrante, su un asfalto scivoloso e con un clima torrido.

Le qualifiche: il Gran Premio USA 89 passa alla storia per il record di Senna

In prova non si registrarono grandi sorprese. La proverbiale abilità di Senna sui circuiti cittadini fu confermata da una pole mostruosa, ottenuta con un secondo e mezzo di vantaggio sul compagno di squadra. Quello che sarebbe stato ricordato però fu il fatto che per l’asso brasiliano si trattò della trentraquattresima in carriera. Una in più di Jim Clark, che fino a quel sabato deteneva il record insieme al paulista.

Alle spalle del duo biancorosso si piazzarono Nannini, Mansell, Brundle, Caffi, Modena e Berger. In difficoltà invece le Williams, con Patrese e Boutsen oltre metà schieramento. Peggio ancora le Lotus di Piquet e Nakajima, salvi per pochi decimi dall’onta della mancata qualificazione.

Una gara ad eliminazione: USA 89 fu un “massacro meccanico” con vittime illustri

La partenza fu piuttosto lineare. Le McLaren sin da subito presero il largo con Senna davanti a Prost grazie ad una staccata migliore alla prima curva. Dietro la coppia di Ron Dennis ebbe un buono spunto Nannini, che però già al terzo giro perse il controllo della sua Benetton rientrando in pista ottavo. Nella stessa tornata si registrò il primo ritiro, quello di Alliot con la Lola.

Fu solo l’inizio. Per tutta la gara più che dai sorpassi i cambi di posizione furono decisi dai guasti meccanici e “fisici”. L’italiano della Benetton si ritirò già al decimo giro per problemi al collo, dopo un incidente occorso durante il warm up del mattino. e già prima del trentesimo giro erano già fuori gara oltre a Nannini anche Warwick, Alboreto, Gugelmin, Capelli, Nakajima e Martini. Oltre a trasmissioni, freni, cambi di varie scuderie non poteva ovviamente non andare in frantumi anche l’innovativo cambio semiautomatico della Ferrari, con Mansell appiedato già alla trentunesima tornata.

Problemi elettrici  per Senna: la seconda metà del Gran Premio USA 89 è una passeggiata per Prost

Ma il colpo di scena principale avvenne al trentatreesimo passaggio. Senna di colpo fu costretto a rallentare fermandosi ai box. I problemi elettrici causati dalla altissima temperatura ambientale consentirono al campione in carica di compiere solo altri tre giri, in coda al gruppo e ad andatura ridotta, prima del ritiro definitivo.

USA 89
© Ferrari.com

Col diretto concorrente (che aveva vinto i tre gran premi precedenti) fuori gara e gli  avversari ormai staccati di decine di secondi a Prost non parve vero di impostare la classica gara di conserva. Approfittando anche del solito ritiro di Berger per problemi al cambio il francese amministrò con saggezza la vettura e il vantaggio su Patrese e Cheever.

La rimonta di Palmer resa vana da un problema all’iniezione: USA 89 si conclude con soli sei piloti in gara

L’unico spunto di interesse della seconda metà della gara fu la rimonta dell’inglese Palmer, che portò la sua Tyrrell dal ventunesimo posto al quarto. Ma a pochi giri dal termine anche il sogno del britannico si spense di fronte all’ennesimo problema meccanico. Dopo di lui si fermarono anche Tarquini e De Cesaris, e a girare sulla pista dell’Arizona rimasero negli ultimi giri solo in sei piloti.

Il ritmo di gara fu così basso che il vincitore Prost raggiunse il limite delle due ore con ben sei giri di anticipo sugli ottantuno previsti. Il direttore di gara sventolò così la bandiera a scacchi di fronte ai “superstiti” ben prima della copertura della distanza prevista. Dopo Prost, Patrese e Cheever si classificarono staccati di un giro Danner, Herbert e Boutsen. Di particolare rilievo la corsa del tedesco, che col quarto posto regalò alla Rial il miglior piazzamento finale della sua breve storia.  Uguagliando il risultato ottenuto l’anno prima da De Cesaris… dove? Guarda caso a Detroit!

L’ordine di arrivo del GP Usa 1989

Pos No Pilota Team Tempo Giri Griglia Punti
1 2 France Alain Prost
United Kingdom McLaren 02:01:33.133 75
2
9
2 6 Italy Riccardo Patrese
United Kingdom Williams 02:02:12.829 75
14
6
3 10 United States Eddie Cheever
United Kingdom Arrows 02:02:16.343 75
17
4
4 38 Germany Christian Danner
Germany Rial +1 lap 74
26
3
5 20 United Kingdom Johnny Herbert
Italy Benetton +1 lap 74
25
2
6 5 Belgium Thierry Boutsen
United Kingdom Williams +1 lap 74
16
1
7 40 Italy Gabriele Tarquini
France AGS Engine 73
24
0
8 22 Italy Andrea de Cesaris
Italy Dallara +5 laps 70
13
0
9 3 United Kingdom Jonathan Palmer
United Kingdom Tyrrell Fuel System 69
21
0
RIT 28 Austria Gerhard Berger
Italy Ferrari Alternator 61
8
0
RIT 21 Italy Alex Caffi
Italy Dallara Collision 52
6
0
RIT 11 Brazil Nelson Piquet
United Kingdom Lotus Spun Off 52
22
0
RIT 36 Sweden Stefan Johansson
Italy Onyx Suspension 50
19
0
RIT 24 Spain Luis Perez-Sala
Italy Minardi Engine 46
20
0
RIT 1 Brazil Ayrton Senna
United Kingdom McLaren Electrical 44
1
0
RIT 7 United Kingdom Martin Brundle
United Kingdom Brabham Brakes 43
5
0
RIT 8 Italy Stefano Modena
United Kingdom Brabham Brakes 37
7
0
RIT 27 United Kingdom Nigel Mansell
Italy Ferrari Alternator 31
4
0
RIT 23 Italy Pierluigi Martini
Italy Minardi Engine 26
15
0
RIT 12 Japan Satoru Nakajima
United Kingdom Lotus Throttle 24
23
0
RIT 16 Italy Ivan Capelli
United Kingdom March Transmission 22
11
0
RIT 15 Brazil Maurício Gugelmin
United Kingdom March Brakes 20
18
0
RIT 4 Italy Michele Alboreto
United Kingdom Tyrrell Gearbox 17
9
0
RIT 19 Italy Alessandro Nannini
Italy Benetton Physical 10
3
0
RIT 9 United Kingdom Derek Warwick
United Kingdom Arrows Collision 7
10
0
RIT 30 France Philippe Alliot
France Larrousse Spun Off 3
12
0
DNQ 26 France Olivier Grouillard
France Ligier No Time 0

0
DNQ 31 Brazil Roberto Moreno
Italy Coloni No Time 0

0
DNQ 25 France René Arnoux
France Ligier No Time 0

0
DNQ 29 France Yannick Dalmas
France Larrousse No Time 0

0
DNPQ 18 Italy Piercarlo Ghinzani
Italy Osella No Time 0

0
DNPQ 32 France Pierre-Henri Raphanel
Italy Coloni No Time 0

0
DNPQ 33 Switzerland Gregor Foitek
Italy Euro Brun No Time 0

0
DNPQ 17 Italy Nicola Larini
Italy Osella No Time 0

0
DNPQ 41 Germany Joachim Winkelhock
France AGS No Time 0

0
DNPQ 39 Germany Volker Weidler
Germany Rial No Time 0

0
DNPQ 35 Japan Aguri Suzuki
Germany Zakspeed No Time 0

0
DNPQ 34 Germany Bernd Schneider
Germany Zakspeed No Time 0

0
DNPQ 37 France Bertrand Gachot
Italy Onyx No Time 0

0

David Bianucci

Mi chiamo David Bianucci, nato a Prato ma trasferito per amore e lavoro sui colli Euganei in provincia di Padova. Sono uno sportivo a livelli di fanatismo, ho praticato la pallanuoto per vent'anni e ora faccio i campionati di nuoto Master. Ma le sensazioni più forti me le ha sempre regalate la Formula 1, sin da quando a nove anni ho visto il Gran Premio di San Marino del 1981. Sono seguite sveglie notturne per vedere i gran premi asiatici, autentiche fortune spese in riviste specializzate, giornate tra le frasche del Mugello per guardare girare di nascosto Michael Schumacher. Essere diventato nel frattempo Ingegnere Meccanico non ha migliorato la cosa... Scrivo perchè non posso fare niente per evitarlo.

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